| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Platone Il Menone IntraText CT - Lettura del testo |
Cosí facciamo noi simigliantemente della virtú: dacché non si sa né che cosa ella sia né qual'ella sia, facendo supponimenti consideriamo se possa ella, o no, essere insegnata; ragionando in questa forma: Se la virtú si suppone essere una di quelle cotali cose che sono entro l'animo, delle due l'una: o si può ella insegnare, o no. E se poi, essendo ella di quelle cose che sono entro l'animo, si suppone essere differente da scienza, similmente delle due l'una: o si può ella insegnare, cioè rammentare, che è tutto il medesimo, come dicemmo dianzi; o no. E se si suppone che sí, allora da scienza non differirebbe ella, perché è cosa manifesta a ogni uomo che niente si può insegnare, se non scienza.
SOCRATE Se poi si suppone la virtú essere scienza, è manifesta cosa ch'ella si può insegnare.
MENONE Perché no?
SOCRATE E però siam belli e sbrigati: è ella scienza la virtú? e si può insegnare; no? no.
MENONE Per certo.
SOCRATE Or è a vedere se la virtú veramente è scienza o no.
MENONE Par anche a me; cotesto è a vedere.
SOCRATE Su, non dicemmo noi che la virtú è bene? e questo supponimento ch'ella sia bene, riman fermo?
SOCRATE E però, se mai fuori della scienza è alcun bene, la virtú può non essere scienza; e se poi niun bene è che non lo abbracci scienza, congetturando noi che la virtú è alcuna scienza, non sarebbe ragionevole la congettura?
SOCRATE Via, non siamo noi buoni per la virtú?
SOCRATE E, se buoni, eziandio giovevoli; imperocché ciò ch'è buono, è giovevole: no?
SOCRATE E anche la virtú è però giovevole?
MENONE Ciò segue necessariamente.