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Platone
Il Menone

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VIII.

 

MENONE Ma se alcun ti opponesse: - Colore non so che sia, e non posso però intendere che è figura -; che ne parrebbe a te della detta opposizione?

SOCRATE Ch'ella è vera, e se chi parla fosse uno savio, uno di que' tali disputatori, battagliatori, gli direi io: - Per me l'è cosí; non ti va? to' la mia definizione e ribattila -. Ma s'egli s'avesse a fare con amici, come io e tu, converrebbe piú andare con le dolci, con modi piú dialettici, ragionando insieme; e forse piú è da dialettici, non che rispondere il vero, dimostrarlo anche per quelle vie medesime delle quali si confessi esperto colui che è interrogato. E io voglio tenere questo modo con te. Una certa cosa non l'addimandi tu fine? cioè limite o estremo, che poi è tutto uno. Prodico ce l'aocchierebbe la differenza; ma tu dici indifferentemente d'una cosa ch'ella è limitata, o finita. Su per giú io vo' dir cotesto, io, e null'altro.

MENONE Cosí addimando io: credo avere inteso.

SOCRATE E non addimandi tu una cosa piano, un'altra solido, come in geometria?

MENONE Sí.

SOCRATE Or puoi intendere bene ciò che io dico figura. Figura quella cosa dico, intendo io di ogni figura, nella quale finisce il solido; o vero figura è, a dir brevemente, limite del solido.

MENONE E che di' tu che è il colore, o Socrate?

 

 




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