| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Platone Il Menone IntraText CT - Lettura del testo |
SOCRATE Ora, a una a una, consideriamo quali cose a noi siano di giovamento. Ecco: sanità, forza, bellezza, ricchezza, queste e altre simili diciamo noi che sono di giovamento? o no?
MENONE Sí.
SOCRATE Ma queste cose medesime diciamo che alcuna volta nocciono anche: di' tu altrimenti, o cosí?
MENONE No, cosí.
SOCRATE E guarda ora, quand'elle giovano coteste cose, che è che le governa, e che quando nocciono. O non giovano esse quando le governa diritto uso e, quando no, esse nocciono?
MENONE Certamente.
SOCRATE E consideriamo ancora quel che s'appartiene all'anima: qualche cosa è che tu chiami temperanza, e giustizia, e fortezza, e docilità, e memoria, e generosità e altro simigliante?
MENONE Sí.
SOCRATE Di queste ora guarda quelle che a te pare non siano scienza, ma qualcosa altra, se non nocciono alcuna volta, e alcuna volta non giovano: come la fortezza, la quale se non è ancora saviezza, è audacia. E davvero, colui che ardisce senza intelletto, non ne ha danno? e se con intelletto, non ne ha giovamento2?
MENONE Sí.
SOCRATE E medesimamente è della temperanza e della docilità; imperocché, apprese e usate con intelletto, quelle sono giovevoli; senza intelletto, sono dannose.
MENONE Per certo.
SOCRATE Dunque, a voler dire brevemente, tutte le operazioni e impeti e passioni dell'anima, se li governa saviezza, riescono a felicità; e al contrario suo, se li governa stoltizia.
MENONE Pare.
SOCRATE Se dunque virtú è di quelle cose che son entro l'anima, e se giova ella, di necessità ella è saviezza: perocché tutte le cose dell'anima né sono giovevoli per sé medesime, né nocive; ma sí nocive o giovevoli elle diventano, se le governa saviezza o vero stoltizia. E poi che la virtú giova, ella dee essere saviezza, secondo la mentovata ragione.
MENONE Mi pare.