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| Vincenzo da Filicaia Lettere inedite a Lorenzo Magalotti IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Lettera grigio = Testo di commento
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4 I | LETTERA I.~... 1690.~Sig. Conte Lorenzo Magalotti,
5 XXIII | XXIII.~Volterra, 26 Gennaio 16961698.~Al medesimo.~Io non so
6 XXVIII| XXVIII.~Pisa, .. Gennaio 1699. ~Al medesimo.~Modicae fidei,
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20 XXVII | avete carteggio col Sig.r Ab. Regnier, potete favorirmi
21 XXX | dalle poesie di questo Sig.r Abate Venerosi e Cav.re Luca degli
22 XXIX | parendomi che adesso spieghi abbastanza, e che siamo fuori del pecoreccio.
23 IX | diventino gigantesche. Ilo per abbreviarla, ho lineati una quartina
24 I | grande, ma con poca o niuna abilità. Se questa volta non divento
25 III | ve ne renda merito, e mi abiliti una buona volta a potervi
26 XXIII | Quand'ecco in mezzo all'abissal fulgore.~Questa voce abissale
27 XXIII | abissal fulgore.~Questa voce abissale mi par nuova affatto, e
28 X | spumosa bile in pensare che un abito così sfoggiato s' abbia
29 VII | bisognato venire al taglio e abiurare il Tansillismo nel modo
30 XXVI | ciarlante famosissimo P. Cotta, Accademico Apatista.~Dum Carmine omnes,
31 V | come per lo più si vede accadere in. molti sonetti che cominciano
32 XXIV | intanto, per farvi quel più accanire e per obbligarvi a mandarmi
33 I | mutazione migliore di questa., — Acceatto la mutazione del secondo
34 XV | tuttavolta non lascerò d'accennarle.~Strofa 3.a Nella prima
35 XII | genio, ed egli non lascerà d'accennarlo. Ho mutato il' ultima strofa
36 XV | allindati. È necessario l'accentar questo perfetto così tronco,
37 XXIX | accuse, una condanna più accentuata, siccome è seguìto, di che
38 V | è tal, che benchè d'odio accesi ~Un nemico talor, dall'altro
39 I | Tuttavolta il mio orecchio non l'accetta.~Il secondo ha forse miglior
40 XXVII | facilmente invanirne.~Io l'acchiappai fra molte, non per la più
41 XXXI | pro nichilo reputatur:= Accingendus habetur pro accinto, e via
42 XXXI | Accingendus habetur pro accinto, e via discorrendo. Quanto
43 XVII | della Regina dei Buccheri, acciocchè abbiate nell'una e nell'
44 XVIII | gradimento con cui avete accolto questa mia ultima frenesia,
45 XXIX | ancorchè mal volentieri mi accomodi a obbedire al vostro comandamento,
46 XXX | sonetti e fare un mostruoso accoppiamento di poeta e di iusdicente,
47 XXIV | vi dico che verrò a ogni accordo con voi. Ma intanto, per
48 I | dell'essere il che tanta accosto al nome, essendovisi messo
49 XXVII | fortunati ardiri sono quelli che accreditano le poesie. Voi avete tanto
50 XXIX | non preoccupato dalle mie accuse, una condanna più accentuata,
51 XXXII | fantasia di due mondi non è adattabile al caso nostro, la più vera
52 XXVIII| bisogna in tutte le cose adattarsi alla moda. Io però mi sposo
53 XXVI | impertinente non par che s'addatti all'ozio, che è un lasciami
54 XXXIV | ancora chiaro, chiaro. Vorrei addomesticarmi con quel visibile, e non
55 XXVI | frascherie latine e toscane, per adornarne a suo tempo le Gallerie
56 I | fatti al medesimo.~Dormi adultera vil, finchè omicida~Spada
57 I | vuoi dire ultrice de' suoi adulterii e dei torti fatti al valore.
58 XXIII | voi:~Leggiera sì, che l'aer nostra intorno~Le staria,
59 XXIII | tanto leggera, che il nostro aere starebbe intorno a quella,
60 XXII | allego a sospetto la vostra affezione, penso che la farete vedere
61 XII | ma il bisogno.~In oltre affin' ch'io possa regolar meglio
62 XIII | qualità per ricevere lume, affinchè il rimedio non riesca peggior
63 XXX | stato tante e tante volte affrontato e così malconcio dalle poesie
64 XIX | doppi, ditemi qual più vi aggrada. Il primo esprime più. Il
65 XXXI | parte di scibile non saputo agguaglia forse il saputo, e così
66 XXIII | bene, se si ha riguardo all'agilità del corpo informato dall'
67 IV | LETTERA IV.~Villa, 30 Agosto 1694. ~Al medesimo.~Mi avete
68 VIII | cattiva.~Bisogna dunque aiutarmi, perchè su questo luogo
69 XXX | Venerosi e Cav.re Luca degli Albizi, e tanto me ne sento ancora
70 XXX | Sig.r Cav.re Luca degli Albizzi~SONETTO~Poichè a gara in
71 | alcun
72 | alcuno
73 XXIII | corpo.~Fiume che stagnando allaga,~Non corre o passa, o sa
74 XXII | onor della lingua. E perchè allego a sospetto la vostra affezione,
75 XXXIV | fatti spacciati, venite pure allegramente all'Esculapio de' nostri
76 XV | 45.a Che assister tutti allindati. È necessario l'accentar
77 | allo
78 | allor
79 | almen
80 | almeno
81 X | Ponga, e quasi a' suo dolce almo paese,~Far niuno ardisca,
82 | altrove
83 | altrui
84 XVI | parlando d'una donna da lui amata, e che aveva ossa e carne
85 XII | motrice del chiederlo non è l'ambizione, ma il bisogno.~In oltre
86 XXVII | canzoncina che, punto, punto ambiziosa ch'ella fosse, potrebbe
87 V | medesimo.~Io non fui mai ambizioso, ma quando pure lo fossi,
88 XIII | pretendo di lasciare agli amici più cari e più stimati qualche
89 XIII | palesare i suoi guai ad un amico della vostra qualità per
90 XV | nondimeno d'emendarlo per mio ammaestramento, e quando poi vi risolviate
91 XX | quelle di Danao. Ma quelle ammazzarono i mariti, e queste ammazzeranno
92 XX | ammazzarono i mariti, e queste ammazzeranno il padre. Son vostro servitore,
93 XVI | figura che non si devono ammettere. Una sola cosa potrebbe
94 XXXIII| braccia, e ringraziandovi dell'amorosa bontà con cui vi degnate
95 IV | intendere non resctrictivae sed ampliativae. Tutto questo sia detto
96 XVII | finirlo con due dattili e un anapesto è cosa orribile; e stante
97 III | Serve grandezze e dignitate ancella ~Mirai poc'anzi, or voi
98 XXVIII| per l'amor di Dio lasciamo andar queste cose, che non importano
99 XIX | condannarlo fu necessario andassero altrove. Io, se Braccio
100 XXXV | degenererà in superstizione, e andava pensando, se in vece di
101 XIX | oggi qualche miglioramento, andrò domattina in Villa per la
102 XVIII | qualche vezzo di buccia d'anguille, perchè non mi faccia muso
103 XXIII | del corpo informato dall'anima e alla gravezza della veste,
104 XXXV | Belmonte e dirmi ch'io sono un animale indocile e senza ragione,
105 XV | sono gli appresso:~Hi motus animorum, atque haec certamina tanta ~
106 V | paragonato col forte de' versi antecedenti, non viene da stanchezza,
107 XVII | difficoltà, credo io, niuno degli antichi ha voluto usarlo, trattone
108 XXI | oltre non posso dirvi l'antipatia che passa tra la traduzione
109 XXVI | famosissimo P. Cotta, Accademico Apatista.~Dum Carmine omnes, Cotta,
110 XXIX | altra. cosa, omnia nuda et aperta sunt, gli avereste conosciuti
111 III | ch'io mi dia pace, e mi appaghi di questo poco, non senza
112 V | della sua bellezza, e non apparisce più bello, ognun vede che
113 V | sarebbe troppa temerità l'appellarsi, dicendovi solamente, che
114 | appena
115 VII | più giovane e di miglior appetito, oltre al berlingozzo, si
116 XXI | preliminari dell'opera, cioè l'applicazione a farla. — Ma da ora innanzi
117 XII | ma come mezzo, per fare apprendere a S. A. che la causa motrice
118 | appresso
119 XVI | ringalluzzo, quando veggo che l'approvate. Ma l'aver mandate l'una
120 XII | propria.~Ma ne attende l'approvazione da me, e vuoi ch'io ci pensi.
121 X | sentimento e l'epiteto, se però l'approverete:~E tra il Destino e me patto
122 XII | avermegliela fatta fare.~Approvò il pensiero di chiedere
123 XXIX | LETTERA XXIX.~Pisa, 25 Aprile 1701. ~Al medesimo~Oh egli
124 | apud
125 XXI | una negativa a lettere d'archi trionfali. Arrivederci quest'
126 XXVII | frontespizio dell'opera del nostro arciconsolo, e aspetto a suo tempo il
127 V | orgoglio che non crede ~L'ardeor che tanto in piccol tempo
128 XXVII | regola, e certi fortunati ardiri sono quelli che accreditano
129 VII | sonetto sopra lo stesso argomento. Oh che grande impertinenza!
130 VIII | laidezza, bellissimo ed argutissimo. Mille grazie a voi ,ndella
131 XXVII | maestri, che vi rendono aria, e quasi quasi vi fanno
132 XVI | correr con voi uno stesso aringo; ancorchè un siì fatto coraggio
133 IX | considero che quest'ultimo nell'Ariosto è nome di figliuolo di Re.
134 XII | giudizio, e poi lasciamo armeggiare a lui. Mi sono espresso
135 XXIII | così non avranno a passar Arno, e si risparmieranno parecchi
136 XVII | emendarla.~Il verso è de' più arrabbiati che si trovino in tutta
137 XXIII | volo è tal ch'ogni vista s' arrende.~Oh qui ringraziatemi, e
138 XXIX | assoluzione, fu perchè non arrivando io a discernere da una parte,
139 III | compiacenza ch'io ne ho, arrivasse a segno di farmene invanire,
140 XXVI | proprio suo significato d'arrogante o d'impertinente non par
141 XXIX | naturalezza d'espressione! Quanto artifizio nell'ingrandire una cosa
142 XXIII | di vetri armato indarno ascende.~Si può sentire cosa più
143 III | Luce di gloria, che v' ascese ascose a noi, ~Far di voi
144 VIII | dar delle sentenze coll'ascia. Onde non tarderò molto
145 III | di gloria, che v' ascese ascose a noi, ~Far di voi vi vegg'
146 XVI | ma debbasi in gran parte ascrivere alla necessità di dovervi
147 XXXII | Al medesimo.~Or che l'asinello è caduto nel fosso, non
148 VIII | tribunale,~Qual reo che morte aspetta, e ragion chiede.~Quanto
149 XXIX | chiarire i miei dubbi e per aspettare da voi, non preoccupato
150 XV | legati.»~Strofa 45.a Che assister tutti allindati. È necessario
151 XXXIV | visibil mondo, detto così assolutamente senza mettergli in dosso
152 XXIX | ne confessai per averne l'assoluzione, fu perchè non arrivando
153 XIX | cuore i senatori, ne nè d'assolverlo, nè di condannarlo, fintanto
154 XVII | assai grato, ma bisogna assuefarvi ben bene l'orecchio. Io
155 XXX | abbia preso in cottimo l'attaccar tutti gli uomini di questo
156 XII | espresso ancora che più mi attaglierebbe una piccola cosa in Firenze,
157 XII | usar nella propria.~Ma ne attende l'approvazione da me, e
158 XXIII | ubbidirvi l'ho considerato più attentamente, e ho notato alcune coserelle,
159 XI | 19 1695.~Al medesimo.~Sto attualmente servendovi, e intanto vi
160 XV | Strofa 3.a Nella prima audenzia. È un poco duretto questo
161 XIX | risposta sotto coperta al Sig.r Av.to Gori, al quale ho già
162 | avendovi
163 XXII | pazienza, e non vi paia poco l'averla così com' è. Ho preteso
164 XII | resto a voi tenutissimo dell'avermegliela fatta fare.~Approvò il pensiero
165 | avermi
166 XVII | facilmente, quando si tratta di avervi a servire, vi mando adesso
167 | avesse
168 | avrete
169 | avuti
170 | avuto
171 I | Mi messi in tasca senza avvedermene il mio viglietto, che ora
172 IX | destino, ch'io debba in avvenire dal canto mio limitare i
173 XI | rispetto alla fortuna, le due azioni che prima conteneva il medesimo
174 XXVII | preso dall'operazione del baco da seta, ma Dio sa come
175 XXXIV | gruccie, e salterete, e balzerete come pillotte.~Una gran
176 XXXI | nonostante. E veramente un barbero che si conduca a vista del
177 XV | scherzo così geniale. Non basterebbe dare a Cupido quattro ceffatine
178 III | di me, non ho parole che bastino per ringraziarvene. Dirò
179 V | mia lode; e così invece di bastonar me, avete bastonato il povero
180 V | meglio, a me son tocche le bastonate, ed a lui è toccato sentirne
181 V | invece di bastonar me, avete bastonato il povero Tansillo, o per
182 XXIII | migliorare.~Ma non sì che in battaglia col temere~Non vincesse
183 XVI | di fargli vedere le altre bazzecole che avete in mano di questo
184 XXXV | vostrissimo. State sano, e datevi bel tempo per me; che non me
185 V | col mio, scade della sua bellezza, e non apparisce più bello,
186 VIII | figuro nella sua laidezza, bellissimo ed argutissimo. Mille grazie
187 XXXV | gridare a testa fin dal Belmonte e dirmi ch'io sono un animale
188 XXVIII| prima riverirvi di nuovo, bench'io possa dire con verità,
189 XV | gloria dei Buccheri divenuta bersaglio delle vostre rime. Per ubbidirvi
190 XXXV | protesto coram Paroco et coram bestibus, di volerlo per mio legittimo
191 VI | quella chiusa non è male da biacca, e che bisognerebbe fare
192 XVI | possa raggiustare, il dar di bianco a tutta l'ode sarà, facilissimo,
193 X | viene anche a me una spumosa bile in pensare che un abito
194 VII | ma ferro e fuoco, m' è bisognato venire al taglio e abiurare
195 XXVIII| della mia partenza per Pisa? Bisognerà dunque ch'io ancora faccia
196 VI | è male da biacca, e che bisognerebbe fare un piedistallo nuovo
197 XIII | interesse d'un vostro servitore bisognosissimo di consiglio e di direzione.
198 XV | oltre alla novità della bizzarra invenzione, mi pare molto
199 I | dato all'ozio, che mi par bizzarrissimo, con patto però che vi lasciate
200 X | e che il fatto mette in bocca il morso a lui e a me, ho
201 XXX | seconda strofa della Canzone Bolognese, e veramente l'imitazione
202 XXXIII| ringraziandovi dell'amorosa bontà con cui vi degnate di favorirmi,
203 XXVIII| troppo onore alla sig.a Borghina in credere d'aver bisogno
204 VIII | tutti i ferri della mia bottega. Non veggo poi l'ora di
205 XXXIII| pongo tutto nelle vostre braccia, e ringraziandovi dell'amorosa
206 | breve
207 IX | affatto, parendomi che alla brevità d'un brindisi, non — sia
208 XXVII | possa difendere e fare in bricioli la censura e il censore,
209 IX | parendomi che alla brevità d'un brindisi, non — sia più che tanto
210 XIX | piacciono ancora i figliuoli brutti; e quel ch'è peggio, nel
211 VII | mi ha sempre fatto, una bruttissima specie. — E che specie mi
212 XIV | alle rime, e mi rivede le bucce. Favoritemi voi di rivederle
213 XVIII | gioiuzza o qualche vezzo di buccia d'anguille, perchè non mi
214 XXXI | Avete ragione ma siete un c…. nonostante. E veramente
215 XIV | addosso alla quinta. Non c'è che dire, finchè spira
216 IV | appunto che dicendosi per cagion d'esempio: La virtù non
217 XXIV | punto che mi mettiate in un calcetto, perchè così incalcettato
218 XXIX | Cascina o della Valle di Calci. Io vorrei veramente dire
219 IV | chieder calma, perchè non ho calmtena.~E veramente mi sentirei
220 VII | dite ch'io mi son fatta nei calzoni, nel far la chiusa al sonetto
221 XVI | computisteria del Papa e la Camera dei conti, rispondo alle
222 XXXI | alla meta, e l'aver poco da camminare. Orsù a' rimedii. — Chi
223 XXXII | se dopo d'aver fatto un cammino di quattro e più miglia,
224 XXV | farò bene, quando mi darete campo di potervi servire, e metterò
225 XIX | Volevo mandarvi due altre canzoni, ma cerca, cerca, non l'
226 III | iente e veniente, mi fa ben capire che sia impertinenza lo
227 X | notato in margine, fate quel capitale che viì parrà; solo voglio
228 IV | i vostri stimabilissimi caratteri e colle riflessioni fatte
229 XXVIII| mandarmi due sonetti del Card. Panfilio, e mi chiedete
230 XXVIII| componimenti d'un poeta Cardinale, che compone per esser lodato,
231 XXX | Università, e però non è punto caricata la lode che gli dò. Vi riverisco
232 XXIII | narrativa, mi par troppo caricato di figure, e vi si vede
233 XVII | un abbracciamento al mio carissimo priore e un altro al Sig.
234 XXIX | detto così:~Se han forza i carmi, e se quell'esser soglio, ~
235 XXVI | Accademico Apatista.~Dum Carmine omnes, Cotta, te unum provocant, ~
236 XVI | amata, e che aveva ossa e carne e tutte quelle cose che
237 XXII | parole, e per non uscir dalla carreggiata sono stato in filetto, ma
238 XXVII | vostro parere.~Voi che avete carteggio col Sig.r Ab. Regnier, potete
239 XXIX | sieno le Muse del pian di Cascina o della Valle di Calci.
240 XVI | alcuna delle mie coserelle, casi poi sgongolo, e mi ringalluzzo,
241 XXX | canto, ~V' inebriaste del Castalio umore.~Onde se a voi del
242 XXXV | quale mi trovo alle volte a cattivi partiti per non poter contentare
243 XXIX | morte, sì per rimediare al cattivo suono che restata da quelle
244 XVII | voluto usarlo, trattone Catullo, che una sola volta se n'
245 II | noie uomo grande, e d'un cavalier degnissimo, come voi siete.~
246 XXX | voi sappiate che questo Cavaliere è forse il più dotto e scienziato
247 XXXII | si tratta d'un corso di cavalli, ma d'una carriera da un
248 XXXII | bisogna stendere un manino per cavanelo fuora. E a voi sarà molto
249 IV | detto sotto correzione, per cavarvi di mano un'altra lettera,
250 XXXII | facile, perchè mi avete cavato di maggior fondi che non
251 XXI | nulla del proprio. Ma voi cavereste una monaca di convento,
252 XV | basterebbe dare a Cupido quattro ceffatine sole sole e dire «S'alza
253 XV | sole e dire «S'alza sù per ceffettarlo? »~Strofa 43.a Tutti erano
254 III | luce, a parte, a parte, ~Cela sè stesso il sol co' i proprii
255 III | assai, ~Splendidi fregi, vi celaste in parte.~Ma or deposto
256 XXIX | parendomi che il tener celate e sepolte sì belle cose,
257 XXIII | sproposito. Voi dite che l'aura celeste è tanto leggera, che il
258 V | D'una lagrima vostra al cener mio.~Mi piacque l'idea,
259 XXVII | bricioli la censura e il censore, ma il trovare a chi piaccia
260 XXVII | difendere e fare in bricioli la censura e il censore, ma il trovare
261 XVI | altra in Francia, dove le censure sono così fiere, guardate
262 XXXV | olio, e non fiato più per cent' anni.~Vi ringrazio bene
263 | certa
264 XV | motus animorum, atque haec certamina tanta ~Pulveris exiqui iacto
265 XVIII | trastulli un poco colla cetra latina, perché la poveretta
266 XVI | nè temeraria, come voi la chiamate, anzi è giusta, giustissima,
267 XIV | chiamo così, lato modo, chiamateli poi voi, scome vi piace.
268 XXVII | chiamare insolente, siccome si chiamerebbe impertinente la piacevolezza
269 XIV | liriche. Tuttavolta io gli chiamo così, lato modo, chiamateli
270 XXXI | ancora scoperto, vedendosi chiaramente che nove notizie si scuoprono
271 XXIX | meglio di lasciar correre per chiarire i miei dubbi e per aspettare
272 XXIII | buon bambino, datemi la chicca; e questo sia un avvertimento
273 XIII | io mi getti al partito, e chieda limosina, il che non ho
274 VII | specie. — E che specie mi chiederete voi? Una specie di quella
275 V | non mi dà fede.~Una pur chiederò che mi si debbe~Ella, ed
276 V | desiri e d'amor nidi,~Vorrei chiedervi in don qualche mercede, ~
277 XXXV | mondi incognito, che si chiedono alla natura. Ma vi sento
278 V | dunque con tutto l'animo, e chino il capo alla sentenza, dalla
279 V | un sonetto alla Fortuna, chiudendolo con un sentimento simile.
280 III | men degna parte.~Che qual chiuso in sua luce, a parte, a
281 VII | berlingozzo, si darà una ciambella e un morselletto. Ma state,
282 XVIII | bisogna dirmi che queste mie cianciafruscole non vagliano nulla, ed eccomi
283 XXVI | Viperaio, e vogliam dire del ciarlante famosissimo P. Cotta, Accademico
284 V | undici me ne mettete in cielo, e tre nell'inferno, e questi
285 V | contento, se non me ne date una cinquantina a mio modo tra capo e collo,
286 XVIII | verrò colla sgualdrina a cintola. — I soliti abbracciamenti
287 | ciò
288 XXV | questa mia giurisdizione civile e criminale. L'altro giorno
289 | cogli
290 XXX | consiglio col natio valore;~Coglieste voi d'ogni dottrina il fiore~
291 XXIII | E il volo è tal che fin cola si stende,~Ove sol per averne
292 XV | due versi sieno poco ben collegati cogli altri, e si risentino
293 | collo
294 | coloro
295 XXIX | qualità da doverne rendere in colpa, e dal'altra sapendo benissimo
296 XXIX | accomodi a obbedire al vostro comandamento, col quale mi obbligate
297 XXII | al Contino.~Seguitate a comandarmi, e son tutto vostro. Rimandatemi
298 II | Intanto se posso servirvi, comandatemi liberamente, e sappiate
299 XXIV | e da ogni parte ben bene combaciato potrò meglio ripararmi dai
300 XXXIV | sovvenuto anche a me, ma comechè non conoscevo il male, non
301 V | accadere in. molti sonetti che cominciano con vigore, e poi finiscono
302 XXIX | restata da quelle tre voci comincianti per la lettera m. Voi dite
303 XXI | quell'estro medesimo, che cominciò sul finire del mio male.
304 IX | Vafrino si potrebbe dar per compagno Lesbino o Zerbino, ma considero
305 XVI | loro il comparente e il comparato. Ma il raggiustar questo
306 XVI | corrispondenza che hanno tra loro il comparente e il comparato. Ma il raggiustar
307 VIII | medesimo tra pochi giorni comparirò davanti al vostro tribunale,~
308 II | ben io compatito con un compatimento pieno d'amore, e sono stato
309 IV | seconda critica veggo che mi compatite, e lo merito, perchè il
310 II | della seconda; v'ho ben io compatito con un compatimento pieno
311 III | Dirò solo, che quando la compiacenza ch'io ne ho, arrivasse a
312 XV | quale ora così male sodisfò; compiacetevi nondimeno d'emendarlo per
313 XXVIII| d'un poeta Cardinale, che compone per esser lodato, e io ancora
314 IX | la prolissità di questo componimento. Domani spero di rimandarlo.
315 XV | tanta ~Pulveris exiqui iacto compressa quiescunt. ~Servitore devotissimo.~
316 XVI | ne hanno tutte insieme la computisteria del Papa e la Camera dei
317 XXX | cotanto, ~E come in opra di comun lor vanto, ~Tenner consiglio
318 VI | un nemico ancor l'altro concede, ~E piangi meco i tanti
319 VI | giustizia e non donar mercede,~Concedi almen, sebben nemica sei,~
320 IV | mie miserie, mi ha fatto concepire speranza di non essere deli
321 IX | una tal profusione di bei concetti e di belle idee, ch'io non
322 X | se si potesse dir meglio, concordo che sarebbe una santa cosa.
323 XII | pronto a dargliela, mentre ci concorra il vostro consenso, parendomi
324 XXII | non essendo dovere che, in concorrenza di due ragazzi, inventus
325 XXIX | preoccupato dalle mie accuse, una condanna più accentuata, siccome
326 V | vede che la vostra critica, condannando quel che non è mio, a confronto
327 XI | benedetto e tante volte condannato e riprovato sonetto della
328 XV | dell'autore. Con questa condizione sine qua non, v' invio il
329 II | mancare. E quanto alla vostra condotta, v' assicuro che sarà sempre
330 XXIII | che crebbe allor che il condottiere....~Miglioratelo voi:~Leggiera
331 XXXI | veramente un barbero che si conduca a vista del palio, benchè
332 XXXII | quattro e più miglia, io mi conduco a vista del termine, che
333 XII | sentimento, all'altra parole più confacenti. Servitore devotissimo.~
334 XXIX | mandatovi, e se non me ne confessai per averne l'assoluzione,
335 XXIX | voi stesso senza la mia confessione, stimai meglio di lasciar
336 V | condannando quel che non è mio, a confronto di quel che è mio, viene
337 II | medesimo, s' s'io non mi conoscessi così bene, com'io mi conosco.
338 XXXIV | anche a me, ma comechè non conoscevo il male, non pensai neanche
339 XXIX | aperta sunt, gli avereste conosciuti da per voi stesso senza
340 II | conoscessi così bene, com'io mi conosco. Eh! Sig. Conte mio, voi
341 XII | medesimo~Ier sera feci la consaputa confidenza al Marchese,
342 XII | mentre ci concorra il vostro consenso, parendomi che il fare altrimenti,
343 I | toglie del suo, ch'ella il consenta.~Mi messi in tasca senza
344 I | Così, così l'onor, così conservi~Te solo avanzo di sì vasto
345 X | un sinonimo a proibito, e considerando che tanto sarebbe caro a
346 V | ma poi lo mutai, e ora considerandolo meglio al lume delle vostre
347 XXIII | dove. Per ubbidirvi l'ho considerato più attentamente, e ho notato
348 III | serbarmi un luogo nella vostra considerazione e nel vostro stimatissimo
349 II | uomo per desiderare d'esser consolato da me. Le vostre consolazioni
350 II | come voi siete.~Iddio vi consoli.~
351 XIII | che non occorre mettere in consulto quello che l'uomo è costretto
352 XI | le due azioni che prima conteneva il medesimo patto, rispetto
353 I | Siì ricca penna dev'esser contenta,~S'altri toglie del suo,
354 XXXV | cattivi partiti per non poter contentare una certa sua sofistica
355 I | il Perù. — E voi dovete contentarvene, perché~Siì ricca penna
356 IV | tenuti dagli occhi, onde sono contentissimo che la parentesi si noti
357 V | dolore. — Ma io non son contento, se non me ne date una cinquantina
358 XVI | del Papa e la Camera dei conti, rispondo alle due gentilissime
359 XIX | trova in letto con febbre continua, piglierà tutt' oggi qualche
360 XV | obbligo che più mesi sono contrassi con esso voi, e al quale
361 XXI | abbiate sopra di me, che mi convenga l'aver sempre a fare tutto
362 XV | Conveniasi a gran regnante direi conveniansi.~Strofa 16.a Nè sì tosto
363 XV | pubblica udienza.~Strofa 5.a Conveniasi a gran regnante direi conveniansi.~
364 XXI | cavereste una monaca di convento, e non so che diavol di
365 XIX | Senz' altra ragione mi convince d'avanzo la vostra autorità,
366 XIX | prigione; ma benchè fosse già convinto di fellonia, non ebbero
367 XIX | mandare qui la risposta sotto coperta al Sig.r Av.to Gori, al
368 XVI | aringo; ancorchè un siì fatto coraggio non sia veramente farina
369 XVI | Cosimo e me, con dargli un cordialissimo abbracciamento per mia parte.~
370 XVI | quella d'aver avuto tanto core di correr con voi uno stesso
371 XIV | di rivederle a Lei e di correggerla, come merita. Questi scazzonti
372 XIII | tutti, pigliatevi la vostra, correggetela, e compatitemi. — Al Contino
373 VI | ugual dolore.~Compatitemi e correggetemi, e vi riverisco devotamente.~
374 XXX | facciate la solita carità di correggierlo e di raffazzonarlo. La prima
375 XVI | aver avuto tanto core di correr con voi uno stesso aringo;
376 XXIX | stimai meglio di lasciar correre per chiarire i miei dubbi
377 XI | altro modo, con tor via la correspettività del patto, dalla quale nasce
378 IX | zoppa, deve il patto essere correspettivo e reciprocamente oneroso,
379 XXXIII| terzina, quanto al dire che il corridore sia vicino alla meta, ma
380 XVI | del pensiero e della gran corrispondenza che hanno tra loro il comparente
381 XXVIII| prego di scrivere al March. Corsini un capitolo di lettere a
382 V | spento, qualche onor, siate cortesi~D'una lagrima vostra al
383 XXIX | peccati mi rimordevano la coscienza in quel mio sonetto della
384 XVI | di quanto è tra il sig. Cosimo e me, con dargli un cordialissimo
385 XXV | qui le radiche e mandarvi costìi lo stillato in fiaschi.~
386 XXIII | benedetto che avete levato quei costiritti; non mi potevate mai fare
387 XIII | consulto quello che l'uomo è costretto di fare. Lo confesso ancor
388 XXX | Stupiron l'arti di poter cotanto, ~E come in opra di comun
389 XXX | crederete ch'io abbia preso in cottimo l'attaccar tutti gli uomini
390 V | vostro duro orgoglio che non crede ~L'ardeor che tanto in piccol
391 XXXI | Quanto al mondo dell'arti, crederei che si potesse dire che
392 XXX | 1701. ~Al medesimo.~Voi crederete ch'io abbia preso in cottimo
393 XX | Son vostro servitore, e credetemelo. Addio.~
394 II | difetto alcuno, che anzi ho creduto aver voi fatto maggior forza
395 XXV | gradimento del sig.r Conte di Crèqui, per quella traduzione che
396 XXV | mia giurisdizione civile e criminale. L'altro giorno mi sollucherai
397 XXXIV | Detto fatto. Sonetti mal cubati, storpiati, rattratti, e
398 VII | disse:~Che gli mise nel cuor proprio la lancia,~E mostrò
399 XV | geniale. Non basterebbe dare a Cupido quattro ceffatine sole sole
400 VIII | orrevole e maestoso. Nè mi sono curato di passare a un altra mano,
401 XVIII | medesimo.~A voler che m'esca daddosso questa mia nuova incancherita
402 | dagli
403 XXIX | aver preso a piccare una dama con un garbo e con una libertà
404 XX | figliuole venti più di quelle di Danao. Ma quelle ammazzarono i
405 XXXI | anche ricordarsi che multa dantur poetis, e che la poesia
406 XXV | lo farò bene, quando mi darete campo di potervi servire,
407 XVI | il sig. Cosimo e me, con dargli un cordialissimo abbracciamento
408 XII | quanto a me son pronto a dargliela, mentre ci concorra il vostro
409 I | Magalotti, Firenze.~Domattina darò principio a servirvi, e
410 XXVI | Victor superbo, nec tibi dat vincere est, ~Nisi triumphes,
411 XVI | vantaggiosa sentenza da voi data sopra la mia seconda libertà,
412 XXV | ringrazi dell'occasione datami di meritare il gradimento
413 XXIII | sono stato buon bambino, datemi la chicca; e questo sia
414 XXXV | vostrissimo. State sano, e datevi bel tempo per me; che non
415 XVII | l'avere a finirlo con due dattili e un anapesto è cosa orribile;
416 XXIV | obbligarvi a mandarmi quella tra dauzione, che voi dite, voglio mandare
417 XXXIII| favorirmi, vi riverisco, ma davvero. Addio.~
418 XVI | farina della mia madia, ma debbasi in gran parte ascrivere
419 V | Una pur chiederò che mi si debbe~Ella, ed è tal, che benchè
420 XVIII | altro non occorre, a tempo debito sarò in Firenze, e perchè
421 V | dicendovi solamente, che il debole di questa chiusa paragonato
422 II | lungi dal supporre in voi debolezza o difetto alcuno, che anzi
423 I | posseduto un tempo dall'Italia, dee giustamente vendicare i
424 XXXV | sofistica delicatezza, che degenererà in superstizione, e andava
425 XXXIII| amorosa bontà con cui vi degnate di favorirmi, vi riverisco,
426 IV | assicuro che l'esservi voi degnato di porre gli occhi sopra
427 III | penso che per esser breve vi degnerete forse di leggerla., Orsù,
428 II | grande, e d'un cavalier degnissimo, come voi siete.~Iddio vi
429 IV | concepire speranza di non essere deli tutto escluso dal vostro
430 XXXV | una certa sua sofistica delicatezza, che degenererà in superstizione,
431 VII | questa una di quelle sciocche delicatezze, le quali senza alcuna ragione
432 III | celaste in parte.~Ma or deposto il vano lustro e quella ~
433 II | ricordate di me, ma che avete desiderato le mie consolazioni, cosa
434 IX | dal canto mio limitare i desiderii, ed egli dal suo, limitar
435 XXIII | degna, vaga, e poeticamente detta?~Quand'ecco in mezzo all'
436 XVI | tante e sì gran cose da voi dette in questa materia, sia potuto
437 I | perché~Siì ricca penna dev'esser contenta,~S'altri toglie
438 IX | similitudine non sia zoppa, deve il patto essere correspettivo
439 XVI | sozza figura che non si devono ammettere. Una sola cosa
440 XXIII | Capitolo fatto da me più per devozione che per altro. So bene che
441 XXXI | che vi hanno mosso a dar dì me un giudizio sì vantaggioso,
442 V | eccomi caduto di capo il diadema dell'umiltà, colla quale
443 XXX | abbiano pazienza, e se ne diano pace. Credo che voi sappiate
444 XXI | di convento, e non so che diavol di superiorità di genio
445 XXVI | triumphatos premas.~Vis, Cotta, dicam? Horatius totam mihi ~Solus
446 | dice
447 V | troppa temerità l'appellarsi, dicendovi solamente, che il debole
448 IV | banda, banda, s' s'io lo dicessi, ma non lo dico; e solamente
449 IV | il che non seguirebbe, se dicessimo tutt'e due a un modo.~A
450 XXXIV | 1701. ~Al medesimo.~Non vi dicev'io che alle vostre mani
451 V | guai. E sappiate che così diceva da principio, ma poi lo
452 XXIX | verso:~Tutte mie Muse; prima dicevo: Mie morte Muse, ma lo mutai,
453 VII | famoso triunvirato, alla dichiarazione del quale sono per soscrivermi,
454 XXVI | e non so quello che voi diciate, e ve ne ringrazio tanto,
455 XXV | proprioe di farmi spirare, come dicon le donne, quando veggono
456 VI | piangemmo e ad ambo insieme~Diè sventura diversa ugual dolore.~
457 | dieci
458 | dietro
459 XXVII | credo anch'io che si possa difendere e fare in bricioli la censura
460 XVI | sola cosa potrebbe dirsi a difesa; ed è che la mia Musa non
461 XIX | Già voi sapete che Manlio difese il Campidoglio dai Galli,
462 XIX | davanti al Campidoglio, da lui difeso. E per condannarlo fu necessario
463 XXXIII| sempre famoso, mentre i suoi difetti v'hanno fatto dire tante
464 XVI | raggiustar questo non sarebbe difficile, e quando non si possa raggiustare,
465 XXIII | distrugge tutto il naturale, e difficulta l'intelligenza. Chi dicesse
466 III | eroi ~Serve grandezze e dignitate ancella ~Mirai poc'anzi,
467 III | voi, siccome son solito diì fare assai bene spesso,
468 X | minor lustro. Stasera se non diluvia, sarò all'Accademia. E quanto
469 IX | nome di figliuolo di Re. Dimandasera penso di essere all'Accademia,
470 XXXI | Fin qui passa bene, ma dirà forse un qualche stitico
471 XXIX | figure quello che di lei direste, se non vi ritenesse il
472 XIII | bisognosissimo di consiglio e di direzione. Vero è che le cose mie
473 XXXII | benissimo che il corso di Roma è diritto, e che dalle mosse si scuopre
474 XXXII | meta, ma oltrechè una tal dirittura è particolare di quel corso,
475 XXXIII| meta, ma quanto al modo di dirlo non ne sono ancora interamente
476 XV | coriambici supplicandovi di dirmene il vostro parere.~
477 XVI | Una sola cosa potrebbe dirsi a difesa; ed è che la mia
478 VII | ponevo punto in dubbio la disapprovazione della chiusa, e già me la
479 VII | voglio stare a dirvi per mio discarico che un sentimento simile
480 XXIX | perchè non arrivando io a discernere da una parte, se fossero
481 XXXV | tantin meglio, e non pare che discordi dalla vostra Ipotesi, opponendosi
482 XXXI | habetur pro accinto, e via discorrendo. Quanto al mondo dell'arti,
483 XXIII | Che fu trionfo poi.~Questo discorso che non è altro che una
484 XIX | fintanto che la di lui causa fu discussa davanti al Campidoglio,
485 V | mio.~Mi piacque l'idea, e disegnai di farne un sonetto alla
486 XXIII | Vinta si stese la mia fe' in disparte.~La fe' che crebbe allor
487 XIX | smarrite, sono vicinissimo a disperarmi, non perchè siano belle,
488 IX | oneroso, come voi dite; ma la disperazione, a oggetto di guarir d'un
489 X | quartina che comincia:~E sia a dispetto della rima in uccheri,~levando
490 XXVI | Latino, nè anche questo mi dispiacerebbe. Ma noi altri Toscani non
491 VII | che non se ne possono più distaccare. Nè voglio stare a dirvi
492 XXXII | vista del termine, che sia distante due o tre miglia dal luogo
493 XXIII | armato due altre volte in distanza di dieci miglia. E come
494 IV | a tempo presente, ma si distende al futuro ancora, e fa questo
495 XV | molto bene e felicemente distesa e con evidenza tale, elle
496 XXVIII| autore, alla felicità del disteso, e all'essere, secondo il
497 XXIX | dicendosi così, non si sa distinguere di chi elle sieno, e sarà
498 XV | tronco, altrimenti non si distinguerebbe dall'infinito.~Ed eccovi
499 I | vostro comodo. Vi riverisco distintamente.~
500 XXIX | vita, sono due cose molto distinte l'una dall'altra, e questo