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| Vincenzo da Filicaia Lettere inedite a Lorenzo Magalotti IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Lettera grigio = Testo di commento
501 XXIII | vi si vede uno sforzo che distrugge tutto il naturale, e difficulta
502 XIX | e dei due versi doppi, ditemi qual più vi aggrada. Il
503 IX | che di nane che erano, diventino gigantesche. Ilo per abbreviarla,
504 I | abilità. Se questa volta non divento ricco, mio danno. Ho da
505 XV | più la gloria dei Buccheri divenuta bersaglio delle vostre rime.
506 VI | ambo insieme~Diè sventura diversa ugual dolore.~Compatitemi
507 IV | Sig.a Anna vi riverisce divotamente, ringraziandovi del favore
508 XXX | caricata la lode che gli dò. Vi riverisco devotamente.~
509 XVIII | perché la poveretta da dodici anni im qua non era mai
510 IX | dolere, dove vi siete sentito doler voi, me l'aspettava più
511 XII | specificare i motivi della domanda, usando in una causa non
512 IX | di questo componimento. Domani spero di rimandarlo. A Vafrino
513 XXVI | Al medesimo.~Nemo est dominus membrorum suorum, dice la
514 V | nidi,~Vorrei chiedervi in don qualche mercede, ~Pria che
515 VI | dei ~Negar giustizia e non donar mercede,~Concedi almen,
516 XXIX | ringrazio infinitamente del dono che me ne avete fatto, ancorchè
517 XIX | veduto, e dei due versi doppi, ditemi qual più vi aggrada.
518 I | torti fatti al medesimo.~Dormi adultera vil, finchè omicida~
519 III | cuore. ~Addio.~Conte gran doti - di natura e d'arte, ~Forse
520 XXX | Cavaliere è forse il più dotto e scienziato giovane che
521 XXX | valore;~Coglieste voi d'ogni dottrina il fiore~Nel quarto lustro,
522 IX | me la sera della febbre, dovendo essere alla Mercanzia.~Mercoledì
523 XXII | sopprimiate, non essendo dovere che, in concorrenza di due
524 XXVI | colla pancia di dietro? Dovereste pur ricordarvi che noi altri
525 XXIX | peccati di tal qualità da doverne rendere in colpa, e dal'
526 IV | sensi che di parole e di doversi intendere non resctrictivae
527 XVI | ascrivere alla necessità di dovervi ubbidire.~Vengo adesso ai
528 IV | le sentenze d'esser più doviziose di sensi che di parole e
529 XXXIV | ella sia, e con rendervi le dovute grazie di tanta carità,
530 XXIX | correre per chiarire i miei dubbi e per aspettare da voi,
531 XXIII | Chi dicesse così:~Men già dubbiando e sospettando in parte, ~
532 VII | medesimo.~Non ponevo punto in dubbio la disapprovazione della
533 XXVIII| medesimo.~Modicae fidei, quare dubitasti? Voi avete fatto troppo
534 XII | esebì di parlare al Gran Duca preventivamente e specificare
535 | Dum
536 XVI | E quanto alla prima, mi duole assai di sentire che la
537 XXI | pieno zeppo d'idee latine, durando ancora in me quell'estro
538 XV | prima audenzia. È un poco duretto questo verso; se la pubblicità
539 V | cari lidi.~Ma il vostro duro orgoglio che non crede ~
540 | ebbe
541 | ebbero
542 I | servi.~Il primo non ha l'eccezione dell'essere il che tanta
543 XXV | sollucherai un poco col superiore Ecclesiastico, e gli lessi il capitolo
544 IX | riverisco.~Giovedì a ore 16.~Eccone un'altra, della quale mi
545 XIV | medesimo estro latino; e da eche sono quassù, ho già imbastito
546 XXIII | questo sia un avvertimento economico ai vostri servitori, che
547 V | scandolezzato, voglio adesso edificarvi colla superbia; perchè,
548 | ego
549 I | sette ottavi di grazia. — Eleggete voi, o proponetemi un'altra
550 XVII | Favoritemi di leggerla e di emendarla.~Il verso è de' più arrabbiati
551 XV | compiacetevi nondimeno d'emendarlo per mio ammaestramento,
552 XXVI | Ferisque rursus, et supercilio emines ~Victor superbo, nec tibi
553 IV | sentenza, ha una tal forza enfatica che non si restringe a tempo
554 | Eran
555 | eravate
556 III | voi non minor de' vostri eroi ~Serve grandezze e dignitate
557 XVIII | medesimo.~A voler che m'esca daddosso questa mia nuova
558 IV | di non essere deli tutto escluso dal vostro cuore, che sarebbe
559 XXXIV | venite pure allegramente all'Esculapio de' nostri tempi, che poserete
560 XII | istanza e scoprir paese, si esebì di parlare al Gran Duca
561 IV | che dicendosi per cagion d'esempio: La virtù non è soggetta
562 XXXIII| poco meno che incurabile, l'espongo al taglio della vostra penna,
563 XIX | più vi aggrada. Il primo esprime più. Il secondo è più dolce
564 IX | sta che io l'abbia saputo esprimere; sentite:~Tra il forte Ibero
565 | esse
566 | essendosi
567 | essendovi
568 I | che tanta accosto al nome, essendovisi messo il verbo in mezzo.
569 | esserne
570 | essi
571 XXIII | affatto, e direi piuttosto eternale o che so io.~Oh! siate benedetto
572 XIX | parli più della canzone all'Europa. Volevo mandarvi due altre
573 XV | felicemente distesa e con evidenza tale, elle sarebbe difetto
574 XV | certamina tanta ~Pulveris exiqui iacto compressa quiescunt. ~
575 V | mirabile) tutto il sonetto è fabbricato sopra questa chiusa, in
576 XXXI | Rimetto a voi tutta questa faccenda, e so che il vostro grand'
577 | facendole
578 | faceste
579 XVI | bianco a tutta l'ode sarà, facilissimo, e non sarà la rovina di
580 IV | travi che vengono dalla Falterona.~Venghiamo ora alla prima,
581 XXIII | avvertimento di padre di famiglia. Addio.~
582 XXXI | si potrebbe dare quella famosa risposta del Priore: Avete
583 XXVI | vogliam dire del ciarlante famosissimo P. Cotta, Accademico Apatista.~
584 XXVII | della monacazione d'una fanciulla nobile. Il pensiero è preso
585 | farà
586 II | obbliga troppo, e che mi farebbe venire in qualche pregio
587 | farete
588 XVI | coraggio non sia veramente farina della mia madia, ma debbasi
589 | farla
590 III | ho, arrivasse a segno di farmene invanire, spererei di esserne
591 | farne
592 | farsi
593 | farvi
594 VII | tutte. Solo mi dà qualche fastidio la voce intrise, la quale
595 XXVII | bene che si conosce per fattura d'un valentuomo, essendovi
596 IV | divotamente, ringraziandovi del favore che le avete fatto, ed io
597 XXVIII| importano. Voi mi avete favorito di mandarmi due sonetti
598 XV | alla confidenza che vi fa Febo, direi piuttosto Nella pubblica
599 | fece
600 I | E nuda in braccio al tuo fedel t' uccida.~Aspetto che mi
601 I | parimenti quell'aggiunto di fedele dato all'ozio, che mi par
602 X | me il desiderare d'essere felice, quanto al Destino il seguitare
603 XV | invenzione, mi pare molto bene e felicemente distesa e con evidenza tale,
604 XXVIII| subito dell'autore, alla felicità del disteso, e all'essere,
605 XIX | benchè fosse già convinto di fellonia, non ebbero mai cuore i
606 XXVI | omnes unus provocas, urges, feris, ~Ferisque rursus, et supercilio
607 XXVI | provocas, urges, feris, ~Ferisque rursus, et supercilio emines ~
608 XXVI | aggiunta di sorda dato alla ferita, che vada l'uno per l'altro,
609 VIII | mutazioni, mi sono alla fine fermato in questa, come la meno
610 VIII | avere spuntato quasi tutti i ferri della mia bottega. Non veggo
611 VII | non vuole impiastri, ma ferro e fuoco, m' è bisognato
612 V | ebbe:~Occhi s' s'io moro, e fia chi vel palesi,~Perchè voi
613 XVII | toccante di traverso e come per fianco le lodi dei Buccheri e della
614 XXV | mandarvi costìi lo stillato in fiaschi.~Ma che medicamento è questo
615 XXXV | cheto, come l'olio, e non fiato più per cent' anni.~Vi ringrazio
616 XXIII | col temere~Non vincesse il fidar, con più bell'arte, ~Che
617 XXVIII| 1699. ~Al medesimo.~Modicae fidei, quare dubitasti? Voi avete
618 XVI | dove le censure sono così fiere, guardate che non offenda
619 XXIV | traduzione. E quanto a' rimbrotti fierissimi che mi fate intorno al mestiero
620 XX | tuttavia. E sono le mie figliuole venti più di quelle di Danao.
621 XIX | padre piacciono ancora i figliuoli brutti; e quel ch'è peggio,
622 VIII | sopra l'intrise, e già me lo figuro nella sua laidezza, bellissimo
623 XXV | pure vi manderò un po' di filato, o lo vogliate di Madonna
624 XXII | carreggiata sono stato in filetto, ma con dolore di morte,
625 | finalmente
626 XXI | medesimo, che cominciò sul finire del mio male. In oltre non
627 X | parrà; solo voglio dirvi che finirei il Ditirambo con quella
628 XVII | versi, perchè l'avere a finirlo con due dattili e un anapesto
629 V | cominciano con vigore, e poi finiscono tanto morti e sfiatati,
630 V | dato il mio conto sino al finocchio, mentre di quattordici versi,
631 V | umiltà, colla quale avendovi finora scandolezzato, voglio adesso
632 | fintanto
633 XVIII | subito bell'e guarito. Ma fintantochè voi seguirete a lodarmele,
634 XXX | Coglieste voi d'ogni dottrina il fiore~Nel quarto lustro, e i tanto
635 XXVIII| senza scriver lettere con firma ostensibile, vi prego di
636 XXIII | leggera la veste che il corpo.~Fiume che stagnando allaga,~Non
637 XI | Se in una di queste ma fniere, o in altra che vi piaccia
638 XV | Strofa 16.a Nè sì tosto il foco è spento. È vero che il
639 V | mercanzia del mio povero fondaco. Direte che sono impenitente,
640 XXXII | avete cavato di maggior fondi che non è questo; se questa
641 XI | Destino e me giurato e scritto~Formossi un patto ch'ei di nuove
642 XII | vultum splendidior suum~Fortasse promet me super.~Così mi
643 XXVII | uscir di regola, e certi fortunati ardiri sono quelli che accreditano
644 VII | tosi così stretto, mi ha forzato a ricorrere ai laconismi.
645 V | ambizioso, ma quando pure lo fossi, mi avereste dato il mio
646 XXXII | l'asinello è caduto nel fosso, non basta il dire ch'egli
647 X | abbia a mettere in dosso al Francini.~Buon per lui. — Delle mie
648 XXVI | pulito tutte quante le mie frascherie latine e toscane, per adornarne
649 VII | espresso dal Pulci colla stessa frase, quando disse:~Che gli mise
650 XXIV | ripararmi dai rigori de' freddi Volterrani. Quanto al viglietto
651 III | del sole assai, ~Splendidi fregi, vi celaste in parte.~Ma
652 XVIII | accolto questa mia ultima frenesia, e non vi spiaccia ch'io
653 VII | darà loro un berlingozzo fresco per uno, e al Contino, come
654 XXIII | parte, ~Non però sì ch'a fronte del temere~Vinta si stese
655 XXVII | ringrazio sommamente del frontespizio dell'opera del nostro arciconsolo,
656 XIII | tre belle mie più moderne frottole posteriori al mio male,
657 III | spesso, mi venne fatta questa frottoletta, che ora vi mando. E penso
658 XXIX | Muse, ma lo mutai, sì per fuggire la quarta replicazione di
659 XXV | ringraziare Dio dell'essermi fuggita l'occasione di servirvi
660 XXIII | ecco in mezzo all'abissal fulgore.~Questa voce abissale mi
661 VII | vuole impiastri, ma ferro e fuoco, m' è bisognato venire al
662 XXVII | po' dura, e son certo che fuor della rima non ve ne sareste
663 XXXII | stendere un manino per cavanelo fuora. E a voi sarà molto facile,
664 I | t'odian perch'ambo a te fur servi.~T'odian perchè giù
665 IV | presente, ma si distende al futuro ancora, e fa questo senso:
666 XXVI | adornarne a suo tempo le Gallerie di Mercato Vecchio, mi trovo
667 XIX | difese il Campidoglio dai Galli, che poi macchinando contro
668 XXVI | mostro di due teste, colle gambe stravolte e colla pancia
669 XXX | Albizzi~SONETTO~Poichè a gara in far voi, di voi maggiore, ~
670 XXIX | piccare una dama con un garbo e con una libertà che quanto
671 XV | rigore per uno scherzo così geniale. Non basterebbe dare a Cupido
672 II | ier l'altro mi fu resa la gentilissima vostra carta de' 15 del
673 XVI | conti, rispondo alle due gentilissime vostre. E quanto alla prima,
674 XV | di Virgilio nel 4.° delle Georgiche sono gli appresso:~Hi motus
675 XIII | segno, che bisogna ch'io mi getti al partito, e chieda limosina,
676 XIII | superbia, ma per non far getto della libertà e della quiete
677 X | lettura da svogliati e da ghiotti, e viene anche a me una
678 IX | nane che erano, diventino gigantesche. Ilo per abbreviarla, ho
679 XVIII | dare alla Toscana qualche gioiuzza o qualche vezzo di buccia
680 XXXI | notizie si scuoprono alla giornata, onde non pare improprio
681 V | questa, e mi piace, e mi giova, e quanto pili più mi mostra
682 V | piaccion quelle, ma non mi giovano; questa, e mi piace, e mi
683 IV | dell'altre due buone, che gittar via le due buone per migliorar
684 IX | sonetto, non può essere nè più giudiziosa, nè più giusta; nè dirò
685 XI | E tra il Destino e me giurato e scritto~Formossi un patto
686 XXV | sottosopra tutta questa mia giurisdizione civile e criminale. L'altro
687 I | valor primiero~Che a te fede giurò, la fede osservi?~Quel di
688 XXVIII| servidore. Ma di che vi avete a giustificare? Del non mi aver riveduto
689 II | assicuro che sarà sempre giustificata da quei motivi che avete
690 II | lascerebbe per questo d'esser giustificatissima, perchè da un uomo come
691 XVI | chiamate, anzi è giusta, giustissima, ed io me l'aspettava più
692 | gl'
693 XII | Marchese, il quale mostrò di gradirla tanto, ch'io resto a voi
694 III | minor de' vostri eroi ~Serve grandezze e dignitate ancella ~Mirai
695 IV | vostro cuore, che sarebbe un grandìa per uno che stima infinitamente
696 III | rispondermi.~Dell'onor che mi fate grandissimo in serbarmi un luogo nella
697 III | a potervi mostrar la mia gratitudine con altro che con parole,
698 XVII | suono tuttavia riesce assai grato, ma bisogna assuefarvi ben
699 IV | dalle risa con quei due grattaticci delle due virgole non tenuti
700 XXIII | informato dall'anima e alla gravezza della veste, che come cosa
701 XXX | quarto lustro, e i tanto gravi e tanto ~Severi studi a
702 XXXV | alla natura. Ma vi sento gridare a testa fin dal Belmonte
703 XXXIV | poserete subito le mazze e le gruccie, e salterete, e balzerete
704 XVI | essermi questa volta lasciato guadagnare la mano dalla novità del
705 IV | mutarla non si può far con guadagno, essendo minor male il soffrire
706 XVIII | non era mai stata neppur guardata in viso. E quanto allo spendere,
707 IX | disperazione, a oggetto di guarir d'un male, da me stimato
708 XXXIII| in voi che son certo che guarirà. Accetto la mutazione della
709 VII | lonzeria, così dovete ora guarire me con levarmi dal capo
710 XV | letto e riletto con sommo gusto la vostra poesia la quale,
711 XXII | inventus ego sim minus habens. Ne va del vostro e del
712 IV | può dire in questo caso: Habent sua sidera rhythmi. Quanto
713 XXXI | reputatur:= Accingendus habetur pro accinto, e via discorrendo.
714 | haec
715 | han
716 XXVI | Solus videris esse contra Hetruriam.~Quanto poi a quell'aggiunto
717 XV | Georgiche sono gli appresso:~Hi motus animorum, atque haec
718 XXVI | premas.~Vis, Cotta, dicam? Horatius totam mihi ~Solus videris
719 XXIV | terribile Ode latina contro ì i traduttori. Nè m' importa
720 XV | certamina tanta ~Pulveris exiqui iacto compressa quiescunt. ~Servitore
721 II | degnissimo, come voi siete.~Iddio vi consoli.~
722 III | ogni giorno una spedizione iente e veniente, mi fa ben capire
723 XXVIII| parla con lode. Io la lessi iermattina, e la riconobbi subito dell'
724 XV | sarebbe difetto d'inescusabile ignoranza il non intenderla subito.
725 | II
726 | III
727 | ille
728 IX | diventino gigantesche. Ilo per abbreviarla, ho lineati
729 XVIII | poveretta da dodici anni im qua non era mai stata neppur
730 XIV | eche sono quassù, ho già imbastito quattro odi, e sono addosso
731 XXVI | Mercato Vecchio, mi trovo imbrogliato. Pensa, ripensa, risolvo
732 XVIII | non mi faccia muso e non imbronciseca. Se altro non occorre, a
733 XXX | Bolognese, e veramente l'imitazione è un po' troppo sfacciata.
734 XVI | nome di Rachele una donna immaginaria, com'è la Musa e una Musa
735 XVIII | sempre peggio che mai, o impazzirò semprepiù. Vi ringrazio
736 XV | devotissimo.~Perchè sappiate l'impegno che ho colla musa latina,
737 V | fondaco. Direte che sono impenitente, e che non vi lascio ben
738 I | solo avanzo di sì vasto Impero?~Così al valor, così al
739 XXVII | dei padroni, benchè renda impertinenti i servitori.~Ma talvolta
740 VII | male così fatto non vuole impiastri, ma ferro e fuoco, m' è
741 IX | male medesimo. Un altro impiastro mi è sovvenuto, ed è questo:
742 I | di sì vasto mi par faccia impicciolir l'avanzo, e lo riduca quasi
743 VII | senza alcuna ragione s' imprimono nell'animo, e poi vi fanno
744 XXXI | giornata, onde non pare improprio il chiedere alla natura
745 XXIII | della veste, che come cosa inanimata, non ha nè moto, nè azione.~
746 XXIV | un calcetto, perchè così incalcettato e stirato, e da ogni parte
747 XVIII | daddosso questa mia nuova incancherita libidine, bisogna dirmi
748 XV | Chi dicesse così?~Ma l'incendio appena spento~Delle legna
749 VI | parentesi che serviva d'inciampo al lettore.~E se pur mi
750 VIII | dunque che vi pigliate l'incomodo di ragunare il magistrato,
751 XXXI | essendo veramente due cose incompatibili l'esser giunto alla meta,
752 XI | dalla quale nasce tutta la incompatibilità, che voi dite, e con ridurre
753 XII | fuori, e in questo pure ho incontrato il suo genio, ed egli non
754 XXVI | voi vi facciate lecito d'incrudelir tanto contro quel vostro
755 XXIII | Occhio di vetri armato indarno ascende.~Si può sentire
756 XVI | vostra critica non è nè indiscreta, nè temeraria, come voi
757 XXXV | dirmi ch'io sono un animale indocile e senza ragione, e però
758 XXX | raddolcir col canto, ~V' inebriaste del Castalio umore.~Onde
759 XV | elle sarebbe difetto d'inescusabile ignoranza il non intenderla
760 V | mettete in cielo, e tre nell'inferno, e questi forse con più
761 XXIV | nello stesso tempo, con mia infinita consolazione, vedendo il
762 III | agli obblighi miei e gl'infiniti meriti vostri. E appunto
763 XV | non si distinguerebbe dall'infinito.~Ed eccovi detto quel poco
764 XXIII | riguardo all'agilità del corpo informato dall'anima e alla gravezza
765 II | prima, nè credo di essermi ingannato. Ma che si ha da fare? Dio
766 XI | Linea, il quale mi sono ingegnato di racconciare in un altro
767 VII | potuto far conoscere la sua ingiustizia, ma non le è riuscito di
768 XXIX | espressione! Quanto artifizio nell'ingrandire una cosa piccola! Quanto
769 XXVII | che l'ozio fa gli uomini insolenti, ma non per questo par che
770 XXVI | insolente in sentimento d'insolito o di straordinario, e nel
771 XXXI | e so che il vostro grand'intelletto troverà mille ripieghi per
772 XXIII | naturale, e difficulta l'intelligenza. Chi dicesse così:~Men già
773 XV | inescusabile ignoranza il non intenderla subito. Me ne rallegro con
774 XXXIII| dirlo non ne sono ancora interamente risoluto, nel resto mi pongo
775 VIII | ora, dopo quattr'anni d'interregno, a dar delle sentenze coll'
776 XXVII | non l'intesi, nè mai l'ho inteso nel senso, che voi l'avete
777 XXVII | servito. Io a prima giunta intoppai, e non l'intesi, nè mai
778 VI | se pur mi vuoi morto, e invan si chiede ~Ragione a te
779 III | arrivasse a segno di farmene invanire, spererei di esserne invidiato,
780 XXVII | fosse, potrebbe facilmente invanirne.~Io l'acchiappai fra molte,
781 XXII | concorrenza di due ragazzi, inventus ego sim minus habens. Ne
782 XV | alla novità della bizzarra invenzione, mi pare molto bene e felicemente
783 XV | quando poi vi risolviate di inviarlo a Roma, fate quello che
784 III | invanire, spererei di esserne invidiato, non che scusato, da tutti
785 XV | Me ne rallegro con voi, e invidio sempre più la gloria dei
786 XV | fate quello che Dio vi ispira, purchè a nessun patto non
787 XII | io possa regolar meglio l'istanza e scoprir paese, si esebì
788 I | posseduto un tempo dall'Italia, dee giustamente vendicare
789 XXX | accoppiamento di poeta e di iusdicente, con danno del pubblico
790 | IV
791 | IX
792 XXVI | orazionata simile in persona di Jacopo Viperaio, e vogliam dire
793 XIV | piuttosto fra le poesie jambiche, che fra le liriche. Tuttavolta
794 XI | all'Aquilon si stese,~Che 'l termin fisse ad ambedue
795 XXIII | e ora stà benissimo, di là da benissimo.~Altro non
796 VII | ha forzato a ricorrere ai laconismi. Vi ringrazio infinitamente
797 V | onor, siate cortesi~D'una lagrima vostra al cener mio.~Mi
798 VIII | già me lo figuro nella sua laidezza, bellissimo ed argutissimo.
799 VII | mise nel cuor proprio la lancia,~E mostrò pur eh'ch'. è
800 XXII | Ella vi parrà alquanto larghetta, ma abbiate pazienza, e
801 XII | il suo genio, ed egli non lascerà d'accennarlo. Ho mutato
802 II | tutti questi mancassero, non lascerebbe per questo d'esser giustificatissima,
803 XV | riflessione; tuttavolta non lascerò d'accennarle.~Strofa 3.a
804 XXVI | addatti all'ozio, che è un lasciami stare. Ma se non mi finisce
805 II | che fanno per noi, e però lasciamoc i guidare, voi per la vostra,
806 XXV | benissimo, e ve ne ringrazio, lasciandovi tutto il pensiero di far
807 XXIX | confessione, stimai meglio di lasciar correre per chiarire i miei
808 XIII | delle quali pretendo di lasciare agli amici più cari e più
809 I | bizzarrissimo, con patto però che vi lasciate l'ultrice, che vuoi dire
810 V | impenitente, e che non vi lascio ben avere, ma abbiate pazienza
811 XV | corrisponde al simul dei latini, che corrisponde al simulac,
812 XIV | Tuttavolta io gli chiamo così, lato modo, chiamateli poi voi,
813 XXI | parendomi che mettersi a lavorare su quello d'altri, sia cosa
814 XII | quella libertà che non è lecita a me di usar nella propria.~
815 XV | purchè a nessun patto non si legga il nome dell'autore. Con
816 XV | simulac, nulla di meno nel legger -questa strofa, pare che
817 XIX | guardate se vi par da potersi leggere insieme coll'altro Piangesti
818 XXIX | non mi posso saziare di leggerlo, e vi ringrazio infinitamente
819 XI | sonetto sia tollerabile, lo leggerò forse in Accademia giovedì
820 XIII | del Gori, desidero che la leggiate, e facciate conto che sia
821 XXIII | condottiere....~Miglioratelo voi:~Leggiera sì, che l'aer nostra intorno~
822 VI | Tuttavolta non potendosi così di leggieri tor via tutto il male, ho
823 XXIII | gran cosa, e quanto più lo leggo, tanto più mi rapisce, e
824 I | Francia, la quale come vera e legittima posseditrice di quel valore,
825 XXXV | bestibus, di volerlo per mio legittimo sposo.~Ma sapete voi per
826 XV | incendio appena spento~Delle legna preziose.~Strofa 30.a S'
827 IX | potrebbe dar per compagno Lesbino o Zerbino, ma considero
828 XXIX | possa farsi alla repubblica letteraria, tuttavolta vi ubbidirò.
829 VI | che serviva d'inciampo al lettore.~E se pur mi vuoi morto,
830 X | ditirambo, e vi giuro ch'è --una lettura da svogliati e da ghiotti,
831 X | dispetto della rima in uccheri,~levando i versi susseguenti, nei
832 VI | procurato almeno di scemarlo con levar quella parentesi che serviva
833 IX | versi, che si potrebbero levare, se a voi così parrà, e
834 VII | dovete ora guarire me con levarmi dal capo questa mia sciocca
835 XXIII | siate benedetto che avete levato quei costiritti; non mi
836 IX | e quanto al titolo, lo leverei affatto, parendomi che alla
837 II | posso servirvi, comandatemi liberamente, e sappiate ch'io vi servirò
838 XVII | Io non so come mi fare a liberarmi di questo prurito, e sono
839 XV | mandiate a Roma, ma perchè mi liberiate dall'obbligo che più mesi
840 XVI | nella quale passo al Da mihi liberos e mi servo delle parole
841 XVIII | questa mia nuova incancherita libidine, bisogna dirmi che queste
842 XXVII | ringraziarlo a mio nome del libro, il quale mi suppongo tradotto
843 V | l'aura mi tolga a' cari lidi.~Ma il vostro duro orgoglio
844 IX | desiderii, ed egli dal suo, limitar le offese fino a un certo
845 IX | in avvenire dal canto mio limitare i desiderii, ed egli dal
846 IX | patto è già scritto, ~Ch'io limite ai desiri, egli all'offese ~
847 XIII | getti al partito, e chieda limosina, il che non ho mai voluto
848 IX | Ilo per abbreviarla, ho lineati una quartina di versi, che
849 X | Buon per lui. — Delle mie lineature e di quel poco che ho notato
850 XIV | poesie jambiche, che fra le liriche. Tuttavolta io gli chiamo
851 XXXIV | mettergli in dosso un po' di livrea che lo faccia conoscere
852 XXVIII| benissimo che s' s'hanno a lodare i componimenti d'un poeta
853 XVIII | fintantochè voi seguirete a lodarmele, staràò sempre peggio che
854 XXVIII| esser lodato, e io ancora li lodo, essendo pieni di sostanza
855 XXXII | rispetto alla tanto maggior lontananza del luogo dond'io mi mossi.
856 XXXII | dire che quel termine sia lontano, rispetto alla tanto maggior
857 VII | guarito lui del male della lonzeria, così dovete ora guarire
858 I | I.~... 1690.~Sig. Conte Lorenzo Magalotti, Firenze.~Domattina
859 XIII | mandai la sua per la via di Loreto, e quanto a quella del Gori,
860 VIII | molto a farmi vedere in lucco, tutto quanto orrevole e
861 VII | secondo E piansi anch'io, e Lucrezia in questi piangistei non
862 II | d'amore, e sono stato sì lungi dal supporre in voi debolezza
863 XXIX | comincianti per la lettera m. Voi dite le morte Muse,
864 XIX | Campidoglio dai Galli, che poi macchinando contro la Repubblica, fu
865 XVI | veramente farina della mia madia, ma debbasi in gran parte
866 IV | segni, non tanto grandi e madornali che paiono due di quelle
867 VIII | tutto quanto orrevole e maestoso. Nè mi sono curato di passare
868 XXVII | essendovi certi tratti maestri, che vi rendono aria, e
869 I | 1690.~Sig. Conte Lorenzo Magalotti, Firenze.~Domattina darò
870 | maggiore
871 VIII | l'incomodo di ragunare il magistrato, perchè io medesimo tra
872 VIII | medesimo.~La mia sbirratica magistratura mi richiama ora, dopo quattr'
873 XXX | volte affrontato e così malconcio dalle poesie di questo Sig.
874 XXXI | ripieghi per rassettar questa malefatta. Addio.~
875 XV | risentino alquanto di questa mancanza. Chi dicesse così?~Ma l'
876 II | virtù che non vi può mai mancare. E quanto alla vostra condotta,
877 II | avuti; e quando tutti questi mancassero, non lascerebbe per questo
878 XIII | compatitemi. — Al Contino mandai la sua per la via di Loreto,
879 XXV | voglia di qualche cosa. Ora mandatemi l'uno e l'altro senza altra
880 XXI | vedendo che me li avete mandati, non perchè io li lodi,
881 XXIX | vostro Capitolo che m'avete mandato! Che grazia, che forza,
882 XXIX | resurrezione delle muse ultimamente mandatovi, e se non me ne confessai
883 XXVI | voi mi scriverete ch'io mandi qualche cosa, e perchè molte
884 I | privo di sì bella cosa. — E mandovi anche il mio parere intorno
885 I | ricco, mio danno. Ho da maneggiare e stropicciare tant' oro,
886 IV | il qual modo di dire, a maniera di sentenza, ha una tal
887 XXXII | ma bisogna stendere un manino per cavanelo fuora. E a
888 XIX | poetico. Già voi sapete che Manlio difese il Campidoglio dai
889 XXIX | Oh egli è pur la bella e maravigliosa cosa quel vostro Capitolo
890 XXVIII| vi prego di scrivere al March. Corsini un capitolo di
891 X | quel poco che ho notato in margine, fate quel capitale che
892 XXXI | tanti scoprimenti di terre e mari resta tuttavia incognito,
893 XX | Ma quelle ammazzarono i mariti, e queste ammazzeranno il
894 XX | LETTERA XX.~Volterra, 26 Marzo 1696. ~Al medesimo.~Mi risento
895 XXXIV | sonetto di tutte le sue mascalcie? Detto fatto. Sonetti mal
896 XXIX | udir con piacere quelle due massime ingiurie, che tanto mal
897 XIII | questa, nella quale avete un massimo interesse, trattandosi dell'
898 XIII | mi direte che in simili materie il voto della necessità
899 XXVIII| dire con verità, che la mattina del 6 Dicembre fui a casa
900 III | vostri. E appunto a queste mattine in pensando a voi, siccome
901 XXXIV | che poserete subito le mazze e le gruccie, e salterete,
902 | meco
903 XXVIII| d'aver bisogno della sua mediazione per giustificarmi con un
904 XXV | stillato in fiaschi.~Ma che medicamento è questo vostro?~Voi mi
905 XXXIV | come pillotte.~Una gran medicina è stata quell'altri mondi
906 XXVI | medesimo.~Nemo est dominus membrorum suorum, dice la legge. Onde
907 XIII | cari e più stimati qualche memoria di me. Voi che siete il
908 XXVIII| una canzone stampata dal Menzini sopra la recuperata salute
909 XXVI | suo tempo le Gallerie di Mercato Vecchio, mi trovo imbrogliato.
910 V | tempo crebbe, ~Ch'osi sperar mercè, non mi dà fede.~Una pur
911 XIV | Lei e di correggerla, come merita. Questi scazzonti propriamente
912 III | obblighi miei e gl'infiniti meriti vostri. E appunto a queste
913 XVI | perchè veramente questi mescagli mescugli di sacro e di profano
914 V | se il bello degli altri mescolato col mio, scade della sua
915 XVI | veramente questi mescagli mescugli di sacro e di profano sono
916 XV | liberiate dall'obbligo che più mesi sono contrassi con esso
917 I | ch'ella il consenta.~Mi messi in tasca senza avvedermene
918 XXIV | Quanto al viglietto o lettera messibile in Francia, non ho tempo
919 XXIV | fierissimi che mi fate intorno al mestiero di tradurre, non vi rispondo
920 X | piacimento, e che il fatto mette in bocca il morso a lui
921 XXXIV | così assolutamente senza mettergli in dosso un po' di livrea
922 XXV | campo di potervi servire, e metterò sottosopra tutta questa
923 XXI | traduzione e me, parendomi che mettersi a lavorare su quello d'altri,
924 V | quattordici versi, undici me ne mettete in cielo, e tre nell'inferno,
925 XXIV | m' importa punto che mi mettiate in un calcetto, perchè così
926 XIX | piglierà tutt' oggi qualche miglioramento, andrò domattina in Villa
927 XXIII | giudizio, si potrebbero migliorare.~Ma non sì che in battaglia
928 XXIII | allor che il condottiere....~Miglioratelo voi:~Leggiera sì, che l'
929 I | proponetemi un'altra mutazione migliore di questa., — Acceatto la
930 | minus
931 XXIII | intorno al corpo, se si mira il peso. Tutto bene, se
932 V | danno giù.~Anzi (udite cosa mirabile) tutto il sonetto è fabbricato
933 XXIII | a mortal corpo veste,~Se miri al peso.~Ma bisogna ch'io
934 VII | frase, quando disse:~Che gli mise nel cuor proprio la lancia,~
935 XXXII | Mi raccomando alle vostre misericordie, e sono al solito tutto
936 IV | porre gli occhi sopra le mie miserie, mi ha fatto concepire speranza
937 XXVII | ma per la più succinta e misteriosa; e godo insomma che vi sia
938 II | volentierissimo e di buon cuore a misura del vostro gran merito e
939 XXVIII| tutte le cose adattarsi alla moda. Io però mi sposo al vostro
940 IX | scialaquatore, che non conosce moderazione, e vuoi sempre mettere in
941 XIII | Eccovi tre belle mie più moderne frottole posteriori al mio
942 I | poi al mio, in tre altri modi ho mutato il quarto verso
943 XXVIII| Gennaio 1699. ~Al medesimo.~Modicae fidei, quare dubitasti?
944 XIX | per la Sig.ra Anna, mia moglie. E però vi supplico di mandare
945 | molti
946 XXI | proprio. Ma voi cavereste una monaca di convento, e non so che
947 XXVII | passatempo in. occasione della monacazione d'una fanciulla nobile.
948 V | Priore, un altro al Conte Montani, e vi riverisco devotamente.~
949 V | altro l'ebbe:~Occhi s' s'io moro, e fia chi vel palesi,~Perchè
950 VII | darà una ciambella e un morselletto. Ma state, perchè la veglia
951 X | fatto mette in bocca il morso a lui e a me, ho pensato
952 V | vigore, e poi finiscono tanto morti e sfiatati, che non si reggono
953 II | Signore che nello stesso tempo mortificat et vivificat. Intanto se
954 VI | lettore.~E se pur mi vuoi morto, e invan si chiede ~Ragione
955 XXXII | Roma è diritto, e che dalle mosse si scuopre la meta, ma oltrechè
956 XXXII | lontananza del luogo dond'io mi mossi. Mi raccomando alle vostre
957 XXXI | due quartine che vi hanno mosso a dar dì me un giudizio
958 III | una buona volta a potervi mostrar la mia gratitudine con altro
959 XXIX | quale mi obbligate a non mostrarlo, parendomi che il tener
960 XVI | e di profano sono certi mostri di sozza figura che non
961 XXVI | Rucellai. È egli forse un mostro di due teste, colle gambe
962 XXX | i miei sonetti e fare un mostruoso accoppiamento di poeta e
963 VIII | poi l'ora di sentire il motivo del priore sopra l'intrise,
964 XXIII | cosa inanimata, non ha nè moto, nè azione.~Ma potrebbe
965 XII | apprendere a S. A. che la causa motrice del chiederlo non è l'ambizione,
966 XV | Georgiche sono gli appresso:~Hi motus animorum, atque haec certamina
967 | multa
968 X | nei quali, a mio giudizio, muore il Ditirambo con minor lustro.
969 XVIII | anguille, perchè non mi faccia muso e non imbronciseca. Se altro
970 X | lui e a me, ho pensato di mutare il sentimento e l'epiteto,
971 IV | non è possibile, o e il mutarla non si può far con guadagno,
972 VIII | soddisfazione, ma dopo molte e molte mutazioni, mi sono alla fine fermato
973 | n
974 | n'
975 IX | crescere di statura, che di nane che erano, diventino gigantesche.
976 XXIII | è altro che una semplice narrativa, mi par troppo caricato
977 XI | correspettività del patto, dalla quale nasce tutta la incompatibilità,
978 XXX | vanto, ~Tenner consiglio col natio valore;~Coglieste voi d'
979 XXIII | sforzo che distrugge tutto il naturale, e difficulta l'intelligenza.
980 XXIX | Che grazia, che forza, che naturalezza d'espressione! Quanto artifizio
981 XIV | spira buon vento, bisogna navigare. Ma non per questo mi scordo
982 VIII | argutissimo. Mille grazie a voi ,ndella pazienza che avete in raffazzonare
983 | neanche
984 | nec
985 VII | schizzinosaggine. E per questo sarà necessaria l'autorità d'un concilio,
986 XXIX | ritenesse il rispetto, e necessitandola a udir con piacere quelle
987 VI | contro te stessa, e dei ~Negar giustizia e non donar mercede,~
988 XXI | traduzione, altrimenti avrete una negativa a lettere d'archi trionfali.
989 VI | mercede,~Concedi almen, sebben nemica sei,~Quel che a un nemico
990 | Nemo
991 | neppur
992 XXV | delle radiche di scorza nera: lo farò bene, quando mi
993 | nessun
994 XXXI | quella ragione che Parvus pro nichilo reputatur:= Accingendus
995 V | de' miei desiri e d'amor nidi,~Vorrei chiedervi in don
996 | niente
997 | Nisi
998 | niuna
999 XXVII | monacazione d'una fanciulla nobile. Il pensiero è preso dall'
1000 II | che ho sempre fatto d'un noie uomo grande, e d'un cavalier