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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)
nonos-sorda | soscr-½

                                                    grassetto = Testo principale
     Lettera                                        grigio = Testo di commento
1001 | nonostante 1002 | nostra 1003 | nostri 1004 IV | contentissimo che la parentesi si noti co' soliti segni, non tanto 1005 XXXI | vedendosi chiaramente che nove notizie si scuoprono alla giornata, 1006 | nove 1007 XVI | Col capo pieno di tanti numeri, quanti non ne hanno tutte 1008 XI | Formossi un patto ch'ei di nuove offese~A un quasi nuovo, 1009 XXIX | volentieri mi accomodi a obbedire al vostro comandamento, 1010 II | consolazioni, cosa che mi obbliga troppo, e che mi farebbe 1011 XXIV | quel più accanire e per obbligarvi a mandarmi quella tra dauzione, 1012 XXIX | comandamento, col quale mi obbligate a non mostrarlo, parendomi 1013 XXX | anzi me ne professo loro obbligato, così anche essi abbiano 1014 III | di quando in quando agli obblighi miei e gl'infiniti meriti 1015 XV | perchè mi liberiate dall'obbligo che più mesi sono contrassi 1016 XVI | essendosi quasi sempre occupata in soggetti sacri. E se 1017 V | ed è tal, che benchè d'odio accesi ~Un nemico talor, 1018 XVI | fiere, guardate che non offenda il vostro giudizio, sedotto 1019 X | al Destino il seguitare a offendermi a suo piacimento, e che 1020 IX | dite; ma la disperazione, a oggetto di guarir d'un male, da 1021 XIX | continua, piglierà tutt' oggi qualche miglioramento, andrò 1022 | ognun 1023 | ognuno 1024 XXXV | sto cheto, cheto, come l'olio, e non fiato più per cent' 1025 XXXII | mosse si scuopre la meta, ma oltrechè una tal dirittura è particolare 1026 I | Dormi adultera vil, finchè omicida~Spada ultrice ti svegli, 1027 | omnia 1028 IX | correspettivo e reciprocamente oneroso, come voi dite; ma la disperazione, 1029 XXII | effetto della vostra quasi onnipotenza, la quale ha potuto farmi 1030 XXVII | Il pensiero è preso dall'operazione del baco da seta, ma Dio 1031 XXXV | discordi dalla vostra Ipotesi, opponendosi agli altri mondi incognito, 1032 XXV | parti che stimerete più opportune.~Non voglio già ringraziare 1033 XXX | poter cotanto, ~E come in opra di comun lor vanto, ~Tenner 1034 XXVI | fatto in morte del prior Orazio Rucellai. È egli forse un 1035 XXVI | nel mondo, ci serviamo d'orazionata simile in persona di Jacopo 1036 XXIV | alla buona, come voi mi ordinate, e con patto che portandomi 1037 V | lidi.~Ma il vostro duro orgoglio che non crede ~L'ardeor 1038 XX | copia la perfezione dell'originale, ma è gloria di questo che 1039 I | maneggiare e stropicciare tant' oro, che non ne ha tanto il 1040 VIII | vedere in lucco, tutto quanto orrevole e maestoso. mi sono curato 1041 XVII | dattili e un anapesto è cosa orribile; e stante questa difficoltà, 1042 V | piccol tempo crebbe, ~Ch'osi sperar mercè, non mi 1043 I | a te fede giurò, la fede osservi?~Quel di sì vasto mi par 1044 XXVIII| scriver lettere con firma ostensibile, vi prego di scrivere al 1045 I | quell'ambo, perde sette ottavi di grazia. — Eleggete voi, 1046 | Ove 1047 XXVI | del ciarlante famosissimo P. Cotta, Accademico Apatista.~ 1048 VII | questi miei cenci, e perchè i Padri del Concilio si radunino 1049 XXVII | impertinente la piacevolezza dei padroni, benchè renda impertinenti 1050 XXII | abbiate pazienza, e non vi paia poco l'averla così com' 1051 IV | tanto grandi e madornali che paiono due di quelle sterminate 1052 VII | E mostrò pur eh'ch'. è Paladin di Francia.~No, no, confesso 1053 XIII | consolazione d'un tribolato, il palesare i suoi guai ad un amico 1054 V | s'io moro, e fia chi vel palesi,~Perchè voi vivi abbiate 1055 XXXI | che si conduca a vista del palio, benchè non abbia realmente 1056 XXVI | gambe stravolte e colla pancia di dietro? Dovereste pur 1057 XXVIII| mandarmi due sonetti del Card. Panfilio, e mi chiedete il mio parere; 1058 VII | espressione, la quale, in un panno tosi così stretto, mi ha 1059 XX | aggiunta ode per il Sig.r Paolo Falconieri. Non troverete 1060 V | debole di questa chiusa paragonato col forte de' versi antecedenti, 1061 XXVI | uno per l'altro, si sta in pari certo. Insomma il sonetto 1062 I | quasi al niente.~Accetto parimenti quell'aggiunto di fedele 1063 XXVIII| salute del papa, e se ne parla con lode. Io la lessi iermattina, 1064 XVI | sacri. E se il Petrarca parlando d'una donna da lui amata, 1065 XXI | Ma da ora innanzi non mi parlate più di traduzione, altrimenti 1066 XIX | autorità, e però non si parli più della canzone all'Europa. 1067 VII | subito a sovvenire ch'io parlo di Roma e di me, avendo 1068 XXXV | dico, e mi protesto coram Paroco et coram bestibus, di volerlo 1069 XXVIII| riveduto prima della mia partenza per Pisa? Bisognerà dunque 1070 XXV | medesimo Sig.r Conte quelle parti che stimerete più opportune.~ 1071 XXXII | oltrechè una tal dirittura è particolare di quel corso, io considero 1072 XXXV | trovo alle volte a cattivi partiti per non poter contentare 1073 XXXI | per quella ragione che Parvus pro nichilo reputatur:= 1074 XXVII | caldo, caldo fatto per mio passatempo in. occasione della monacazione 1075 XX | che il pizzicore di anno passato dura tuttavia. E sono le 1076 XXIII | risparmieranno parecchi passi. Oh! bell'avvertimento di 1077 XVI | alla terza, nella quale passo al Da mihi liberos e mi 1078 IX | sovvenuto, ed è questo: Io patteggio col destino, ch'io debba 1079 XXIX | del pecoreccio. L'altro peccato è quel secco principio dell' 1080 XXIX | abbastanza, e che siamo fuori del pecoreccio. L'altro peccato è quel 1081 XIII | affinchè il rimedio non riesca peggior del male. Perdonatemi dunque 1082 IX | sarà per l'ossa e per la pelle. Tutto sta che io l'abbia 1083 XXVI | Vecchio, mi trovo imbrogliato. Pensa, ripensa, risolvo finalmente 1084 XXXIV | non conoscevo il male, non pensai neanche al rimedio, e così 1085 XXI | rincerconire il sangue solo in pensandovi. — Primieramente mi trovo 1086 V | giustizia di quelli. pensate già ch'io vi sia più tenuto 1087 X | il morso a lui e a me, ho pensato di mutare il sentimento 1088 XII | approvazione da me, e vuoi ch'io ci pensi. Io quanto a me son pronto 1089 | perch' 1090 | perciò 1091 V | possiate farlo con sicurezza di percuoter me e non altri, vi mando 1092 I | suono, ma senza quell'ambo, perde sette ottavi di grazia. — 1093 XIII | riesca peggior del male. Perdonatemi dunque sig. Conte, e vi 1094 XVI | cosa da dire. Ma Dio vi perdoni le gran lodi che voi mi 1095 IX | e questa sia l'ultima e perentoria:~E tra il Destino e me patto 1096 XV | necessario l'accentar questo perfetto così tronco, altrimenti 1097 XX | troverete nella copia la perfezione dell'originale, ma è gloria 1098 XXVI | serviamo d'orazionata simile in persona di Jacopo Viperaio, e vogliam 1099 XXXV | 1701. ~Al medesimo.~Resto persuasissimo, non che persuaso, che quel 1100 XXXV | Resto persuasissimo, non che persuaso, che quel visibil mondo 1101 I | che non ne ha tanto il Perù. — E voi dovete contentarvene, 1102 XXIII | potrebbe dir qualcuno:~Se si pesa l'uno e l'altra, sarà sempre 1103 II | non sia buona e non ben pesata. E sebbene la vostra prima 1104 XVI | soggetti sacri. E se il Petrarca parlando d'una donna da 1105 XXVIII| così forse non piacciono, e piaccieranno a quello che comincia; e 1106 V | lodi, che della critica. Mi piaccion quelle, ma non mi giovano; 1107 XXVI | Ma se non mi finisce di piacer questo, mi piace tanto quell' 1108 XXVII | chiamerebbe impertinente la piacevolezza dei padroni, benchè renda 1109 X | seguitare a offendermi a suo piacimento, e che il fatto mette in 1110 XXVIII| siccome per lo più non sono piaciute al secolo che finisce, così 1111 V | vostra al cener mio.~Mi piacque l'idea, e disegnai di farne 1112 XXIX | credere che sieno le Muse del pian di Cascina o della Valle 1113 VII | mai detto di sopra ch'ella pianga. Tuttavolta me ne rimetto, 1114 VI | ancor l'altro concede, ~E piangi meco i tanti strazii miei.~ 1115 VII | io, e Lucrezia in questi piangistei non ha punto che fare, non 1116 VII | Piangesti Roma e nel secondo E piansi anch'io, e Lucrezia in questi 1117 XXIX | dire poi dell'aver preso a piccare una dama con un garbo e 1118 V | crede ~L'ardeor che tanto in piccol tempo crebbe, ~Ch'osi sperar 1119 IX | grande tutte le cose più piccole e farle talmente crescere 1120 IX | Favoritemi di scrivere in piè di questa il vostro sentimento, 1121 V | sfiatati, che non si reggono in piedi, e danno giù.~Anzi (udite 1122 VI | che bisognerebbe fare un piedistallo nuovo a questa statua. Tuttavolta 1123 XXVIII| il suo solito, non molto piena di cose. Sig.r Conte mio 1124 XXVIII| ancora li lodo, essendo pieni di sostanza e di bei sentimenti. 1125 XXVI | altri Toscani non pare che pigliamo mai l'insolente in sentimento 1126 VIII | Non occorre dunque che vi pigliate l'incomodo di ragunare il 1127 XIII | il più stimato di tutti, pigliatevi la vostra, correggetela, 1128 XIX | letto con febbre continua, piglierà tutt' oggi qualche miglioramento, 1129 V | piace, e mi giova, e quanto pili più mi mostra la sferza, 1130 XXXIV | salterete, e balzerete come pillotte.~Una gran medicina è stata 1131 XX | Intanto vi dico che il pizzicore di anno passato dura tuttavia. 1132 II | prima risoluzione mi pare plausibilissima e da par vostro, e non vi 1133 III | dignitate ancella ~Mirai poc'anzi, or voi rimiro in voi.~ 1134 | poca 1135 | pochi 1136 XXIII | cosa più degna, vaga, e poeticamente detta?~Quand'ecco in mezzo 1137 XIX | secondo è più dolce e più poetico. Già voi sapete che Manlio 1138 XXXI | ricordarsi che multa dantur poetis, e che la poesia si vuoi 1139 XXX | Luca degli Albizzi~SONETTO~Poichè a gara in far voi, di voi 1140 I | innanzi per l'altro sonetto politico, ma con vostro comodo. Vi 1141 VII | 1694. ~Al medesimo.~Non ponevo punto in dubbio la disapprovazione 1142 XXXIII| interamente risoluto, nel resto mi pongo tutto nelle vostre braccia, 1143 IV | l'esservi voi degnato di porre gli occhi sopra le mie miserie, 1144 XXIV | ordinate, e con patto che portandomi bene, mi mandiate un altro 1145 XXIII | quando mi scrivete, invece di portar le lettere alla posta, le 1146 XVI | subornato dall'affetto che mi portate. Quanto poi alla seconda, 1147 XXIII | le lettere alla posta, le portino a casa mia, che così non 1148 XXXIV | Esculapio de' nostri tempi, che poserete subito le mazze e le gruccie, 1149 I | quale come vera e legittima posseditrice di quel valore, che fu posseduto 1150 I | posseditrice di quel valore, che fu posseduto un tempo dall'Italia, dee 1151 IV | senza mutar rima, non è possibile, o e il mutarla non si può 1152 XXIII | di portar le lettere alla posta, le portino a casa mia, 1153 XIII | mie più moderne frottole posteriori al mio male, in molte delle 1154 VI | questa statua. Tuttavolta non potendosi così di leggieri tor via 1155 XIII | della necessità è il più potente di tutti, e che non occorre 1156 XXI | perchè le poesie non sono in potere del poeta, vi prometto nondimeno 1157 IV | vostro affetto, e sa di non poterlo mai meritare. E quanto alla 1158 | potersi 1159 | potevate 1160 | potrà 1161 | potrei 1162 | potrò 1163 | potute 1164 XXVII | avete tanto lodato la mia povera canzoncina che, punto, punto 1165 XVIII | cetra latina, perché la poveretta da dodici anni im qua non 1166 XVII | vi riverisco devotamente, pregandovi di rimandarmi l'ode con 1167 II | farebbe venire in qualche pregio a me medesimo, s' s'io non 1168 XV | verso; se la pubblicità non pregiudicasse alla confidenza che vi fa 1169 XXI | vi prometto nondimeno i preliminari dell'opera, cioè l'applicazione 1170 XXVI | triumphes, ne triumphatos premas.~Vis, Cotta, dicam? Horatius 1171 IV | non si restringe a tempo presente, ma si distende al futuro 1172 | presto 1173 XVI | me di poter giustamente pretendere, ed è quella d'aver avuto 1174 XIII | male, in molte delle quali pretendo di lasciare agli amici più 1175 XXV | medesimo.~Veggo la tacita pretenzione che avete, ch'io vi ringrazi 1176 XII | di parlare al Gran Duca preventivamente e specificare i motivi della 1177 XV | appena spento~Delle legna preziose.~Strofa 30.a S'alza per 1178 V | in don qualche mercede, ~Pria che l'aura mi tolga a' cari 1179 XIX | la Repubblica, fu fatto prigione; ma benchè fosse già convinto 1180 XV | pare che senza la che i primi due versi sieno poco ben 1181 XXI | sangue solo in pensandovi. — Primieramente mi trovo capo pieno zeppo 1182 I | al valor, così al valor primiero~Che a te fede giurò, la 1183 XXX | danno del pubblico e del principe, ma non è così. Io sono 1184 XXVI | sonetto fatto in morte del prior Orazio Rucellai. È egli 1185 IV | essere soggetta, per quel privilegio che hanno le sentenze d' 1186 I | rimando, perchè non restiate privo di sì bella cosa. — E mandovi 1187 VI | tor via tutto il male, ho procurato almeno di scemarlo con levar 1188 XXI | voglia. Ne volete di più? Procurerò di servirvi, e benchè non 1189 XVI | è che la mia Musa non è profana, essendosi quasi sempre 1190 XVI | mescagli mescugli di sacro e di profano sono certi mostri di sozza 1191 XXX | voglio a lor male, anzi me ne professo loro obbligato, così anche 1192 IX | ma veggo in esso una tal profusione di bei concetti e di belle 1193 IX | che tanto proporzionata la prolissità di questo componimento. 1194 XII | splendidior suum~Fortasse promet me super.~Così mi par ch' 1195 XXI | servirvi, e benchè non vi possa prometter l'opera, perchè le poesie 1196 XXI | in potere del poeta, vi prometto nondimeno i preliminari 1197 XVII | testimonianza della mia prontezza in ubbidirvi. Favoritemi 1198 XII | pensi. Io quanto a me son pronto a dargliela, mentre ci concorra 1199 I | grazia. — Eleggete voi, o proponetemi un'altra mutazione migliore 1200 XXII | potuto farmi rompere il mio proponimento e violentare il mio genio. 1201 XI | altra che vi piaccia di propormi, stimerete che il sonetto 1202 IX | non — sia più che tanto proporzionata la prolissità di questo 1203 IX | stimato incurabile, mi aveva proposto un rimedio forse peggiore 1204 | propria 1205 XIV | merita. Questi scazzonti propriamente non sono odi, e si ripongono 1206 | proprii 1207 XXV | non me lo mandate. Modo proprioe di farmi spirare, come dicon 1208 XXVIII| in qualche luogo vi è del prosastico, e che sono alquanto slegati, 1209 XXXV | scientifico, e dico, e mi protesto coram Paroco et coram bestibus, 1210 XXVI | Carmine omnes, Cotta, te unum provocant, ~Atque omnes unus provocas, 1211 XXVI | provocant, ~Atque omnes unus provocas, urges, feris, ~Ferisque 1212 XVII | fare a liberarmi di questo prurito, e sono già addosso all' 1213 XV | Febo, direi piuttosto Nella pubblica udienza.~Strofa 5.a Conveniasi 1214 XV | duretto questo verso; se la pubblicità non pregiudicasse alla confidenza 1215 XXX | iusdicente, con danno del pubblico e del principe, ma non è 1216 VII | sentimento simile fu espresso dal Pulci colla stessa frase, quando 1217 XXVI | mandare, avendo messo a pulito tutte quante le mie frascherie 1218 XV | atque haec certamina tanta ~Pulveris exiqui iacto compressa quiescunt. ~ 1219 IX | desiri, egli all'offese ~Punga, e quasi a proibito paese,~ 1220 XXIX | una libertà che quanto più punge, tanto più piace, facendole 1221 XV | quello che Dio vi ispira, purchè a nessun patto non si legga 1222 XXIX | rimettendomi però al vostro purgatissimo giudizio, e vi riverisca 1223 XIX | ch'è peggio, nel medesimo quadernetto vi sono ancora altri miei 1224 | qualcuno 1225 | Quand' 1226 | quanta 1227 | quante 1228 | quanti 1229 | quare 1230 XXIX | mutai, sì per fuggire la quarta replicazione di morte, sì 1231 XXXI | Per non parlare delle due quartine che vi hanno mosso a dar 1232 XIV | estro latino; e da eche sono quassù, ho già imbastito quattro 1233 V | al finocchio, mentre di quattordici versi, undici me ne mettete 1234 VIII | magistratura mi richiama ora, dopo quattr'anni d'interregno, a dar 1235 | quem 1236 XV | Pulveris exiqui iacto compressa quiescunt. ~Servitore devotissimo.~ 1237 XVII | vostra. E perchè non so quietarmi così facilmente, quando 1238 XIII | getto della libertà e della quiete dell'animo. Voi mi direte 1239 XIV | odi, e sono addosso alla quinta. Non c'è che dire, finchè 1240 XXIV | bene, mi mandiate un altro quinternetto della vostra buona carta, 1241 XXXII | luogo dond'io mi mossi. Mi raccomando alle vostre misericordie, 1242 XI | quale mi sono ingegnato di racconciare in un altro modo, con tor 1243 XXX | e tanto ~Severi studi a raddolcir col canto, ~V' inebriaste 1244 VII | i Padri del Concilio si radunino più volentieri, si darà 1245 VIII | ndella pazienza che avete in raffazzonare i miei cenci, e vi riverisco 1246 XXX | carità di correggierlo e di raffazzonarlo. La prima quartina di esso 1247 XXII | che, in concorrenza di due ragazzi, inventus ego sim minus 1248 XVI | comparente e il comparato. Ma il raggiustar questo non sarebbe difficile, 1249 XVI | difficile, e quando non si possa raggiustare, il dar di bianco a tutta 1250 VIII | reo che morte aspetta, e ragion chiede.~Quanto al sonetto 1251 V | meglio al lume delle vostre ragioni, lo restituisco all'esser 1252 VIII | vi pigliate l'incomodo di ragunare il magistrato, perchè io 1253 III | stesso il sol co' i proprii rai, ~Tal voi co' vostri, più 1254 XXIII | più lo leggo, tanto più mi rapisce, e mi solleva tanto sopra 1255 XXXI | troverà mille ripieghi per rassettar questa malefatta. Addio.~ 1256 XXXIV | Sonetti mal cubati, storpiati, rattratti, e fatti spacciati, venite 1257 XXXI | palio, benchè non abbia realmente finita la carriera, si può 1258 IX | patto essere correspettivo e reciprocamente oneroso, come voi dite; 1259 XXVIII| stampata dal Menzini sopra la recuperata salute del papa, e se ne 1260 XXXI | e che la poesia si vuoi reggere. Rimetto a voi tutta questa 1261 V | morti e sfiatati, che non si reggono in piedi, e danno giù.~Anzi ( 1262 XVII | lodi dei Buccheri e della Regina dei Buccheri, acciocchè 1263 XV | Strofa 5.a Conveniasi a gran regnante direi conveniansi.~Strofa 1264 XXVII | carteggio col Sig.r Ab. Regnier, potete favorirmi di ringraziarlo 1265 XXVII | talvolta è bene l'uscir di regola, e certi fortunati ardiri 1266 XII | oltre affin' ch'io possa regolar meglio l'istanza e scoprir 1267 XXIX | di tal qualità da doverne rendere in colpa, e dal'altra sapendo 1268 XXXIV | sicurtà, che ella sia, e con rendervi le dovute grazie di tanta 1269 XXXV | mio bene? Perchè non mi rendeva buon suono all'orecchio, 1270 XXVII | certi tratti maestri, che vi rendono aria, e quasi quasi vi fanno 1271 VII | sentiva scorrere giù per le reni. E perchè un male così fatto 1272 VIII | al vostro tribunale,~Qual reo che morte aspetta, e ragion 1273 XXV | uno e l'altro senza altra replica; ed io pure vi manderò un 1274 XXIX | sì per fuggire la quarta replicazione di morte, sì per rimediare 1275 XXXI | ragione che Parvus pro nichilo reputatur:= Accingendus habetur pro 1276 II | prima di ier l'altro mi fu resa la gentilissima vostra carta 1277 IV | di doversi intendere non resctrictivae sed ampliativae. Tutto questo 1278 XVII | ricevuto altra mia lettera responsiva all'ultima vostra. E perchè 1279 XVI | questa materia, sia potuto restare a me ancora qualche piccola 1280 XXIX | rimediare al cattivo suono che restata da quelle tre voci comincianti 1281 XVIII | spendere, farò in modo che mi resti da poter dare alla Toscana 1282 I | ora vi rimando, perchè non restiate privo di sì bella cosa. — 1283 V | delle vostre ragioni, lo restituisco all'esser di prima.~Un caro 1284 IV | forza enfatica che non si restringe a tempo presente, ma si 1285 IV | caso: Habent sua sidera rhythmi. Quanto poi alla parentesi 1286 XXIX | dire che sono mie, e però ribenedirei quel mie morte Muse, rimettendomi 1287 I | contentarvene, perché~Siì ricca penna dev'esser contenta,~ 1288 I | questa volta non divento ricco, mio danno. Ho da maneggiare 1289 XIII | della vostra qualità per ricevere lume, affinchè il rimedio 1290 VIII | sbirratica magistratura mi richiama ora, dopo quattr'anni d' 1291 XXVIII| la lessi iermattina, e la riconobbi subito dell'autore, alla 1292 VII | del male. Ho preteso di riconvenir la fortuna con farle vedere 1293 XXXI | ipotesi, ma bisogna anche ricordarsi che multa dantur poetis, 1294 XXVI | di dietro? Dovereste pur ricordarvi che noi altri grandi uomini, 1295 II | quale veggo che non pur vi ricordate di me, ma che avete desiderato 1296 VII | stretto, mi ha forzato a ricorrere ai laconismi. Vi ringrazio 1297 XIII | Vero è che le cose mie sono ridotte a segno, che bisogna ch' 1298 I | impicciolir l'avanzo, e lo riduca quasi al niente.~Accetto 1299 XI | incompatibilità, che voi dite, e con ridurre ad una sola azione, rispetto 1300 XIII | affinchè il rimedio non riesca peggior del male. Perdonatemi 1301 XVII | servito. Il suono tuttavia riesce assai grato, ma bisogna 1302 XV | coserelle che non meritano riflessione; tuttavolta non lascerò 1303 IV | stimabilissimi caratteri e colle riflessioni fatte sopra il sonetto.~ 1304 XV | per sculacciarlo. Troppo rigore per uno scherzo così geniale. 1305 XXIV | potrò meglio ripararmi dai rigori de' freddi Volterrani. Quanto 1306 XXIII | peso. Tutto bene, se si ha riguardo all'agilità del corpo informato 1307 XV | Al medesimo.~Ho letto e riletto con sommo gusto la vostra 1308 IX | componimento. Domani spero di rimandarlo. A Vafrino si potrebbe dar 1309 XVII | devotamente, pregandovi di rimandarmi l'ode con vostro comodo.~ 1310 XX | Ditemene il vostro parere, e rimandatemela. Intanto vi dico che il 1311 XXII | comandarmi, e son tutto vostro. Rimandatemi a suo tempo la copia.~ 1312 XXVI | con patto però che me le rimandiate a comodo vostro, e che mi 1313 XII | loro, il salmo e la poesia, rimanendo all'uno il sentimento, all' 1314 XXIV | traduzione. E quanto a' rimbrotti fierissimi che mi fate intorno 1315 XXIX | replicazione di morte, sì per rimediare al cattivo suono che restata 1316 XXXI | poco da camminare. Orsù a' rimedii. — Chi dicesse così:~Onde 1317 III | Mirai poc'anzi, or voi rimiro in voi.~ 1318 XXIX | ubbidirò. Due peccati mi rimordevano la coscienza in quel mio 1319 XXI | far de' miei giorni) mi fa rincerconire il sangue solo in pensandovi. — 1320 XVI | casi poi sgongolo, e mi ringalluzzo, quando veggo che l'approvate. 1321 XXV | pretenzione che avete, ch'io vi ringrazi dell'occasione datami di 1322 II | vostra, io per la mia, e ringraziamo il Signore che nello stesso 1323 XXV | opportune.~Non voglio già ringraziare Dio dell'essermi fuggita 1324 XXVII | Regnier, potete favorirmi di ringraziarlo a mio nome del libro, il 1325 III | ho parole che bastino per ringraziarvene. Dirò solo, che quando la 1326 XXIII | vista s' arrende.~Oh qui ringraziatemi, e vergognatevi della vostra 1327 XXIV | combaciato potrò meglio ripararmi dai rigori de' freddi Volterrani. 1328 XXVI | trovo imbrogliato. Pensa, ripensa, risolvo finalmente di mandarvi 1329 XXXI | intelletto troverà mille ripieghi per rassettar questa malefatta. 1330 XIV | propriamente non sono odi, e si ripongono piuttosto fra le poesie 1331 XI | tante volte condannato e riprovato sonetto della Linea, il 1332 IV | avete fatto sbellicar dalle risa con quei due grattaticci 1333 XV | collegati cogli altri, e si risentino alquanto di questa mancanza. 1334 XX | Marzo 1696. ~Al medesimo.~Mi risento una volta, e per non venirvi 1335 XXXIII| sono ancora interamente risoluto, nel resto mi pongo tutto 1336 XV | ammaestramento, e quando poi vi risolviate di inviarlo a Roma, fate 1337 XXVI | imbrogliato. Pensa, ripensa, risolvo finalmente di mandarvi questa 1338 XXIII | avranno a passar Arno, e si risparmieranno parecchi passi. Oh! bell' 1339 XIV | colla mia libertà, che mi risponde alle rime, e mi rivede le 1340 XXX | conveniente, anzi necessario, rispondere al secondo con quel che 1341 III | e vendicatevene col non rispondermi.~Dell'onor che mi fate grandissimo 1342 XXIX | di lei direste, se non vi ritenesse il rispetto, e necessitandola 1343 VII | ingiustizia, ma non le è riuscito di farmi misero. Non so 1344 XIV | risponde alle rime, e mi rivede le bucce. Favoritemi voi 1345 XIV | bucce. Favoritemi voi di rivederle a Lei e di correggerla, 1346 XXVIII| giustificare? Del non mi aver riveduto prima della mia partenza 1347 XXVIII| essermi partito senza prima riverirvi di nuovo, bench'io possa 1348 XXIX | purgatissimo giudizio, e vi riverisca riverisco devotamente.~ 1349 IV | correzioni. La Sig.a Anna vi riverisce divotamente, ringraziandovi 1350 XII | come:~. . . . . . . . te rogante~Sole ille vultum splendidior 1351 XXII | la quale ha potuto farmi rompere il mio proponimento e violentare 1352 XVI | facilissimo, e non sarà la rovina di Troia. In ogni modo favoritemi 1353 XXVI | in morte del prior Orazio Rucellai. È egli forse un mostro 1354 IV | tal'effetto mi servirà di ruffiano quest'altro sonetto, che 1355 | rursus 1356 | S. 1357 XXIII | Direi:~Non corre o passa, o sàa, che sia ritorno, ~E il 1358 XIII | LETTERA XIII.~Sabato, ore 23... 1695. ~Al medesimo.~ 1359 XVI | com'è la Musa e una Musa sacra, come per lo più è stata 1360 XVI | sempre occupata in soggetti sacri. E se il Petrarca parlando 1361 XVI | questi mescagli mescugli di sacro e di profano sono certi 1362 XII | par ch'abbiano il loro, il salmo e la poesia, rimanendo all' 1363 XXXIV | le mazze e le gruccie, e salterete, e balzerete come pillotte.~ 1364 XXVIII| Menzini sopra la recuperata salute del papa, e se ne parla 1365 XXXV | dire altrimenti, a voler salvare il sistema di questo mondo 1366 XXXII | vedere, se vi è modo di salvarla.~Voi dite benissimo che 1367 XXI | giorni) mi fa rincerconire il sangue solo in pensandovi. — Primieramente 1368 XXXV | vostro, vostrissimo. State sano, e datevi bel tempo per 1369 X | concordo che sarebbe una santa cosa. Vedendo la difficoltà 1370 XXIV | carta, e questo sarà il mio santino. Io sarò sempre il vostro 1371 XXIX | rendere in colpa, e dal'altra sapendo benissimo che quando fossero 1372 XXX | troppo sfacciata. Ma non saprei se siami una volta lecito 1373 | sarei 1374 | sareste 1375 XXIX | Insomma io non mi posso saziare di leggerlo, e vi ringrazio 1376 IV | giuro che mi avete fatto sbellicar dalle risa con quei due 1377 VIII | 1694.~Al medesimo.~La mia sbirratica magistratura mi richiama 1378 V | altri mescolato col mio, scade della sua bellezza, e non 1379 IX | non so come voi possiate scampare la taccia d'ingegno scialaquatore, 1380 XIV | correggerla, come merita. Questi scazzonti propriamente non sono odi, 1381 VI | ho procurato almeno di scemarlo con levar quella parentesi 1382 VII | capo questa mia sciocca schizzinosaggine. E per questo sarà necessaria 1383 IX | scampare la taccia d'ingegno scialaquatore, che non conosce moderazione, 1384 XXXI | nulla, la qual parte di scibile non saputo agguaglia forse 1385 XXX | Cavaliere è forse il più dotto e scienziato giovane che sia in questa 1386 VII | levarmi dal capo questa mia sciocca schizzinosaggine. E per 1387 VII | sia questa una di quelle sciocche delicatezze, le quali senza 1388 XIV | modo, chiamateli poi voi, scome vi piace. Dura tuttavia 1389 XXXI | scorte, si potrebbe dire; scoperte che forse tornerebbe meglio.~ 1390 XXXI | anche dopo tanti e tanti scoprimenti di terre e mari resta tuttavia 1391 XXXI | chiedere alla natura lo scoprimento di quella gran parte di 1392 XII | regolar meglio l'istanza e scoprir paese, si esebì di parlare 1393 XIV | navigare. Ma non per questo mi scordo dei Buccheri. Un abbracciamento 1394 VII | chiusa, e già me la sentiva scorrere giù per le reni. E perchè 1395 XXV | servirvi delle radiche di scorza nera: lo farò bene, quando 1396 XIII | e facciate conto che sia scritta a voi anche questa, nella 1397 XXVIII| vostro miglior parere e senza scriver lettere con firma ostensibile, 1398 XXVI | tanto, tanto. Ora voi mi scriverete ch'io mandi qualche cosa, 1399 XXIV | non ho tempo adesso di scriverla. Ve la manderò quest' st' 1400 XXIV | quest' st'altra volta, e la scriverò alla buona, come voi mi 1401 III | che sia impertinenza lo scrivervi, quando non importa. E così 1402 XXIII | servitori, che quando mi scrivete, invece di portar le lettere 1403 XVI | hanno le donne, non si fece scrupolo di dire:~Per Rachele ho 1404 XXXI | forse un qualche stitico scrupolosetto: Se il Cav.re ha solamente 1405 XV | Strofa 30.a S'alza per sculacciarlo. Troppo rigore per uno scherzo 1406 XXXII | diritto, e che dalle mosse si scuopre la meta, ma oltrechè una 1407 XXXII | miglia dal luogo dond'io lo scuopro, non si potrà mai dire che 1408 XXXI | chiaramente che nove notizie si scuoprono alla giornata, onde non 1409 XXXIV | intorno a questo visibile; Scusate questa mia impertinenza 1410 III | forse di leggerla., Orsù, scusatemi, e valetevi di me, che sono, 1411 III | esserne invidiato, non che scusato, da tutti coloro che conoscono 1412 III | a parte, a parte, ~Cela stesso il sol co' i proprii 1413 VI | mercede,~Concedi almen, sebben nemica sei,~Quel che a un 1414 | sebbene 1415 XXIX | L'altro peccato è quel secco principio dell'ultimo verso:~ 1416 XXVIII| più non sono piaciute al secolo che finisce, così forse 1417 | sed 1418 XVI | offenda il vostro giudizio, sedotto forse e subornato dall'affetto 1419 IV | parentesi si noti co' soliti segni, non tanto grandi e madornali 1420 IV | altra lettera, il che non seguirebbe, se dicessimo tutt'e due 1421 XVIII | guarito. Ma fintantochè voi seguirete a lodarmele, staràò sempre 1422 X | felice, quanto al Destino il seguitare a offendermi a suo piacimento, 1423 XXII | al priore e al Contino.~Seguitate a comandarmi, e son tutto 1424 XXIX | più accentuata, siccome è seguìto, di che vi rendo grazie 1425 | sei 1426 XXIII | che non è altro che una semplice narrativa, mi par troppo 1427 XVIII | peggio che mai, o impazzirò semprepiù. Vi ringrazio del gradimento 1428 XII | pensiero di chiedere il Senatorato, e di chiederlo non come 1429 XIX | non ebbero mai cuore i senatori, ne d'assolverlo, 1430 IX | sia giunta nuova, perchè sentendomi anch'io dolere, dove vi 1431 XXXIV | trovo la via. Facciamo così: Sentiamo il parere del Priore, il 1432 XXVIII| pieni di sostanza e di bei sentimenti. Direi nondimeno che in 1433 IV | calmtena.~E veramente mi sentirei passar banda, banda, s' 1434 V | bastonate, ed a lui è toccato sentirne il dolore. — Ma io non son 1435 IX | io dolere, dove vi siete sentito doler voi, me l'aspettava 1436 VII | della chiusa, e già me la sentiva scorrere giù per le reni. 1437 XXIII | Ove sol per averne alcun sentore,~Occhio di vetri armato 1438 | Senz' 1439 XXIX | parendomi che il tener celate e sepoltebelle cose, sia la maggior 1440 III | che mi fate grandissimo in serbarmi un luogo nella vostra considerazione 1441 III | non minor de' vostri eroi ~Serve grandezze e dignitate ancella ~ 1442 XI | medesimo.~Sto attualmente servendovi, e intanto vi rimando quel 1443 XXVI | facciamo figura nel mondo, ci serviamo d'orazionata simile in persona 1444 IV | un modo.~A tal'effetto mi servirà di ruffiano quest'altro 1445 II | liberamente, e sappiate ch'io vi servirò sempre volentierissimo e 1446 VI | levar quella parentesi che serviva d'inciampo al lettore.~E 1447 XXIII | potevate mai fare il maggior servizio di questo, e ora stà benissimo, 1448 XVI | al Da mihi liberos e mi servo delle parole del testo. — 1449 XXVII | dall'operazione del baco da seta, ma Dio sa come l'ho spiegato. 1450 XXVI | mandiate il vostro Capitolo di settanta terzine. Orsù siamo intesi. 1451 | sette 1452 XXI | Arrivederci quest' altra settimana, e Dio vi dia il buon capo 1453 XXX | e i tanto gravi e tanto ~Severi studi a raddolcir col canto, ~ 1454 XXX | imitazione è un po' troppo sfacciata. Ma non saprei se siami 1455 V | quanto pili più mi mostra la sferza, tanto più m'assicuro del 1456 V | finiscono tanto morti e sfiatati, che non si reggono in piedi, 1457 X | pensare che un abito così sfoggiato s' abbia a mettere in dosso 1458 XXIII | figure, e vi si vede uno sforzo che distrugge tutto il naturale, 1459 XVI | mie coserelle, casi poi sgongolo, e mi ringalluzzo, quando 1460 XVIII | vizio nell'ossa, verrò colla sgualdrina a cintola. — I soliti abbracciamenti 1461 XXX | sfacciata. Ma non saprei se siami una volta lecito il fare 1462 | siano 1463 V | perchè possiate farlo con sicurezza di percuoter me e non altri, 1464 XXXIV | mia impertinenza e troppa sicurtà, che ella sia, e con rendervi 1465 IV | questo caso: Habent sua sidera rhythmi. Quanto poi alla 1466 XIX | domattina in Villa per la Sig.ra Anna, mia moglie. E però 1467 XXVI | straordinario, e nel proprio suo significato d'arrogante o d'impertinente 1468 II | la mia, e ringraziamo il Signore che nello stesso tempo mortificat 1469 | sim 1470 XIII | animo. Voi mi direte che in simili materie il voto della necessità 1471 IX | Certo è, che a voler che la similitudine non sia zoppa, deve il patto 1472 | simul 1473 XV | latini, che corrisponde al simulac, nulla di meno nel legger - 1474 | sine 1475 | sino 1476 X | difficoltà di trovare un sinonimo a proibito, e considerando 1477 XXXV | altrimenti, a voler salvare il sistema di questo mondo scientifico, 1478 XXVIII| prosastico, e che sono alquanto slegati, ma queste slegature siccome 1479 XXVIII| alquanto slegati, ma queste slegature siccome per lo più non sono 1480 XXXIV | poco, a poco mi pare di smaltire questa durezza. Io direi 1481 XIX | potute trovare, e se l'ho smarrite, sono vicinissimo a disperarmi, 1482 IX | un'altra, della quale mi soddisfo più, e questa sia l'ultima 1483 XV | e al quale ora così male sodisfò; compiacetevi nondimeno 1484 IV | guadagno, essendo minor male il soffrire una rima cattiva, in grazia 1485 XXIX | tanto mal volentieri si soffrono da una donna vana e superba, 1486 XXXV | contentare una certa sua sofistica delicatezza, che degenererà 1487 XVI | quasi sempre occupata in soggetti sacri. E se il Petrarca 1488 XXIX | carmi, e se quell'esser soglio, ~parendomi che adesso spieghi 1489 XXX | invio, perchè mi facciate la solita carità di correggierlo e 1490 XXIII | tanto più mi rapisce, e mi solleva tanto sopra me stesso ch' 1491 XXV | criminale. L'altro giorno mi sollucherai un poco col superiore Ecclesiastico, 1492 XXVI | dicam? Horatius totam mihi ~Solus videris esse contra Hetruriam.~ 1493 XX | questo che quella non la somigli. Ditemene il vostro parere, 1494 XXVII | ve ne prego. Vi ringrazio sommamente del frontespizio dell'opera 1495 XV | Ho letto e riletto con sommo gusto la vostra poesia la 1496 XXVII | Voglio adesso mandarvi un sonettueccio caldo, caldo fatto per mio 1497 I | Spada ultrice ti svegli, e sonnacchiosa~E nuda in braccio al tuo 1498 XIX | qualche cosa vi mando questo sonnettuccio. Di grazia guardate se vi 1499 XXII | degna d'esser veduta,la sopprimiate, non essendo dovere che, 1500 XXVI | tanto quell'aggiunta di sorda dato alla ferita, che vada


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