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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti

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LETTERA VI.

Villa, 15 Settembre 1694.

Al medesimo.

So che il male di quella chiusa non è male da biacca, e che bisognerebbe fare un piedistallo nuovo a questa statua. Tuttavolta non potendosi così di leggieri tor via tutto il male, ho procurato almeno di scemarlo con levar quella parentesi che serviva d'inciampo al lettore.

E se pur mi vuoi morto, e invan si chiede
Ragione a te contro te stessa, e dei
Negar giustizia e non donar mercede,
Concedi almen, sebben nemica sei,
Quel che a un nemico ancor l'altro concede,
E piangi meco i tanti strazii miei.

Nell'ultimo sonetto ho mutato il secondo verso del primo terzetto

Ambo dunque piangemmo e ad ambo insieme
Diè sventura diversa ugual dolore.

Compatitemi e correggetemi, e vi riverisco devotamente.





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