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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti
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LETTERA VIII.
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LETTERA
VIII.
Villa
, 26
Ottobre
1694
.
Al medesimo.
La mia
sbirratica
magistratura
mi
richiama
ora
, dopo
quattr'
anni
d'
interregno
, a
dar
delle
sentenze
coll'
ascia
. Onde non
tarderò
molto a farmi
vedere
in
lucco
, tutto quanto
orrevole
e
maestoso
.
Nè
mi sono
curato
di
passare
a un altra
mano
,
perchè
così la
febbre
m'
uscirà
da
dosso
più presto. Non
occorre
dunque che vi
pigliate
l'
incomodo
di
ragunare
il
magistrato
,
perchè
io medesimo tra pochi
giorni
comparirò
davanti al vostro
tribunale
,
Qual
reo
che
morte
aspetta
, e
ragion
chiede
.
Quanto al
sonetto
della
Linea
, anch'io mi
sento
dolere
nella
seconda
quartina
, la quale non è di tutta mia
soddisfazione
, ma dopo molte e molte
mutazioni
, mi sono alla
fine
fermato
in questa, come la meno
cattiva
.
Bisogna dunque
aiutarmi
,
perchè
su questo
luogo
confesso
di avere
spuntato
quasi tutti i
ferri
della mia
bottega
. Non
veggo
poi l'
ora
di
sentire
il
motivo
del
priore
sopra l'
intrise
, e già me lo
figuro
nella sua
laidezza
,
bellissimo
ed
argutissimo
. Mille
grazie
a voi ,
ndella
pazienza
che avete in
raffazzonare
i miei
cenci
, e vi
riverisco
di tutto
cuore
.
Addio
.
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