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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti

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LETTERA XIV.

Villa, 8 Giugno 1695.

Al medesimo.

Eccomi a visitarvi colla mia libertà, che mi risponde alle rime, e mi rivede le bucce. Favoritemi voi di rivederle a Lei e di correggerla, come merita. Questi scazzonti propriamente non sono odi, e si ripongono piuttosto fra le poesie jambiche, che fra le liriche. Tuttavolta io gli chiamo così, lato modo, chiamateli poi voi, scome vi piace. Dura tuttavia questo medesimo estro latino; e da eche sono quassù, ho già imbastito quattro odi, e sono addosso alla quinta. Non c'è che dire, finchè spira buon vento, bisogna navigare. Ma non per questo mi scordo dei Buccheri. Un abbracciamento al priore, mentre sia tornato di Roma, e un altro al Contino, e se non son troppi questi abbracciamenti, un altro al sig. Marchese Alessandro.





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