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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti

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LETTERA XXII.

Volterra, 31 Dicembre 1696.

Al medesimo.

Eccovi la traduzione che dirò effetto della vostra quasi onnipotenza, la quale ha potuto farmi rompere il mio proponimento e violentare il mio genio. Ella vi parrà alquanto larghetta, ma abbiate pazienza, e non vi paia poco l'averla così com' è. Ho preteso di tradurre i sensi non le parole, e per non uscir dalla carreggiata sono stato in filetto, ma con dolore di morte, non potendo vagare a mio modo. D'una cosa sola vi prego, ed è, che se non vi parrà degna d'esser veduta,la sopprimiate, non essendo dovere che, in concorrenza di due ragazzi, inventus ego sim minus habens. Ne va del vostro e del mio onore e dell'onor della lingua. E perchè allego a sospetto la vostra affezione, penso che la farete vedere al priore e al Contino.
Seguitate a comandarmi, e son tutto vostro. Rimandatemi a suo tempo la copia.





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