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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti
IntraText CT - Lettura del testo
LETTERA XXIII.
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LETTERA
XXIII
.
Volterra
, 26
Gennaio
16961698
.
Al medesimo.
Io non
so
che cosa si sia il mio
Capitolo
fatto
da me più per
devozione
che per altro.
So
bene
che il vostro è una gran cosa, e quanto più lo
leggo
, tanto più mi
rapisce
, e mi
solleva
tanto sopra me stesso ch'io me ne
vò
non
so
dove. Per
ubbidirvi
l'ho
considerato
più
attentamente
, e ho
notato
alcune
coserelle
, che a mio
giudizio
, si potrebbero
migliorare
.
Ma non sì che in
battaglia
col
temere
Non
vincesse
il
fidar
, con più
bell'
arte
,
Che fu
trionfo
poi.
Questo
discorso
che non è altro che una
semplice
narrativa
, mi
par
troppo
caricato
di
figure
, e vi si
vede
uno
sforzo
che
distrugge
tutto il
naturale
, e
difficulta
l'
intelligenza
. Chi
dicesse
così:
Men
già
dubbiando
e
sospettando
in
parte
,
Non però sì ch'a
fronte
del
temere
Vinta
si
stese
la mia
fe'
in
disparte
.
La
fe'
che
crebbe
allor che il
condottiere
....
Miglioratelo
voi:
Leggiera
sì, che l'
aer
nostra intorno
Le
staria
, come a
corpo
mortal
veste
.
Direi
:
Le
staria
come a
mortal
corpo
veste
,
Se
miri
al
peso
.
Ma bisogna ch'io
dica
uno
sproposito
. Voi
dite
che l'
aura
celeste
è tanto
leggera
, che il nostro
aere
starebbe intorno a quella, come la
veste
intorno al
corpo
, se si
mira
il
peso
. Tutto
bene
, se si ha
riguardo
all'
agilità
del
corpo
informato
dall'
anima
e alla
gravezza
della
veste
, che come cosa
inanimata
, non ha
nè
moto
,
nè
azione
.
Ma potrebbe
dir
qualcuno:
Se si
pesa
l'uno e l'altra, sarà sempre più
leggera
la
veste
che il
corpo
.
Fiume
che
stagnando
allaga
,
Non
corre
o
passa
, o
sa
che sia
ritorno
.
Direi
:
Non
corre
o
passa
, o
sàa
, che sia
ritorno
,
E il
volo
è tal ch'ogni
vista
s'
arrende
.
Oh qui
ringraziatemi
, e
vergognatevi
della vostra
superstizione
che vi ha
fatto
mutar
quel verso:
Occhio
di
vetri
armato
, per esservi
servito
di quell'
armato
due altre
volte
in
distanza
di dieci
miglia
. E come mai avete potuto farlo? 0 O
sentite
questa
terzina
, che con quel poco che ci ho
messo
di mio, è la più
bella
e la più
meravigliosa
che sia in tutto il
Capitolo
:
E il
volo
è tal che
fin
cola
si
stende
,
Ove
sol
per averne alcun
sentore
,
Occhio
di
vetri
armato
indarno
ascende
.
Si può
sentire
cosa più
degna
,
vaga
, e
poeticamente
detta
?
Quand'ecco in
mezzo
all'
abissal
fulgore
.
Questa
voce
abissale
mi
par
nuova
affatto, e
direi
piuttosto
eternale
o che
so
io.
Oh! siate
benedetto
che avete
levato
quei
costiritti
; non mi potevate mai fare il maggior
servizio
di questo, e
ora
stà
benissimo
, di
là
da
benissimo
.
Altro non ho da
dire
. Se sono
stato
buon
bambino
,
datemi
la
chicca
; e questo sia un
avvertimento
economico
ai vostri
servitori
, che quando mi
scrivete
, invece di
portar
le
lettere
alla
posta
, le
portino
a
casa
mia, che così non avranno a
passar
Arno
, e si
risparmieranno
parecchi
passi
. Oh!
bell'
avvertimento
di
padre
di
famiglia
.
Addio
.
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