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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti
IntraText CT - Lettura del testo
LETTERA XXVIII.
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LETTERA
XXVIII
.
Pisa
, ..
Gennaio
1699
.
Al medesimo.
Modicae
fidei
, quare
dubitasti
? Voi avete
fatto
troppo
torto
a me e troppo
onore
alla
sig.
a
Borghina
in
credere
d'aver
bisogno
della sua
mediazione
per
giustificarmi
con un vostro
servidore
. Ma di che vi avete a
giustificare
? Del non mi aver
riveduto
prima della mia
partenza
per
Pisa
?
Bisognerà
dunque ch'io ancora
faccia
lo stesso, per
essermi
partito
senza prima
riverirvi
di
nuovo
,
bench
'io possa
dire
con
verità
, che la
mattina
del 6
Dicembre
fui a
casa
vostra, e mi fu
risposto
ch'eravate in
Villa
. Eh per l'
amor
di
Dio
lasciamo
andar
queste
cose
, che non
importano
nulla, e
venghiamo
a quelle che
importano
. Voi mi avete
favorito
di
mandarmi
due
sonetti
del
Card.
Panfilio
, e mi
chiedete
il mio
parere
; che volete ch'io
dica
? Io
so
benissimo
che s' s'hanno a
lodare
i
componimenti
d'un
poeta
Cardinale
, che
compone
per esser
lodato
, e io ancora li
lodo
, essendo
pieni
di
sostanza
e di
bei
sentimenti
.
Direi
nondimeno che in qualche
luogo
vi è del
prosastico
, e che sono alquanto
slegati
, ma queste
slegature
siccome per lo più non sono
piaciute
al
secolo
che
finisce
, così forse non
piacciono
, e
piaccieranno
a quello che
comincia
; e però bisogna in tutte le
cose
adattarsi
alla
moda
. Io però mi
sposo
al vostro
miglior
parere
e senza
scriver
lettere
con
firma
ostensibile
, vi
prego
di
scrivere
al
March
.
Corsini
un
capitolo
di
lettere
a vostro
comodo
e
secondo
il vostro
sentimento
al quale mi
soscrivo
. Qui si è
veduta
una
canzone
stampata
dal
Menzini
sopra la
recuperata
salute
del
papa
, e se ne
parla
con
lode
. Io la
lessi
iermattina
, e la
riconobbi
subito dell'
autore
, alla
felicità
del
disteso
, e all'
essere
,
secondo
il suo
solito
, non molto
piena
di
cose
.
Sig.
r
Conte
mio
caro
, io sono più che mai tutto vostro
servitore
.
Addio
.
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