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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti
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LETTERA XXXV.
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LETTERA
XXXV
.
Pisa
, 3
Giugno
1701
.
Al medesimo.
Resto
persuasissimo
, non che
persuaso
, che quel
visibil
mondo
non solamente è ben
detto
, ma che non si può
dire
altrimenti, a voler
salvare
il
sistema
di questo
mondo
scientifico
, e
dico
, e mi
protesto
coram
Paroco
et coram
bestibus
, di
volerlo
per mio
legittimo
sposo
.
Ma
sapete
voi per qual
causa
io non gli volevo tutto il mio
bene
?
Perchè
non mi
rendeva
buon
suono
all'
orecchio
, col quale mi
trovo
alle
volte
a
cattivi
partiti
per non poter
contentare
una certa sua
sofistica
delicatezza
, che
degenererà
in
superstizione
, e
andava
pensando
, se in
vece
di
dire
Giacchè
il
visibil
mondo
, si
fosse
potuto
dire
Giacchè
il
cognito
mondo
, che
suona
un
tantin
meglio
, e non
pare
che
discordi
dalla vostra
Ipotesi
,
opponendosi
agli altri
mondi
incognito
, che si
chiedono
alla
natura
. Ma vi
sento
gridare
a
testa
fin
dal
Belmonte
e
dirmi
ch'io sono un
animale
indocile
e senza
ragione
, e però me ne sto
cheto
,
cheto
, come l'
olio
, e non
fiato
più per
cent'
anni
.
Vi
ringrazio
bene
della gran
carità
che mi avete
fatto
, e son tutto vostro,
vostrissimo
. State
sano
, e
datevi
bel
tempo
per me; che non me ne
do
punto
.
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