So che il male di quella chiusa non è male da biacca, e che bisognerebbe fare un piedistallo nuovo a questa statua. Tuttavolta non potendosi così di leggieri tor via tutto il male, ho procurato almeno di scemarlo con levar quella parentesi che serviva d'inciampo al lettore.
E se pur mi vuoi morto, e invan si chiede Ragione a te contro te stessa, e dei Negar giustizia e non donar mercede, Concedi almen, sebben nemica sei, Quel che a un nemico ancor l'altro concede, E piangi meco i tanti strazii miei.
Nell'ultimo sonetto ho mutato il secondo verso del primo terzetto
Ambo dunque piangemmo e ad ambo insieme Diè sventura diversa ugual dolore.
Compatitemi e correggetemi, e vi riverisco devotamente.
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