Io non so che cosa si sia il mio Capitolo fatto da me più per devozione che per altro. So bene che il vostro è una gran cosa, e quanto più lo leggo, tanto più mi rapisce, e mi solleva tanto sopra me stesso ch'io me ne vò non so dove. Per ubbidirvi l'ho considerato più attentamente, e ho notato alcune coserelle, che a mio giudizio, si potrebbero migliorare.
Ma non sì che in battaglia col temere Non vincesse il fidar, con più bell'arte, Che fu trionfo poi.
Questo discorso che non è altro che una semplice narrativa, mi par troppo caricato di figure, e vi si vede uno sforzo che distrugge tutto il naturale, e difficulta l'intelligenza. Chi dicesse così:
Men già dubbiando e sospettando in parte, Non però sì ch'a fronte del temere Vinta si stese la mia fe' in disparte. La fe' che crebbe allor che il condottiere....
Miglioratelo voi:
Leggiera sì, che l'aer nostra intorno Le staria, come a corpo mortal veste.
Direi:
Le staria come a mortal corpo veste, Se miri al peso.
Ma bisogna ch'io dica uno sproposito. Voi dite che l'aura celeste è tanto leggera, che il nostro aere starebbe intorno a quella, come la veste intorno al corpo, se si mira il peso. Tutto bene, se si ha riguardo all'agilità del corpo informato dall'anima e alla gravezza della veste, che come cosa inanimata, non ha nè moto, nè azione. Ma potrebbe dir qualcuno: Se si pesa l'uno e l'altra, sarà sempre più leggera la veste che il corpo.
Fiume che stagnando allaga, Non corre o passa, o sa che sia ritorno.
Direi:
Non corre o passa, o sàa, che sia ritorno, E il volo è tal ch'ogni vista s' arrende.
Oh qui ringraziatemi, e vergognatevi della vostra superstizione che vi ha fatto mutar quel verso: Occhio di vetri armato, per esservi servito di quell'armato due altre volte in distanza di dieci miglia. E come mai avete potuto farlo? 0 O sentite questa terzina, che con quel poco che ci ho messo di mio, è la più bella e la più meravigliosa che sia in tutto il Capitolo:
E il volo è tal che fin cola si stende, Ove sol per averne alcun sentore, Occhio di vetri armato indarno ascende.
Si può sentire cosa più degna, vaga, e poeticamente detta?
Quand'ecco in mezzo all'abissal fulgore.
Questa voce abissale mi par nuova affatto, e direi piuttosto eternale o che so io. Oh! siate benedetto che avete levato quei costiritti; non mi potevate mai fare il maggior servizio di questo, e ora stà benissimo, di là da benissimo. Altro non ho da dire. Se sono stato buon bambino, datemi la chicca; e questo sia un avvertimento economico ai vostri servitori, che quando mi scrivete, invece di portar le lettere alla posta, le portino a casa mia, che così non avranno a passar Arno, e si risparmieranno parecchi passi. Oh! bell'avvertimento di padre di famiglia. Addio.
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