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Vincenzo da Filicaia
Lettere inedite a Lorenzo Magalotti

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LETTERA. XXXIII.

Pisa, 23 Maggio 1701.

Al medesimo.

Queste mio sonettuccio sarà sempre famoso, mentre i suoi difetti v'hanno fatto dire tante belle cose. Io ve lo rimando, e perchè il suo male è poco meno che incurabile, l'espongo al taglio della vostra penna, e ho tanta fede in voi che son certo che guarirà. Accetto la mutazione della prima terzina, quanto al dire che il corridore sia vicino alla meta, ma quanto al modo di dirlo non ne sono ancora interamente risoluto, nel resto mi pongo tutto nelle vostre braccia, e ringraziandovi dell'amorosa bontà con cui vi degnate di favorirmi, vi riverisco, ma davvero. Addio.





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