Non vi dicev'io che alle vostre mani sarebbe guarito il mio sonetto di tutte le sue mascalcie? Detto fatto. Sonetti mal cubati, storpiati, rattratti, e fatti spacciati, venite pure allegramente all'Esculapio de' nostri tempi, che poserete subito le mazze e le gruccie, e salterete, e balzerete come pillotte. Una gran medicina è stata quell'altri mondi invece di nuovi mondi, e da principio era sovvenuto anche a me, ma comechè non conoscevo il male, non pensai neanche al rimedio, e così non ne feci altro. Solamente mi resta qualche po' di durezza intorno a quel visibil mondo, detto così assolutamente senza mettergli in dosso un po' di livrea che lo faccia conoscere per mondo scientifico. Ma mi direte che a farlo conoscere per tale basta l'aver detto di sopra che questo Sig.re sia giunto presso alle mete del sapere, e lo credo anch'io, e a poco, a poco mi pare di smaltire questa durezza. Io direi così, rimettendomi:
Onde se a voi nel gran cammin sì poco Resta, e già del saper presso alle mete Per voi manca nel corso, al corso, il loco; Altri mondi a natura omai chiedete Giacchè il visibil mondo a poco, a poco Scorso già tutto e conquistato avete.
Tant'è non sono ancora chiaro, chiaro. Vorrei addomesticarmi con quel visibile, e non ne trovo la via. Facciamo così: Sentiamo il parere del Priore, il quale non preoccupato nè da voi, nè da me, darà la sentenza giusta giusta intorno a questo visibile; Scusate questa mia impertinenza e troppa sicurtà, che ella sia, e con rendervi le dovute grazie di tanta carità, resto al solito tutto vostro.
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