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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
E tu, sommo Campion, che 'l mal presente
Fosti dal Cielo a divietare eletto,
Come affermasti; ed a ciò far possente,
Ben ti confessa il sovrumano aspetto:
Signor, vientene meco; io navi e gente
E ciò, che 'n guerra fa mestier, prometto:
Quanto può Samo, e quanto possa Scio
Da' cenni pende e da l'arbitrio mio.
Poi parentadi ed amicizie, quanti
Veggonsi oggi regnar per l'onda Egea,
E Lenno e Lesbo e la discosta Eubea.
Così parlando rinnovava i pianti
L'odioso spirto: ei tuttavia fingea
Volto a tentar con le sottil sue frodi,
Che sen gisse Amedeo lunge da Rodi.