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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
Subito fummo, io da mestizia oppresso,
Gelido il petto, e con le ciglia immote,
A lei di favellar non fu concesso:
Cotanto pianto l'inondò le gote.
Poi grida: e pur non ingannevol messo
A me venisti, e vere fur tue note?
E quivi di pallor copre l'aspetto,
Stracciando i crini, e percotendo il petto.