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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
XIV
E quel fedel, che da vicino il sente,
Dietro la voce, che 'l chiamò sen viene,
E dove il rimirò languir dolente
Porgea la man per medicar sue pene;
Ma quei: s'ho nel mio mal saggia la mente,
Nulla di viver più m'avanza spene,
Sì ne la piaga, e nel martir sofferto
Scorgo segnal, che di morir fa certo.