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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
VII
Il grandissimo Duce, al cui furore
Il campo d'Ottoman venuto è manco,
In quel bosco colà trapassa l'ore
Steso su l'erba infievolito e stanco;
Or se a vera virtù risvegli il core,
Vientene meco, e gli saetta il fianco;
Senza risco il farai, ch'ei non attende
Piaga nemica, e sonno forse il prende.