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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
XLIII
E così gli dicea: cessa il tormento,
Nobil fanciul, che ti destini a Marte,
E sappi che 'l cordoglio e lo spavento
Da le scole di lui vanno in disparte:
Le ferite del zio, che piagni spento
Ti siano specchio; indi raccogli l'arte
De le battaglie, e fian di gloria adorni
Se con tal pregio forniran tuoi giorni.