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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
XIV
Egli lo stuol de' suoi, che 'n mare estinto
Scorse affondar ne la tempesta rea,
Pianse dolente, e se medesmo; or vinto
I nobili occhi in sul mattin chiudea;
Quì fronte annosa, e lungo crin ritinto
In molta neve il messaggier prendea,
E di rigidi manti il busto involve;
Lo scote, e sveglia, indi la lingua ei solve: