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| Gabriello Chiabrera Amedeide IntraText CT - Lettura del testo |
XXVII
Chiunque aspira a le grandezze estreme
Più sempre vago di superbo impero,
E giù dal colmo ruinar non teme,
Ne lo stato di noi volga il pensiero;
Per alcun tempo a la mortale speme
Non si rappresentò specchio più vero,
Nè si mostrò come caduca e vana
Sia giuso in terra la possanza umana.