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Benedetto Biffoli
Rime

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XXXVII

 

Visto m'avete; e la mie destra mano,

l'ingegno, l'arte e la prava virtute,

sì come ad altri, a voi son quasi mute

per l'essere io da me stato lontano.

Non sarà presto l'andar mio né piano

innel principïar cose non sute,

nel petto mio dal vaglio ancor cernute;

ma non sonerà mai un verbo invano

ne' miei orecchi dalla lingua vostra,

che in terra caggio‹n› come cosa morta,

e lunga isperïenzia virtù mostra.

E l'amor del mostrare or sia la porta

alla mia debol fama in terra nostra.

Ossecro adunque: siate la mie scorta,

ché vigilant'e accorta

sarà la lingua, e la man pronta e lève,

servo legale ancora in parlar breve.




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