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Benedetto Biffoli
Rime

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Ad Nannam de Gherardinis.

 

Pensoso vengo a te, cara sorella,

con umiltà per far[e] difesa e scuse

del mie cantar, che par[e] ch'a te m'accuse,

ché sopr'ogni altra ho posto la mie stella.

Non biasimando, tu se' chiara e bella,

nobil di stirpe e ripiena di Muse;

contenta sia, perché nel cantar s'use

che sopra all'altre io doni loda a quella.

L'amore inganna sempre ogni suggetto,

sì che più bella apaia di splendore

sol quella stella al servo Benedetto.

Non ti maravigliar[e] che 'l suo ardore

non ha comparazion, perché è costretto:

più bella se' di ricchezza e d'onore.

Ma non sì gran chiarore

del volto mi risuona la tuo faccia,

quanto di quella ch'io seguo la traccia.




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