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Benedetto Biffoli
Rime

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XXV

 

Ad tandem.

 

Tacitamente cercando riposo,

il servo amante a te, perla, s'inchina;

con umil voce, o stella mattutina,

piatà dimanda al tuo viso grazioso.

I' son colui che 'l giorno vo pensoso,

sempre dicendo: «Ov'è l'alma divina?»

Dimando ciaschedun[o] sera e mattina:

«Dov'è il fresco mie giglio dilettoso?».

Triste mie vita, mentre non ti veggio!

E vo gridando come mugghia il toro,

di te pensando, com'è, donna, al peggio.

Amor mie caro, o ricco mie tesoro,

merzé, signor benigno, ora ti chieggio:

amante son che per te mi divoro.

El giorno e notte ploro,

merzé chiamando, ché 'l cor si disface:

«Merzé, fanciulla, ormai rendimi pace!»




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