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Benedetto Biffoli
Rime

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XXXV

 

Il giorno sesto del mese d'aprile,

passando solo per dolce contrada,

d'una fantina, che tanto m'agrada,

vidi l'aspetto tutto signorile.

Allegro isguardo, onesto e gentile

el volta avea: onde 'l mie cor s'aghiada;

chieggo merzé, e non ho chi mi trada

alcuno aiuto: onde i' son fatto vile.

Vo rimembrando el mondo peregrino

di quella chiara stella luminosa,

e giorno e notte, perfino al mattino,

la mia dolente vita non ha posa.

O gentil viso angelico e divino

che m'hai legato il core, o fresca rosa!

Tu se' tutta gioiosa;

ferito m'han ben mille colpi e mille

degli occhi tuoi: l'amorose faville.




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