| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
XI.
È nell'uomo una certa tendenza istintiva e fatale a trasmutarsi; e in una postuma trasformazione di se stesso ha persino cercato la soluzione del mistero finale. La mitologia greca, con una insistenza che ha del singolare, si compiacque di trasformare divinità e uomini e animali e cose in una diversa natura. Nei tempi più fertili di poesia erudita, specialmente negli alessandrini, i poeti ne secondarono l'esempio. Nicandro del secondo secolo avanti l'era volgare e Partenio del primo poetarono intorno alle metamorfosi più favolose. Antonio Liberale, sotto gli Antonini, formò d'una cosiffatta materia una vasta collezione dai vari autori. Ovidio ne intessè il suo capolavoro, che si apre con la metamorfosi del caos in universo ordinato e si chiude con la trasfigurazione leggendaria di Giulio Cesare in cometa.
Ma solo il poeta che, procedendo per gli empî giri d'un regno popolato di ombre, ebbe sempre dinanzi a sè viva e reale la visione dell'uomo rifatto carne e attraverso alla carne tutto lo scrutò e lo intese e lo vide infino al cuore, seppe discernere nella colpa dei falsatori di se stessi una metamorfosi criminale.