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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
Vedete questi due barili? Non contengono vino rubato nè adulterato; ma acqua, pura acqua di mare, la quale è il corpo di un delitto di contrabbando. Il contrabbandiere è un provvido padre di famiglia, che non ha fatto altro male se non quello di continuare di pieno inverno in casa i bagni marini alla sua prole rachitica e scrofolosa. La maestosa immensitudine del mare non gli ha destato un solo sospetto della meschina fiscalità della legge e gli ha fatto credere che cento litri sottratti ogni giorno dall'onde immense dell'oceano non l'avrebbero seccato. Ma dal mare si sottrae il sale e il sale è monopolio del governo d'Italia, il quale, nonostante la sua proprietà d'una sterminata salsedine, è così sciocco che non distingue un contrabbando da un semicupio e un padre amoroso da un audace contrabbandiere.
E questo tabacco? Ha un'origine simile. Il biondo figliolo d'Albione ha pensato di fornire per un mese la sua pipa, che fuma superbamente sotto la cappa d'un cappello a larghe falde durante il suo sospirato viaggio in Italia; ma alle porte della prima città ha dovuto lasciare l'unico bagaglio che aveva, il sacchetto del tabacco londinese, e ora vaga solo e sconsolato per le inospiti vie, come già incomincia a chiamarle per l'unica ragione della sua pipa.
Queste scarpe che vedete, quasi tutte con le suola di legno e guarnite di chiodi come porte del cinquecento, han servito a ritrarre le impronte di chi ha mosso al delitto. Nulla di più fallace e di più temerario di un tal mezzo di indagine. Chi imprime sulla via del maleficio le orme della sua calzatura è quasi sempre un abitatore dei campi e della montagna, il quale acquista le sue scarpe ai mercati, alle fiere, alle botteghe di robevecchie, oppure le commette al ciabattino del suo villaggio, che tira il cuoio più grossolano sopra quel solo paio di forme con cui contenta uomini, donne e ragazzi e tutta la sua rustica clientela. D'altra parte il suolo calpestato, anche se umido e piano, non serba a lungo le orme che vi sono state impresse, sia che nuova pioggia le cancelli, sia che il sole o il vento o l'ardenza le dilati. Se poi il terreno è mosso e lavorato o di sua natura fragile e bricioloso, allora l'indagine si fa sempre più difficile e temeraria. Eppure nelle processure giudiziarie più delicate il carabiniere e il magistrato con lui seguono volentieri "l'orme dei passi spietati" che debbono ad ogni costo guidare all'agguato, al furto, all'incendio, credendo di battere una via soda e sicura e non riflettendo che il tenue piede di Teti e il poderoso tallone d'Achille non gli porgerebbero maggior sicurezza di indizio che fosse degno della fantasia d'un poeta, non che della prudenza d'un areopagita.
Codeste stampiglie sono le "impronte digitali" lasciate sui muri, nelle carte, sui cadaveri stessi. Rappresentano un progresso della polizia scientifica, ma in realtà rispondono alle stesse ragioni di indeterminatezza. Varranno a distinguere la mano di una donna da quella di un uomo o quella di un fanciullo da quella di un adulto, oppure varranno a identificare la sinistra insanguinata di un mancino, oppure una mano anormale per forma e misura, ma non basteranno a creare un indizio se non di confronto e di riaffermazione.
Ecco qua, su questo polveroso scaffale, tutta l'arte e la letteratura del delitto.
Sono incisioni, fotografie, libri, che si vendono col titolo attraente e spesso mistificatore di eleganti, curiosi, proibiti. Voi sapete che ormai la fotografia non ha conquistato soltanto i più sublimi e luminosi spazî del cielo ma ha ritrovato anche i più profondi e oscuri meandri della natura; e vi immaginate facilmente quale arte e quale commercio siano colpiti con la confisca di questi oggetti. Ma forse volete conoscere quale inverecondia si denudi in queste figure e su queste pagine, sì da meritare una sanzione della legge che concede all'arte e alla letteratura di professare impunemente in ogni tempo e in ogni paese e nel marmo e su la tela e nella carta la gloria del nudo e il trionfo della carne.
Ah! voi stupite perchè, se togliete alcuni di questi libri che non avete visti in tutte le case e in tutte le librerie, se togliete alcune di queste immagini che sono fra le meno concupiscienti e più triviali, avete veduto e letto di più e di peggio nella libera e impunita produzione artistica e letteraria di tutti i giorni. Il vostro stupore è giusto e tocca una scabrosa quistione intorno ai confini del lecito con l'osceno, la quale io non posso discutere qui su due piedi, con vostro terrore.
Passiamo oltre e disponiamoci a uscire.