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Giovanni Rosadi
Tra la perduta gente

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VI.

 

Queste vesti, questi cappelli, questi bastoni, questi lenzoli, questi guanciali sono altre figure inanimate del delitto e possono appartenere tanto alle vittime quanto ai ribelli. Le une e gli altri se ne spogliano e le lasciano spesso sul luogo del delitto; ma sovente non sono che una traccia equivoca de' due opposti soggetti. Tutto il segreto e anche tutto il pericolo dell'indagine sta nella ragione e nel nesso di appartenenza. Ne fa fede l'esempio più vieto degli errori giudiziari.

Una delle prime mattine del 1507 fu assassinato un uomo in una strada di Venezia. Un garzone fornaio, che poco dopo passò per il luogo del delitto, vide un cadavere e accanto un pugnale. La ricchezza del manico cesellato lo invogliò a raccoglierlo; ma gli sgherri che a qualche distanza lo avevano scorto chinato a terra lo rincorsero e lo disarmarono. Quell'illecito possesso era un fatto criminosamente distinto dall'omicidio, avrebbe detto nella sua dialettica classica il penalista lucchese, ma i giudici della repubblica veneta non seppero concepire una così ragionevole distinzione, la quale circoscriveva la consumazione d'un solo delitto, il furto del ricco pugnale, ma non l'omicidio; e il povero fornaio non pensò a dedurla a sua discolpa. Al tramonto del 20 marzo il suo corpo penzolò tra Marco e Teodoro, sulla corda che si legava alle colonne della Piazzetta quando si impiccavano i condannati; ma poco più tardi si scoprì il vero assassino. Allora la Quarentìa, che aveva confuso un uomo incolpevole con uno strumento di colpa, che è quanto dire un reo con un innocente, ordinò che una voce ammonisse d'allora in poi i magistrati prima di giudicare: "recordéve del povero fornèr".

- Cose vecchie! - voi mi dite subito. Ma l'errore è sempre nuovo, se in ogni tempo si ripete. Non lo credete? Ebbene, nel licenziarmi da voi, non voglio farvi un triste augurio: quello di doverne fare una volta la prova sopra di voi. Ma se, giudici e non giudicabili, sarete chiamati un giorno a sillabare la giustizia del e del no, rievocate alla vostra memoria, nonostante l'uggia che per mia colpa ne avete oggi provato, queste languide figure inanimate, e prima di imprimere anima e corpo a un chiodo o ad una canna, a un laccio o ad un coltello, ricordatevi del povero fornaretto.


 

 

 




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