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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
Dal processo di parricidio lampeggiò qualche guizzo di anomalia mentale, che la difesa si studiò di trattare come pazzia; ma l'Agnoletti non era pazzo. Non era neppure Radamisto che trucida la moglie idolatra per sottrarla alla signoria del nemico; non era neppure Virginio che svena la figliola intatta perchè non sia contaminata dal tiranno; ma era Medea che sacrifica i figlioli al bisogno di una vendetta efferata. Vendetta malvagia e raffinata: ecco il "giusto principio filosofico" che l'Agnoletti scriveva averlo mosso a strappare l'unico figliolo alla madre da lui odiata. L'Agnoletti era un delinquente nato, che rivelava tutti i segni di una tale natura. E poichè il delinquente nato non riceve un particolare trattamento dalla nostra legge scritta, i giurati condannarono l'accusato a vita, facendogli grazia del capo con la concessione delle attenuanti in suo favore.
Nel parricida di Milano la colpa era tutta della sua natura, non della società, che gli aveva anzi prodigato gli agi e i privilegi di un'immeritata fortuna; e i giurati che per l'ufficio e l'indole loro non fanno dell'antropologia ma della sociologia, applicandola in forma di protesta e di voto contro certe imperfezioni legali e sociali, i giurati non poterono scorgere altra giustizia verso il parricida milanese se non quella di una severa condanna.
Invece nell'omicida fiorentino la colpa era tutta della società, conservatrice inescusabile di una legge ingiusta e ipocrita, la quale sacrifica i figlioli sempre innocenti dell'adulterio ad una bigotta e mentita idolatria verso un mito d'ordine morale che si rivela alla prova tanto irrisorio e mendace, quanto all'idea è ingenuo e sublime, l'indissolubilità del vincolo nuziale, e che si risolve nel frequente dilemma dell'uxoricidio o del lenocinio, del parricidio o del bastardume, del suicidio o della prostituzione. E però Dante Sodini, vittima ribelle, che pure uccise una creatura umana, fu assolto.
La verità della natura ebbe ragione della finzione della legge.