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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
VI.
Quando all'assise delle Alpi Marittime a Nizza si svolgeva nel 1892 l'accusa di omicidio contro il signor Deacon, che aveva ucciso il signore Abeille, amante della moglie, un foglio francese, l'Echo de Paris, pubblicava l'opinione sfavorevole all'accusato di Alessandro Dumas giuniore. L'opinione era destinata al più grande rumore, come quella che apparteneva a chi aveva gridato un tempo con tanta audacia - uccidila - al marito che coglieva la moglie in adulterio. - Tue-la - è infatti la conclusione dell'Homme-Femme del vecchio romanziere. Ora le ragioni della nuova opinione sono non già una tarda sconfessione di quel grido ma la più ragionevole e preziosa riaffermazione.
- La cosa più importante di questo processo - scriveva il Dumas - è di sapere se il presidente e l'avvocato generale si decideranno a riconoscere e invocare quella legge del divorzio il cui principale fine è stato di sopprimere l'uxoricidio e di assimilare l'uxoricida a tutti gli altri delinquenti ordinari, che agiscono sotto l'impeto dell'ira, della vendetta e della riflessione. Io che ho detto tue-la, che passo per aver predicato la dottrina dell'assassinio coniugale e che mi avvicino all'ora in cui dovrò lasciare questo mondo, non vorrei andarmene carico di soverchia riprovazione; e però supplico il presidente dell'assise di Nizza di voler ricordare al prevenuto, con tutta la delicatezza e la benevolenza dovute agli assassini, che da dodici anni è in Francia una legge la quale ristabilisce il divorzio, e che non sono più io che dirigo e spingo la mano del marito disgraziato, e che il delitto ch'egli ha commesso è senza scusa legale. Non tengo alla condanna del signor Deacon, se proprio i giurati hanno fatto voto di non condannare nessuno; ma, pel principio, perchè la legge del divorzio produca tutti i suoi effetti, si potrebbe condannarlo invocando un'altra legge nuova, la legge Bérenger, e non fargli subire la pena se non in caso di recidiva, la qual cosa equivarrebbe alla tradizionale assoluzione. Infatti gli annali giudiziarì non fanno menzione fino ad oggi di un marito che abbia ucciso un secondo amante della moglie dopo avere ucciso il primo, anche nel caso che ella ne abbia parecchi. E allora i mariti, ai quali l'avvenire riserba disgrazie simili, saranno avvertiti ufficialmente che essi hanno soltanto il diritto di ripudiare, e, se verseranno il sangue del prossimo, saranno assimilati agli assassini ordinari. Ed io col mio tue-la potrò presentarmi innanzi al presidente delle assise eterne con le mani ancora più terse di quelle di Pilato.
Il presidente dell'assise di Nizza, con tutta la delicatezza e la benevolenza dovute agli assassini, contentò di gran cuore il Dumas e citò il suo parere, il quale, anche se non piaceva al signor Deacon, era lo svolgimento lento e razionale di un'antitesi sicura.
Se Alessandro Dumas vivesse oggi in Italia, dove non vige una legge del divorzio, e parlasse ai mariti italiani, dovrebbe gridare ancora una volta e sinistramente: - tue-la!