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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
IX.
Intanto la difesa giuridica della società oggi non è meglio ordinata di quella politica, perchè manca ugualmente di precetti coerenti e omogenei. Il giudizio e il trattamento degli irresponsabili, in che si riassume il compito più delicato della giustizia, si perdono nell'ordine delle idee contingenti e arbitrarie. La responsabilità è giudicata e trattata mercè un'impura panacea di tutti i detriti e di tutti gli scolaticci della scuola classica e della positiva, della vecchia medicina legale e della nuova veterinaria comparata, di una giurisprudenza a tariffa di gabellotti e di un'arte forense senza disegno e senza colore.
Qui è lo sconcio maggiore che abbia mai offerto l'espediente di una transazione. La scuola classica aveva ragione di mandare impune il reo che dichiarava irresponsabile per difetto di coscienza o di libertà de' suoi atti, perchè questo difetto riconosceva sol quando era estremo e morboso intanto che confinava per suo programma il quadro della morbosità nei casi più vistosi ed estremi. La scuola positiva ha moltiplicato i criteri dell'irresponsabilità, ma non per dilatare, sibbene per restringere i confini della difesa sociale, giacchè ha trattato gli irresponsabili più severamente dei responsabili proponendoli non alla libertà ma alla segregazione. Ora nelle giostre giudiziarie avviene che si discute dell'irresponsabilità con gli sconfinati criteri della scuola positiva, la quale ne fa la regola di una più rigorosa tutela, e poi la si giudica con le sanzioni vigenti della scuola classica, la quale ne fa la base di un'eccezione liberatoria.
Mette il pelino allo sconcio un mezzo termine sancito dalla nostra legge51, secondo il quale il reo assolto per infermità di mente può essere mandato al manicomio per libera disposizione del giudice. Ma al manicomio si scopre tutta la realtà dell'errore, perchè si riconosce che l'irresponsabile era tale in senso assoluto e non relativo, vale a dire non nel senso per cui si chiudono gli uomini nei manicomi nè in quello per cui si mandano i rei in libertà; e però, sulla fede del medico, ne viene presto o tardi dimesso. Il giuoco, che consiste nel baratto e nella confusione dei termini relativi con quelli assoluti, non potrebbe essere più folle nè più nefasto alla coerenza del diritto e alla difesa della società.
In teoria assoluta ogni uomo non è mai responsabile, perchè o non ha conosciuto il male che ha compiuto o non ha potuto evitarlo. Se non l'ha conosciuto ha subito un difetto di coscienza; se non ha potuto evitarlo ha risentito un vizio della volontà, che era o tarata di sufficiente virtù organica o sopraffatta da una forza maggiore d'occasione, perchè nessuno per suo deliberato proposito vuole non volere. Io non so dimenticare il mio omicida che pareva tanto brutale ed era così esteta! Gli chiesi come mai per un futile scontro di strada e in un semplice urto di mani avesse impugnato il coltello e ucciso.
- Che vuole! - rispose - mi cascò il cappello e rimasi tanto male!
Per tutto quanto si è discorso bisogna concludere che la maggior fortuna del mondo si ridurrà al migliore ritrovamento di un'arte capace di antivenire le cause trattabili del malefizio col dar luce all'intelligenza, signoria alla volontà, elevazione al sentimento.
E tale è l'arte dell'educazione.