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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
VII.
Ma s'ingannava. Non tutti sono trascinati al carcere nolenti e dolenti, come non tutti sono condotti ignari o involontarî al martirio, alla guerra, alla morte. Il carcere ha i suoi dilettanti, i suoi volontarì, come li ha la fede, la milizia, l'abisso. Quei quattro compagni erano alla pari di lui dilettanti della pena. Infatti, come chiese perchè si trovassero in quel luogo, quelli risposero con la più spontanea giovialità e quasi tutti in un tempo: - abbiamo rotto i quattro vetri del lampione che è sulla porta della questura e ne abbiamo rotto uno per uno perchè ci legassero tutt'e quattro e ci rinchiudessero qui dentro a fare la pasqua con l'agnello, perchè domani tocca l'agnello.
Non chiese altro. Gli bastò questa brasca risposta per convincersi che anche sotto l'aspetto delle intenzioni c'è poco da distinguere tra la varietà della colpa e i gradi della miseria e si persuase che neppure la volontà del sacrifizio era sua unica e consolante prerogativa.