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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
III.
Chi ignora i dedicatori?
Sono le spie della felicità e d'ogni avvenimento di apparente allegrezza, al quale vogliono dedicare un canto, un fiore, un omaggio a buon prezzo.
Sei stato finalmente nominato cavaliere? Eccoti l'epigrafe scritta in pergamena o sul vetro, che esalta il raro e straordinario avvenimento. E ben ti sta!
Hai strappato la laurea di dottore? Tuo padre pagherà anche il sonetto.
Ti chiami Pier Francesco? Nel giorno di San Pietro e in quello di San Francesco sarai puntualmente salutato da un poeta dimenticato a torto nella miseria.
T'è nato il dodicesimo figliolo? Ecco la Musa gioconda che canta la tua invidiabile fecondità e riempie la tua casa di auguri per il più prossimo principio d'una nuova serie.
Vai a nozze? La strofa più scellerata ti anticipa le amarezze del nuovo stato. E se anche hai settant'anni, sei sempre
giovine sposo e nell'amor valente;
come la tua donna, anche se vedova di quattro letti, è ancora
vergine pura e per candor tremante,
perchè l'epitalamio è uno solo nelle dedicazioni circolanti. Infatti, avendo un dedicato, che condusse moglie nella casa paterna, posto il suo sonetto nuziale in cornice accanto a quello del padre, si riscontrò che i sonetti erano un solo e dello stesso poeta offerente. Solamente le date erano diverse e distanti di trent'anni. Tanto è resistente e ostinata la vita di questi plagiarî!
Un dedicatore, sol perchè si chiamava Girolamo Parini, si credeva in diritto di offrire all'infinito queste strofe, dichiarando ogni volta, in una supplichevole prefazione, di averle improvvisate per il fàscino della bellissima sposa e sottoscrivendo "G. Parini":
distendendo in sul guancial;
e il bel crine oltre il costume
che va e viene all'onda egual.
Bel vederla all'improvviso
fra le grazie ingenue e schiette
Tutte queste son truffe, che la singolarità dell'occasione può perdonare ma non giustificare. Eppure possono liberamente sussistere e perdurare come elementi di consuetudine, anzi di professione!