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Giovanni Rosadi
Tra la perduta gente

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IV.

 

Ho còlto questi tre casi tra i tanti del libro della mia memoria perchè il succedersi di questi in un solo anno e nella medesima città è indizio d'una relazione e d'un'influenza tra loro. E la relazione e l'influenza consistono nella forza morale dell'esempio, che induce ad agire dentro la sfera delle stesse circostanze in cui altri ha agito; consistono nell'attraenza del fatto compiuto sulla disposizione a compiere un fatto uguale; consistono nel contagio dell'idea morbosa quale si scorge ne' suicidi, che avvengono quasi sempre a serie di due, di tre, di quattro per volta. Ma l'indulgenza dei giudici, ma l'arte dei difensori, ma l'incoraggiamento delle miti sentenze sono una supposizione fatua e arbitraria.

Prima di tutto il Parentini, il Cagnacci, il Nesi furono tutti condannati, benchè a non gravi pene. In quell'anno imperava una norma di giurisprudenza, ritornata presto nel nulla, che inibiva a quel modo che nei tre casi raccolti inibì, di sottoporre ai giurati il quesito dell'assoluzione sul fondamento dell'infermità derivante dall'accesso della passione.

Ma poi il Cagnacci scannò la moglie e strangolò il figliolo quando il Parentini non era stato ancora giudicato e il Nesi menò le sue trenta coltellate dopo che il Cagnacci aveva riportato sul capo la maggior condanna.

Dunque non l'incoraggiamento delle pene miti ma il contagio dell'idea morbosa, ma il funesto esempio di chi delinque in circostanze uguali è la causa e la spiegazione del triplicarsi di un identico delitto in uno stesso anno e nella stessa città. Il fenomeno è confermato dall'analogia dei suicidi. Or non è molto, una guardia comunale di Napoli accorreva al rumore di un'esplosione avvenuta nella via pubblica e scorgeva in terra un uomo che s'era esploso un colpo di rivoltella al cuore. Lo raccoglieva cadavere e lo trasportava all'ospedale. Il giorno dipoi tornava sul luogo del suicidio e si esplodeva un colpo di rivoltella al cuore. La serenità del cadavere raccolto il giorno innanzi, il compianto udito dalla bocca di coloro che l'avevano veduto, la fama laudata dell'uomo che pure al buon nome aveva preferito la morte, furono necessariamente le cause occasionali del secondo suicidio avvenuto per influenza del primo.

Di tali influenze non è miseria nell'argomento dell'omicidio. Vo' dirne un solo esempio, che ha ancora una stretta relazione con i tre esposti. Un armaiolo fiorentino, di nome Natale11, si trovava nella sua bottega di armaiolo con la moglie Adele e contestava a lei alcune ragioni di sospetto sulla sua fedeltà. A un tratto Natale non trovò più argomenti da rinfacciare alla moglie, tranne quello di impugnare una pistola ed esplodere a bruciapelo un colpo, il quale le bruciò le vesti ma la lasciò illesa. Ebbene, la bottega dell'armaiolo geloso era nella stessa casa dove avvenne la strage di una moglie e del suo amante per opera del Parentini. E le parole proferite prima dell'esplosione erano state queste: - Ricordati che qui ci lasciò la pelle una donna come te!

Quanto contagio in uno stesso ordine di disposizioni al delitto!

 

 

 




11 In considerazione d'un fatto scevro da conseguenze funeste taccio il cognome; il nome no, che il fatto merita d'essere precisato.






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