| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
IV.
Ed ecco il delitto.
Nell'orrido abituro del sesto piano, lugubremente torreggiante nel mezzo di Firenze addormentata, dorme il tiranno, dormono gli schiavi, i quattro figlioli, sola la vittima di un antico sacrifizio del cuore siede e veglia e lavora. Ma la vista dell'uomo che dorme, sazio e avido insieme del proprio piacere e dell'altrui tormento, la irrita e la accende assai più che se quell'uomo parlasse e inveisse contro di lei. Allora non ricorda e non piange tanto il male che si fa a lei quanto il bene che si toglie a' suoi figlioli impedendo che un altr'uomo possa farsi valido sostegno a lei ed a loro; sente la catena dei patimenti e delle privazioni a cui la vincola la legge con un nodo che vuole indissolubile perchè lo finge sopportabile: scorge l'abisso che le si apre davanti; per non cadervi vi si precipita; brandisce la più grossa coltella che sia in casa; invoca la Vergine, inginocchiandosi estatica davanti alla sua immagine che tante volte ha invocato invano; appunta la lama alla carotide del marito giacente di fianco; l'affonda tutta e la lascia confitta nel guanciale.
Tutto ciò era atroce, ma necessario.