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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
II.
Avviandovi per il primo tratto dell'Ambrogiana, come si chiama il manicomio di Montelupo, l'aspetto delle cose vi dispone di grado in grado a maggiore pietà. In ampî cameroni i cronici spaziano liberamente, non creando dissidî nè complotti fra di loro, perchè ogni infelice qui ha da badare a qualche sua particolare e importante occupazione, che non consiste in altro se non nell'inseguire e nell'elaborare le idee dominanti del circolo sconnesso delle varie aberrazioni.
E qui le follìe si mescolano alle follìe, i delirî ai delirî. Il movimento incomposto di quella gente segue lo stesso ritmo delle sue idee erranti; ogni stanza abitata a comune da l'immagine di uno di quei cervelli sconvolti. Quante volte la frase più strana è ripetuta da una stessa voce! E non è quasi mai contraddetta ma soverchiata da altre voci più alte e acute. Par d'essere in un'assemblea politica nell'imminenza d'una votazione solenne, quando ogni votante grida non per imporre, che sarebbe inutile, ma per ostentare il suo voto.
Ma ecco che incomincia la serie lugubre delle celle.