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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
III.
In cerca di maggior fortuna, andò tra l'82 e l'83 negli Stati di America, nel Canada, nella Scozia e in Francia. Meta di questi viaggi era un servigio che voleva rendere al movimento estetico; e consistette in conferenze che tenne su per i teatri con molta teatralità, parlando più particolarmente dell'estetica del Rinascimento inglese e di arte decorativa. Intorno alla quale per lo meno professava idee di buon gusto; per esempio: "non bisogna, nella decorazione della casa, imitare una materia con un'altra; non bisogna dipingere il legno a imitazione della pietra o la carta da parati con l'apparenza del marmo". Oppure: "ci fu un tempo che ogni cosa era bella; il vero fondamento d'ogni manifestazione artistica era: stimate e onorate l'artigiano; per altra via l'arte diventa il lusso di pochi opulenti e la moda di poche stagioni". Nondimeno la fortuna letteraria si risolse nello scherno col quale spesso il conferenziere fu annunziato, accolto, giudicato; quella pecuniaria fu tale che lo trascinò alla miseria.
Lo sollevò da questa infruttuosa e triste condizione l'incontro con la bella e gentile irlandese Costanza Lloyd, che gli accordò la sua mano e una sufficiente dote. Quando nel maggio dell'84 si fecero le nozze a Dublino, lo sposo esteta volle dirigere la parte decorativa, imponendo anche l'abbigliamento della sposa, la quale, semplice e buona com'era, apparve anche in seguito e più volte sgomenta di trovarsi vestita alla greca tra una folla di invitati e invitate dalla moda più corrente e fastosa. Ma dalle comodità della nuova vita potè finalmente sorgere lo scrittore, che per la sua natura singolare non avrebbe potuto venir fuori dal raccoglimento e tra le privazioni. Ai Racconti fantastici, che sono forse la prosa più caratteristica di lui, già sparsi per i giornali, succedono le Intenzioni, libro paradossale in cui batte di fronte gli aforismi comuni della borghesia; poi Doriano, il romanzo più clamoroso; poi la Casa dei melagrani, una raccolta di novelle squisite e immaginose; il Dovere del delitto, uno specchio nitido e luminoso di un caso di suggestione criminale; poi gli altri scritti che si frammezzano con le opere drammatiche rappresentate anche a tre e quattro per volta sui teatri di Inghilterra e talune anche negli altri teatri d'Europa. Il marito ideale, Una donna di nessun conto, Tragedia fiorentina, Il Ventaglio di lady Windermere, Salome sono componimenti che rivelano non un genio drammatico, ma un ingegno versatile, signore dell'arte sua, conoscitore del suo tempo.
L'opera letteraria del Wilde, oggi è nota anche in Italia. Resta a sapere quanto fosse fortunata nell'attualità della sua produzione e durante la vita dell'autore. - Ignoro - dice Enrico de Régnier - se i suoi versi valessero quelli di Algernon Swinburne, ma so che un volume di saggi della più ingegnosa dialettica, un romanzo drammatico e significativo, quattro bellissimi racconti e la fama indiscussa che lo proclamava primo tra gli esteti d'oltre Manica gli conferivano gloria e testimoniavano l'importanza della sua persona. Piacque, dilettò, stupì. Ci fu entusiasmo per lui, ci furono fanatici. Ricordo come la signora di un amico nostro affermasse di vedere intorno alla fronte del suo ospite un'aureola luminosa.... Lo ammiravano e si ammirava da sè con compiacenza profonda. Aveva un corteo di discepoli, una scorta di referendari. Non gli mancò la gioia di vedere le proprie opere sfarzosamente edite. I suoi poemi si vendevano rilegati in pergamena bianca con fregi d'oro, il suo Doriano con una copertina di preziosa carta color grigio, da sembrar cenere di sigarette, la Casa dei melagrani con custodie di tale carta da simulare preziose stoffe per panciotti. Si rappresentavano con buon successo i suoi lavori in molti teatri.
Era dunque sulla vetta della gloria: da sè stesso si chiamava re della vita: e ciò in grazia del carme.