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| Giovanni Rosadi Tra la perduta gente IntraText CT - Lettura del testo |
VI.
In riga in riga, tra questa gente dispetta, i finti protettori di celebrità.
Alcuni non si scomodano di più che offrendosi alle celebrità artistiche e stipulando con loro l'applauso su certi punti convenuti d'uno spettacolo teatrale, ma in realtà non si scaldano in applaudire, non turbano la sincerità dello spettacolo, anzi non vanno nemmeno al teatro. Ma vi andrebbero o lascian credere che potrebbero andarci: e questo è il plagio e il titolo del guadagno.
Altri si presentano alle celebrità politiche e non fanno di più che un discorso di questa misura:
- Ieri mi trovai all'osteria mentre, si diceva male di lei. Naturalmente presi le sue difese, e due o tre rimasero presto persuasi. Pagai da bere a loro e agli altri e da ultimo mi tirai dalla mia parte anche quelli. Ma bisognò leticare e bere fino a mezzanotte....
È certo che all'osteria tutti dissero male dell'uomo politico, a cominciare dal plagiario che poi andò a vantargli le sue difese; ma dell'uomo politico si poteva e si potrebbe dire anche di peggio; e però il largo rimborso delle libazioni durate fino a mezzanotte è meritato.
Alcuni plagiarî invece esercitano il plagio con una attività non più faticosa ma almeno ideativa: come quelli che fanno professione di riportarvi le cose che non avete smarrite: o di ripetere la testimonianza che avete loro dettata: o di far la guardia in qualche luogo in cui volete dar l'assalto oppure sperate pararlo: o di simular furti: o di sfruttare con bei modi colpe segrete: o di usurpare i segreti dell'altrui ingegno.
In una città di Toscana è stata istituita un'agenzia che traffica giocondamente sul capo della gente ammalata. L'agenzia si sceglie un soggetto uremico o tubercoloso in stato non appariscente e gli promette una somma se sottoscrive una proposta di assicurazione su la vita, conchiusa la quale gli sarà pagata la somma. Il compare, istruito dall'agenzia, risponde maliziosamente al medico visitatore, se già l'agenzia non s'è accordata anche con lui, occultando alcuni fatti e altri simulando intorno alla sua salute; e l'assicurazione è conclusa. Allora l'agenzia, col titolo di un'impresa di mutui o sotto il nome di uno de' soci, si rende cessionaria della polizza e aspetta la morte dell'assicurato per riscotere il premio d'assicurazione.
Plagiarî più lugubri ma degni di pietà e di rispetto son altri candidati della morte: son quelli che vendono la propria salma alle società per la cremazione dei cadaveri. Meritano il più amaro rispetto e la più stringente pietà quando si vendono per porgere l'ultimo aiuto e l'unica eredità ai loro poveri superstiti; ma non pochi stringono il triste affare per procurarsi il mezzo di ben altra soddisfazione, con la quale possano chiudere degnamente la vita, come la meretrice che vende l'ultima volta e anche fatto esanime il suo corpo, per dare ancora un sacrifizio di sè al suo spregevole sfruttatore.