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Francesco Redi
Lettera intorno all'invenzione degli occhiali

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)
quod-ylari

    Testo
501 | quod 502 Testo| fusca fuerint, adulterari quodammodo formas, quæ ex rebus depromuntur, 503 | quoque 504 Testo| ILLVSTRISSIMO~SIGNORE~ ~QVella sera, nella quale il Sig. 505 Testo| ingenio mansionem. Dal che si raccoglie che, se il Frate Alessandro 506 Testo| come nella medesima Cronica racconta il Maestro Fra Simone da 507 Testo| suo genio, agramente mi rampogni, e cruccioso mi rimproveri 508 Testo| da Peccioli Pisano, che rapportando, com’egli stesso afferma, 509 Testo| quodammodo formas, quæ ex rebus depromuntur, talesque qualia 510 Testo| species, uti sunt, in pupilla recipi; si vero viridia, cærulea, 511 Testo| indovinare, in qual anno recitò Fra Giordano quella sua 512 Testo| Obbligatiss. Serv.~Francesco Redi.~ ~ ~ ~ 513 Testo| colla sola dottrina delle Refrazioni, senz’averlo mai veduto. 514 Testo| in corporalibus in domo Regis Æterni fecit suo ingenio 515 Testo| veritatem, & ad invidias, reliquasque affectiones animi pravas 516 Testo| effugandas, profatum hoc persæpe repetebat. Eum qui exquisitissime 517 Testo| familiarmente, e si dissero e si replicarono molte cose intorno all’incertezza 518 Testo| nitida sint perspicilia, rerum species, uti sunt, in pupilla 519 Testo| luce insieme coll’altre che restarono manoscritte dopo la morte 520 Testo| Baye, Signor di Giè, fa una richiesta al Parlamento, nella quale 521 Testo| cose non giovano, bisogna ricorrere agli Occhiali. Nel principio 522 Testo| nobilissimo Sig. Francesco Ridolfi, sotto nome del Rifiorito, 523 Testo| quale, agli anni passati, ridotto alla sua vera lezione, fu 524 Testo| finalmente quanto Plinio riferisce dello Smeraldo nel Capitolo 525 Testo| Ridolfi, sotto nome del Rifiorito, Accademico della Crusca. 526 Testo| ora che ella cominci con rigidezza di creditore a strignermi 527 Testo| rampogni, e cruccioso mi rimproveri con asprezza questo così 528 Testo| senza insegnamento veruno rinvenne il modo di lavorargli, e 529 Testo| buone e amorevoli parole a riprender la plebe, il che sentito 530 Testo| ho un’altra particolare riprova, imperocchè, tra’ miei libri 531 Testo| fu di nuovo ritrovata e ristabilita: e mi sovviene altresì che 532 Testo| questo spazio si potrebbe ristrignere ancor di vantaggio, se si 533 Testo| noverato tra’ più giovevoli ritrovamenti dell’ingegno umano. Mi sovviene 534 Testo| Spina di proprio ingegno ritrovò il modo di lavorare gli 535 Testo| Prediche di Fra Giordano da Rivalto, del Testo a penna di Filippo 536 Testo| palazzo del Sig. Priore Orazio Rucellai lesse quella sua dotta ed 537 Testo| Franciscus Petrarca Posteritati salutem, si legge quanto appresso, 538 Testo| esset auxilium: tota ætate sanissimum corpus senectus invasit, & 539 Testo| Fra Giordano fu uomo di santa vita, Predicatore eccellentissimo 540 Testo| di leggiere, e scrivere sanza vetri appellati okiali, 541 Testo| ancor di vantaggio, se si sapesse, o si potesse indovinare, 542 Testo| memoria veruna, almeno che io sappia. Bernardo Gordonio, Professore 543 | sarei 544 Testo| occasione o di nominargli, o di scherzarvi sopra per bocca de’ loro 545 Testo| vidit, aut audivit facta, scivit & facere: Ocularia ab aliquo 546 Testo| marmi sepolcrali, la figura scolpita nel marmo di Sulmona, da 547 Testo| penna ho trovato essere scritta tra quelle, ch’ei disse 548 Testo| tra’ miei libri antichi scritti a penna, ve n’è uno intitolato: 549 Testo| trovano ne’ libri degli scrittori spesse volte, e con chiarezza 550 Testo| pagamento in questa Lettera, scrivendole che nella Libreria de’ Padri 551 Testo| nel 1313 in Pisa, colle seguenti parole: Frater Alexander 552 Testo| scrivere fino alla sua morte, seguita nel mese di Dicembre dell’ 553 Testo| Caterina, che, dopo di lui seguitò a compilarla. Nel principio 554 Testo| ætate sanissimum corpus senectus invasit, & solita morborum 555 Testo| pouvois-je pas bien enregistrer, sens avoir Lunettes, & c. Giovanfrancesco 556 Testo| riprender la plebe, il che sentito da uno de’ Compagnacci, 557 | senz’ 558 | senza 559 Testo| oculariarius de’ marmi sepolcrali, la figura scolpita nel 560 Testo| Cronica da frate Vgolino di Ser Novi Pisano della famiglia 561 Testo| ILLVSTRISSIMO~SIGNORE~ ~QVella sera, nella quale il Sig. Carlo 562 Testo| Divotiss. Obbligatiss. Serv.~Francesco Redi.~ ~ ~ ~ 563 Testo| imperocchè visse intorno a settanta anni nella religione domenicana, 564 Testo| qui præter spem, supra sexagesimum ætatis annum me destituit, 565 Testo| nello Studio di Parigi. Sicchè se Fra Giordano passò da 566 | Siccome 567 | sieno 568 Testo| Meth. 17~ ~ILLVSTRISSIMO~SIGNORE~ ~QVella sera, nella quale 569 Testo| Telescopio, ne lavorò un simile colla sola dottrina delle 570 Testo| del Gordonio: Se queste, e simili cose non giovano, bisogna 571 Testo| racconta il Maestro Fra Simone da Cascia, figliuolo del 572 Testo| ed aggiugne di più, con sincerità maggiore di quella del Gordonio: 573 | sint 574 Testo| quanto Plinio riferisce dello Smeraldo nel Capitolo quinto del 575 Testo| avesse fatta alcuna menzione. So bene che da alcuni Lessicografi 576 Testo| e, deposta la naturale soavità del suo genio, agramente 577 Testo| di mettere insieme. Non soddisfeci mai, per le molte mie occupazioni, 578 Testo| insegnato un certo suo Collirio, soggiugne con gran brio, e un po’ 579 Testo| ne lavorò un simile colla sola dottrina delle Refrazioni, 580 Testo| sunt conspicilia videri solent. E Fra Timoteo da Perugia, 581 Testo| corpus senectus invasit, & solita morborum acie circumvenit. 582 | solo 583 Testo| appunto, che, per una certa somiglianza di fortuna, avvenne al nostro 584 | son 585 Testo| Occhiali ei disse nelle soprammentovate sue Prediche. Siccome ancora 586 | sotto 587 Testo| sint perspicilia, rerum species, uti sunt, in pupilla recipi; 588 Testo| tempus acerrimo, qui præter spem, supra sexagesimum ætatis 589 Testo| ne’ libri degli scrittori spesse volte, e con chiarezza nominati 590 Testo| sua vera lezione, fu fatto stampare in Firenze dal dottissimo 591 Testo| Opere Latine del Petrarca, stampate in Basilea nel 1554 in foglio, 592 Testo| rigidezza di creditore a strignermi daddovero, e, deposta la 593 Testo| era stato inventato quello Strumento cotanto utile per aiutare 594 Testo| per mandarlo Lettore nello Studio di Parigi. Sicchè se Fra 595 Testo| Vita, Conversatione, & Studiorum suorum successu ipsiusmet 596 Testo| vivido inter candidum & subnigrum; vivacibus oculis, & visu 597 Testo| Visitatore dell’Ordine; ed a lui succedette nello scrivere Fra Domenico 598 Testo| Conversatione, & Studiorum suorum successu ipsiusmet Auctoris Epistola – 599 Testo| Firenze intorno al 1305. Colle suddete notizie piacerà a V. S. 600 | sul 601 Testo| figura scolpita nel marmo di Sulmona, da me già comunicata al 602 | sum 603 | suoi 604 | suorum 605 | supra 606 Testo| quæ ex rebus depromuntur, talesque qualia sunt conspicilia 607 | tanta 608 Testo| troppo arditamente: Et est tantæ virtutis, quod decrepitum 609 Testo| Greco vocabolo chiamasi Telescopio, ne lavorò un simile colla 610 Testo| giornalmente debito sopra debito, temo ora che ella cominci con 611 Testo| averlo mai veduto. Che ne’ tempi di Frate Alessandro Spina 612 Testo| oculis, & visu per longum tempus acerrimo, qui præter spem, 613 Testo| Predica, che pure in alcuni Testi a penna ho trovato essere 614 Testo| conspicilia videri solent. E Fra Timoteo da Perugia, nella Vita dello 615 Testo| K. Pi O. P. Prologus. In Toga, & c. Questa Cronaca fu 616 Testo| Poesie piacevoli, e Commedie Toscane: onde gran meraviglia sarebbe, 617 | tota 618 Testo| Occhiali fosse tutta moderna, e totalmente ignota agli antichi Ebrei, 619 Testo| ve n’è uno intitolato: Trattato di governo della famiglia 620 Testo| aver vivuto lo spazio di trentunanno nella Religione di 621 Testo| di S. Caterina di Pisa si trova un’antica Cronaca latina 622 Testo| Alessandro Spina in qua, si trovano ne’ libri degli scrittori 623 Testo| degli Occhiali, come di cosa trovata in quegli anni: Mi truovo 624 Testo| alcuni Testi a penna ho trovato essere scritta tra quelle, 625 Testo| di Frate Alessandro Spina trovatore degli Occhiali, che morì 626 Testo| ancora vent’anni, che si trovò l’arte di fare gli occhiali, 627 Testo| vetri appellati okiali, truovati novellamente per comoditae 628 Testo| trovata in quegli anni: Mi truovo cosie gravoso di anni, che 629 | tutta 630 | tutte 631 | tutti 632 Testo| Galilei, il quale, avendo udito per fama che da un tal Fiammingo 633 Testo| natus sum Anno huius ætatis ultimæ, quæ a Christo incipit 1304. 634 Testo| ritrovamenti dell’ingegno umano. Mi sovviene ch’io fui allora 635 Testo| V. S. Illustrissima bacio umilmente le mani.~Firenze~ ~Di V. 636 Testo| faceva l’arte degli Occhiali, uscendo dalla porta del Convento 637 Testo| perspicilia, rerum species, uti sunt, in pupilla recipi; 638 Testo| quello Strumento cotanto utile per aiutare la Vista, e 639 Testo| luce la prima volta questa utilissima invenzione. In quella guisa 640 Testo| gravoso di anni, che non arei valenza di leggiere, e scrivere 641 Testo| nel 1299, assembrato da Vanni del Busca, Cittadino Fiorentino 642 Testo| potrebbe ristrignere ancor di vantaggio, se si sapesse, o si potesse 643 Testo| gli occhiali, che fanno veder bene, che è una delle migliori 644 Testo| quando affiebolano del vedere. Di più: nelle Prediche 645 Testo| Refrazioni, senz’averlo mai veduto. Che ne’ tempi di Frate 646 Testo| per comoditae delli poveri veki, quando affiebolano del 647 | vel 648 Testo| qui exquisitissime videre velit infecta oculorum conspicilia 649 Testo| molte cose avvenute in quel Vener. Convento, e comincia: Incipit 650 | venire 651 | venisse 652 | venne 653 Testo| chiaramente si dice: Non è ancora vent’anni, che si trovò l’arte 654 | venuto 655 Testo| Capitolo quinto del Libro venzettesimo; ma queste cose, di quanto 656 Testo| passati, ridotto alla sua vera lezione, fu fatto stampare 657 Testo| aiutare la Vista, e degno veramente d’esser noverato tra’ più 658 Testo| verum fatear, ad inopiam vergente, sed Patria pulsis, Aretij 659 Testo| S. Concordio potette con verità scrivere che lo Spina di 660 Testo| Savonarola: Ad indagandam quoque veritatem, & ad invidias, reliquasque 661 Testo| sunt, in pupilla recipi; si vero viridia, cærulea, purpurea, 662 Testo| fortuna mediocri, & ut verum fatear, ad inopiam vergente, 663 | veruna 664 | veruno 665 Testo| leggiere, e scrivere sanza vetri appellati okiali, truovati 666 Testo| aucunnement debilitè de ma veue, & ne pouvois-je pas bien 667 Testo| continuata la Cronica da frate Vgolino di Ser Novi Pisano della 668 Testo| Eum qui exquisitissime videre velit infecta oculorum conspicilia 669 Testo| qualia sunt conspicilia videri solent. E Fra Timoteo da 670 Testo| modestus & bonus quæcumque vidit, aut audivit facta, scivit & 671 Testo| Frater Alexander de Spina vir modestus & bonus quæcumque 672 Testo| pupilla recipi; si vero viridia, cærulea, purpurea, cerea 673 Testo| excellenti, sed quae placere viridioribus annis posset: colore vivido 674 Testo| Corpus iuveni non magnarum virium, sed multæ dexteritatis 675 Testo| Fiorentini non men Nobili, che Virtuosi, si parlò familiarmente, 676 Testo| arditamente: Et est tantæ virtutis, quod decrepitum faceret 677 Testo| febbre continua in Firenze, Visitatore dell’Ordine; ed a lui succedette 678 Testo| cotanto utile per aiutare la Vista, e degno veramente d’esser 679 Testo| subnigrum; vivacibus oculis, & visu per longum tempus acerrimo, 680 Testo| nel Capitolo De Debilitate visus, dopo aver insegnato un 681 Testo| inter candidum & subnigrum; vivacibus oculis, & visu per longum 682 Testo| di pagare. Onde, per non viver più in tanta contumacia, 683 Testo| viridioribus annis posset: colore vivido inter candidum & subnigrum; 684 Testo| divinità, che, dopo aver vivuto lo spazio di trentun’anno 685 Testo| Pandolfini citato dal nostro Vocabolario della Crusca, alla voce 686 Testo| Occhiale lungo, che con Greco vocabolo chiamasi Telescopio, ne 687 Testo| Vocabolario della Crusca, alla voce Occhiale, chiaramente si 688 | volente 689 | vollero 690 Testo| venne in luce la prima volta questa utilissima invenzione. 691 Testo| libri degli scrittori spesse volte, e con chiarezza nominati 692 Testo| fecit, & comunicavit corde ylari & volente. Ingeniosus in


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