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Novella, Paragrafo
1 Caina, I | lavoro, quando il mio cuore era diventato un orologio spaventoso, 2 Caina, I | carica di polvere, quando era accesa, mi feci nell'angolo 3 Caina, I | storia della canna, che era passata di bocca in bocca, 4 Caina, I | poi la mia vittima, che si era spostata d'un salto mentre 5 Caina, I | salto mentre tiravo, non era Abele. Bensì io amavo quel 6 Caina, I | davvero come fratello. Perchè era ghiotto del fieno e non 7 Caina, I | brodaglia scellerata che ci era ammannita per unico cibo. 8 Caina, I | non li avevo vissuti. Non era questa un'idea fissa, ma 9 Caina, I | piacere e ogni desiderio era conseguenza di quella.~La 10 Caina, I | città e in campagna, che era buono e innamorato, ma aveva 11 Caina, II | interamente dimenticata. Mia madre era morta prima degli incidenti 12 Caina, II | della canna; mio padre si era riammogliato poco avanti 13 Caina, II | confidarvi che mio padre era un imbecille. Quanto la 14 Caina, II | imbecille. Quanto la mia mamma era desta, operosa, gagliarda, 15 Caina, II | fretta quando rimase orfana, era scarso d'intelligenza e 16 Caina, II | case quella dell'amante. Era là dentro, lui? E di che 17 Caina, II | verso la mia casa. Nulla era mutato. Lo stesso mandorlo 18 Caina, II | sollevai la fronte. La piazza era sfarzosamente accesa della 19 Caina, II | novità goffa e insolente; ed era quella che subito immaginai 20 Caina, II | Il candido battezziere era dileguato col mio sogno 21 Caina, II | trascinata sotto la casa nuova. Era tutta mattoni regolari e 22 Caina, II | repugnava. Diceva che l'edificio era stato costruito per uso 23 Caina, II | rifugio. Il prete, che davvero era diventato bianco dal giorno 24 Caina, II | sprazzi di luce, tanto che era chiamato lucciola dalle 25 Caina, II | compunzione. La Pilucchia era un'armeggiona, a' suoi tempi, 26 Caina, II | C'è di certo Marcantonia.~Era questo il nome della marescialla; 27 Caina, II | diversi da quelli di un tempo. Era mio padre.~Vi confesso che 28 Caina, II | parlava; tutto, anche intorno, era silenzio. Io baciai più 29 Caina, II | terrore. Quando di nuovo era raccolto intorno a me e 30 Caina, II | virago che gridava così. Era la marescialla, ancora col 31 Caina, II | e con la pipa in bocca. Era certo il figliolo della 32 Caina, II | patito invano. Mio padre non era mio.~ ~ ~ ~ 33 Caina, III | altro sfogo. La mia bellezza era ormai proclamata dalla Pilucchia; 34 Caina, III | di quelle ultime case si era maritata, poco prima dell' 35 Caina, III | al di dentro. Questa casa era dalla parte opposta ma a 36 Caina, III | Lorenzo. Quel giovanetto si era rivolto a me prima di lui, 37 Caina, III | che la sua famiglia non era contenta della scelta. Ma 38 Caina, III | di Lorenzo non si apriva. Era mezzogiorno. E se lui non 39 Caina, III | volgevano verso di me. Una era dell'uomo della stalla, 40 Caina, III | sotto la mia persona. Bensì era così sconquassata e chi 41 Caina, III | via che mi allontanavo.~Era mezzogiorno; e la veglia, 42 Caina, III | che a' miei giorni non c'era e vi notai un coltellinaio 43 Caina, III | avevo notato un prete che era in piedi presso il banco 44 Caina, III | della madre pensando che era frutto della mia terra, 45 Caina, III | o sollevarmi? Il giovane era smarrito, non ritrovava 46 Caina, III | piedi.~Non ebbi più dubbio. Era venuto per me, i suoi occhi 47 Caina, III | cercavano che me, e certamente era accorso alla notizia della 48 Caina, III | generoso, perchè quegli era il cappellano della chiesina 49 Caina, III | avete capito che il giovane era Millo, il rivale di Lorenzo.~ 50 Caina, III | stalla e qualcuno che vi era davanti, ma non sapevo se 51 Caina, III | davanti, ma non sapevo se là era fermo Lorenzo, come non 52 Caina, III | a dominarla. L'ambiguità era tra la spietata successione 53 Caina, IV | riconoscere l'uomo che vi era davanti, ma non già al suo 54 Caina, IV | quello di un giorno, che oggi era profondamente mutato. Procedevo 55 Caina, IV | rimaneva più dubbio: l'uomo era Lorenzo.~Ero a tale distanza 56 Caina, IV | passare davanti, che la porta era chiusa, perfettamente chiusa. 57 Caina, IV | desiderii e due fini; ora che ne era fallito uno mi pareva che 58 Caina, IV | dove ero scesa la notte era sulla mia strada, distante 59 Caina, IV | irrevocabile per parte mia, era dichiarata da lui. E partimmo. 60 Caina, IV | Di lì a poco la mia mente era vuota, come se il vento 61 Caina, IV | oltrepassato invano la casa che si era chiusa alla mia presenza, 62 Caina, IV | quel suo svariato bagaglio era destinato a sei nipoti, 63 Caina, IV | finestrino dei biglietti, che non era ancora aperto. La povera 64 Caina, IV | proprio me, che il suo genero era in prigione.~- Ci pensate? - 65 Caina, IV | finestrino si aprì. Millo, che vi era davanti, dette la precedenza 66 Caina, IV | ritornare. Non dico qual era il viaggio che dovevo fare 67 Caina, IV | Millo e neppure se salì.~Era ormai sera, quando a una 68 Caina, IV | faccia al viaggiatore che era rimasto raccolto in un angolo 69 Caina, IV | il nuovo viaggiatore si era addossato a me, aveva preso 70 Caina, IV | si poteva svegliare; ma era evidente che non si sarebbe 71 Caina, IV | in tre o quattro pezzi, era come affondato nel suo sonno 72 Caina, IV | lui e per suo unico uso. Era nella sua passione una veemenza 73 Caina, V | La mia dimora in Firenze era vicina al carcere di Santa 74 Caina, V | mercato. La mia sensibilità era purtroppo tesa verso tutte 75 Caina, V | scabra. Il punto saliente era il matrimonio, che io opponevo 76 Caina, V | freschezza alle fonti della vita, era sdegnato di me che da anni 77 Caina, V | tenerezza. Millo non mi era indifferente, perchè si 78 Caina, V | qualche esitanza, che non era sincera.~Millo entrò nel 79 Caina, V | questo fatto offerto oggi non era accettato ieri e dubito 80 Caina, V | di Sant'Ambrogio, e tale era la mia; poi si manteneva 81 Caina, V | parte della notte, quando mi era concessa la grazia della 82 Caina, V | civile, quello religioso. Era ministro del rito il buon 83 Caina, V | in lei una volta, quando era inginocchiata al letto di 84 Caina, VII | A tre anni il mio Bindo era una promessa di vita piena 85 Caina, VII | cosicchè qualche volta ne era geloso.~La vigilia dell' 86 Caina, VII | lampada avuta in dono, Bindo era al lavoro nel delirio della 87 Caina, VII | Bindo, saltando le fiamme. Era buio. Brancolai al suo posto, 88 Caina, VII | quella stanza; ma non c'era più nemmeno lui; dunque 89 Caina, VII | della lotta e della speranza era abbandonato. Guardai Millo 90 Caina, VII | E Bindo, povero Bindo, era anche mio! Perchè la vendetta 91 Caina, VII | di una condotta comune. Era una vita rovesciata, la 92 Caina, VII | rovesciata, la mia. Già era stata questa la mia sorte, 93 Caina, VII | rappresentare una parte che non era la mia; questa la mia sorte, 94 Caina, VIII| clemenza, giacchè tutto era finito per me. Eppure avevo 95 Caina, VIII| scelta. E sì che qualcuna era ancora giovane e di elette 96 Caina, VIII| tronche si ricavava che era reduce da uno sbalzo sanguinoso. 97 Caina, VIII| provai a questa notizia era di distacco più che di dolore 98 Caina, VIII| questo suo ultimo distacco era stato lungo e però mi faceva 99 Caina, VIII| affrancata da un vincolo che era stato intrattabile ma seducente, 100 Caina, VIII| sorte di Millo. Ma questo era confuso e incerto tra il 101 Caina, IX | sanguinoso che sacrificò Lorenzo, era stato distrutto, e solo 102 Caina, IX | rivale incendiario, che vi si era addossato la complice amante, 103 Furto | sudicia sala del tribunale era stipata di pubblico. Tutti 104 Furto | studio. Il giovane contadino era segno della curiosità e 105 Furto | di vergogna sul viso, che era quella di esser pùnti nel 106 Barba | crescenti dimensioni gli era data da una catena a barbazzale, 107 Barba | sposato a una medaglia. Era un barbazzale di dieci o 108 Mastr | rinvenuto un foglio, sul quale era scritto di suo pugno:~"Se 109 Mastr | mezzi di esecuzione gli era stata suggerita da analoghe 110 Mastr | dell'Uccelliera. Ma costui era partito da due mesi per 111 Mastr | figliolo.~Un grande imbarazzo era nei consigli della polizia, 112 Mastr | dimenticato qualcheduno che era disposto a farci del bene.~~ ~ ~ ~ 113 Lieto | corpiciattolo proporzionato, non era più possibile dubitare; 114 Lieto | più possibile dubitare; era il più nero e perfetto tipo 115 Lieto | provato un tale spavento che era caduta in deliquio. Ma al 116 Lieto | vecchia che un po' di festa era continuata anche la notte.~ 117 Lieto | gloria e luce del Signore, si era intruso nelle oscure intimità 118 5Giur, I | Nelle prime due schede era scritto No. Nella terza 119 5Giur, I | scritto No. Nella terza era segnato un Sì a caratteri 120 5Giur, I | di stampa. Nella quarta era scritto 51.~- Qui - osservò 121 5Giur, I | undecimo giurato, che gli era accanto, ricercata la sua 122 5Giur, I | spoglio. In altre due schede era scritto Sì, in un'altra 123 5Giur, I | nelle ultime due schede era scritto Sì.~Jacopo Segni 124 5Giur, I | scritto Sì.~Jacopo Segni era condannato a maggioranza 125 5Giur, I | incontrò contrasto, tanto poco era lucida e salda la coscienza 126 5Giur, I | una nuova votazione non era permessa e allora la proposta 127 5Giur, I | bonariamente:~- Quanto a questo, era meglio gli si fosse trovata, 128 5Giur, I | sull'ora del fatto? Prima era all'osteria, poi a casa....~ 129 5Giur, I | silenzio, osservò che non era possibile uscire, meno che 130 5Giur, I | domanda, a questo punto, era inopportuna e anche ingenua; 131 5Giur, I | accento dell'omicida rivelato era tale, così tragico il suo 132 5Giur, I | suo atteggiamento, che non era possibile dubitare. E rimasero 133 5Giur, II | ragione potente che non era il calcolo dell'impunità. 134 5Giur, III | di una donna. Elena non era sola; dormivano poco lontani 135 5Giur, III | Ma l'intima amicizia non era bastata a farle confidare 136 5Giur, III | a gridare che l'ortolano era innocente e che il cantoniere.... 137 5Giur, III | che arbitrariamente si era fatto consegnare l'invito 138 5Giur, III | Domenico Scarpelli e si era presentato con questo nome 139 5Giur, III | vivaci, ha risposto che era con lui una donna, ma....~ 140 5Giur, III | gentile creatura!... Quella era certo una donna di strada. 141 5Giur, III | pubblico a quell'ora. Forse era l'amante di un soggetto 142 5Giur, IV | le vene e il cuore. Elena era veramente una creatura dolce 143 5Giur, IV | gravissimo caso. Il punto tragico era per Elena uscire dall'ombra, 144 5Giur, IV | in fondo al giardino.... Era tardi.... Non volevo trascinarmi 145 5Giur, IV | Poteva dire così?... Ma era chiaro il gioco. E qui è 146 5Giur, IV | quello sciagurato che non era giusto il suo rigore, giacchè 147 5Giur, IV | disse all'amica che quello era il segnale convenuto. Uscì 148 5Giur, IV | rientrò smarrita dicendo che era alla porta una donna. Fu 149 5Giur, V | cognome. Ma l'uno e l'altro era ignoto alle due signore. 150 5Giur, V | professore. Ma anche quello era ignoto. Poi, rivolgendosi 151 5Giur, V | Elena balzò in piedi:~- Era lei?... Signorina, io non 152 5Giur, VI | nè più generosa.~Elena era fuori di sè. Nelle sue mani 153 5Giur, VI | ogni colpo di vento, qual'era la notizia dell'antica promessa 154 5Giur, VI | desiderarlo, quel sacrifizio era un'usurpazione violenta, 155 5Giur, VI | suoi occhi abbagliati non era il posto del disonore, ma 156 5Giur, VI | generosità e di rifiutarla. Era gelosa dello scandalo che 157 5Giur, VI | Tutto ciò pareva pazzia, ma era amore.~Anna si affannava 158 5Giur, VI | richiamarla alla ragione: tanto era fuor di strada.~- Insomma - 159 5Giur, VII | condannato. Fu un rito lugubre. Era uno dei testimoni il capo 160 5Giur, VII | capo delle guardie; l'altro era Jacopo Segni, l'ortolano, 161 Mutil | inginocchiato sulla strada era stata risparmiata la vita 162 Sonno | argomento dell'accusa e si era addormentato profondamente; 163 Sonno | poltrona, alla quale si era abbandonato. Sentiva i morsi 164 Sonno | consiglio.~Il presidente era risoluto alla condanna, 165 Sonno | all'assoluzione; Calcedonio era arbitro della sorte della 166 Tesch | fra la mia vita e la sua.~Era notte e l'omicida era solo, 167 Tesch | sua.~Era notte e l'omicida era solo, al lume di una candela, 168 Tesch | tutta la teca del cranio era illuminata di una trasparenza 169 Tesch | posava il cranio orribile. Era lo scienziato che entrava 170 Tesch | perchè lo aspettasse. Ma era stato un pretesto. Conosceva 171 Tesch | sanguinaria da cui quell'uomo si era liberato per difetto di 172 Tesch | teschio quand'ero solo! Di chi era quel teschio? Di chi era?~- 173 Tesch | era quel teschio? Di chi era?~- Del tuo compagno Malvino - 174 Incen | L'INCENDIO.~ ~La casa era in fiamme. Di tanto in tanto 175 Incen | fuoco!~L'opera di estinzione era al colmo; anzi era già accorsa 176 Incen | estinzione era al colmo; anzi era già accorsa tanta gente, 177 Incen | accorsa tanta gente, che era d'impaccio. E nondimeno 178 Incen | essere che grida ancora?~Era l'incendiario.~Arrestato 179 Michel | sedervi vi abitavano: tanto era libero e sconfinato il loro 180 Michel | elementi di cui l'ambiente era costruito.~Dovetti uscire 181 Michel | del suo incontro con me si era inginocchiata in quel confessionale 182 Michel | ritornando all'assalto, si era sentito ripetere ancora 183 Michel | della sua colpa. Dove si era costui munito di questi 184 Michel | rivelarglielo egli stesso: era stato il suo confessore 185 Michel | ultima penitenza, là dove era scritto: Pro hungarica lingua. 186 Michel | indossato un abito talare, si era accreditato presso la basilica 187 Michel | del vincolo connazionale.~Era una condizione terribile. 188 Michel | connazionale.~Il confessore era confessato. Allora si convinse 189 Michel | Allora si convinse che era preferibile per lui dichiarare 190 Sotutt | piegare l'arco della maturità. Era una di quelle creature che 191 Sotutt | tormentosa la passione, che era così piena e matura. Principalmente 192 Sotutt | fatta ora da lui a tavola era l'annunzio di questo giorno 193 Frodo | Allora gli chiesero:~- Non era qui un viaggiatore addormentato?~- 194 333 | numero di matricola 333, era rinchiuso nell'ergastolo 195 333 | doveva finirci la vita. Era tuttora giovane, se non 196 333 | gli riusciva assai male era quello che eseguiva per 197 333 | più neanche un numero.~- Era un feroce artista della 198 333 | davanti alla cella da cui era staccata la matricola 333.~~ ~ ~ ~ 199 PerUnN | fosse Leo, il preferito Leo.~Era il cane di un'amica.~~ ~ ~ ~ 200 Suici | DEI SUICIDI.~ ~Miss Gregor era il modello della palmipede 201 Suici | protetta. Il selvatico chiostro era stato ridotto a giardino, 202 Suici | salotto, tranne una, che era montata a biblioteca. Era 203 Suici | era montata a biblioteca. Era aperto anche la notte e 204 Suici | personale subalterno.~Il luogo era abbastanza frequentato e 205 Suici | e quasi sempre di notte. Era inverno quando fu aperto; 206 Suici | frequentatori dicevano che era assai ben riscaldato. I 207 Suici | mestoli.~Tuttavia miss Gregor era abbastanza soddisfatta della 208 Suici | cantato che in quel luogo era bella anche la morte. Quei 209 Suici | stentato a scacciarli; e poichè era sera e un can barbone cieco, 210 Suici | delle cifre di miss Gregor, era ritornato ad accovacciarsi 211 Suici | calci dicendo:~- To'! questo era venuto col cappotto! Aveva 212 Abate, I | estate del 1868, il ducato era finito da pochi anni, il 213 Abate, I | da pochi anni, il cielo era coperto. Non pensate, l' 214 Abate, I | signor Davino, veramente, non era giovane, ma ormai si ritrovava, 215 Abate, I | si chiamava l'avvocato, era uomo oltre i sessant'anni 216 Abate, II | se stesso. La conclusione era enorme, tremenda, maravigliosa. 217 Abate, II | del casato dei Lambrate, era lui, Perchia, il sopracchiamato 218 Abate, II | il padre della fanciulla era l'abate ***, conte di Camaiore. 219 Abate, II | Camaiore. Ma Perchia non era stato mai abate, nè era 220 Abate, II | era stato mai abate, nè era conte, nè veniva di Camaiore. 221 Abate, II | altri della paternità che era la sua.~Allora sentì, in 222 Abate, II | anche al savio maestro non era sfuggita la voce di antiche 223 Abate, IV | ultim'anno avanzava.~Perchia era un giovane libertino, insaziabile 224 Abate, IV | incosciente, il quale s'era giocato a carte le tasse 225 Abate, IV | scolastiche di tre anni e non era innanzi nel profitto più 226 Abate, IV | e più impronta l'indole. Era notevole nella sua bocca 227 Abate, IV | finto conte di Camaiore, era fuggita dalla casa materna 228 Abate, IV | tenebre dense della notte. Era il segnale della fuga.~La 229 Abate, IV | e scalza e discinta com'era si avviò all'uscio della 230 Abate, IV | respingerla e rientrare, ma era già chiusa. Allora, con 231 Abate, IV | al ladro dietro a chi si era rubato un tesoro era solamente 232 Abate, IV | si era rubato un tesoro era solamente la signora Teresa. 233 Abate, IV | tali sentieri di forme, era pure un orto d'incanto. 234 Abate, IV | percosse alla porta che si era chiusa da sè; invano sperò 235 Abate, IV | il perdono della madre: era morta. Non cercò altro, 236 Abate, IV | riscossa, che tante volte era sorto in Italia contro l' 237 Abate, IV | che da qualche tempo si era costituita in guardia universitaria, 238 Abate, IV | universitaria, già vestita com'era della sua divisa, cinta 239 Abate, IV | prova di esami. Perchia era dunque laureato. Soddisfatto 240 Abate, IV | patriota della sua tempra, che era un avanzo di Curtatone.~ 241 Abate, V | dopo cinque anni da che era madre, venne a mancare. 242 Abate, V | farle da madre. Ma il peso era grave e scarse le forze 243 Abate, V | Fortunata, che la donna si era presa con sè nel viaggio 244 Abate, V | della sua richiesta. Quanto era diversa da lui alle forme 245 Abate, V | giudiziaria. Quando Fortunata era cresciuta in grazia e in 246 Abate, V | e aveva diciott'anni, si era a lei rivolto il giovane 247 Abate, V | di Lambrate, il padre si era opposto all'unione, la donna 248 Abate, V | usato verso di lei, e si era deciso, di promovere la 249 Abate, V | Il fondamento di questa era, oltre le lettere del conte, 250 Abate, V | convinzione il rapitore era il conte di Camaiore, giacchè 251 Abate, V | sostenere, insospettito com'era delle voci giunte al suo 252 Abate, VI | disegno il suo cammino.~Era già sera quando giunse a 253 Abate, VI | della casina additatagli era aperta. Nell'aspettare tra 254 Abate, VI | pari di me.~L'argomento era maturo per sua virtù. Perchia 255 Abate, VI | giuro. La povera Massimina era stata da me abbandonata 256 Abate, VI | per mia la tua figliola.~Era una sottile punta amara 257 Abate, VII | tanti benefizi usati a lei, era pronto a riconoscerla per 258 Abate, VII | tu ti mettevi la mia, non era forse lo stesso?~ ~ ~ ~ 259 Abate, VIII| dote arricchì la sposa.~Era il tramonto di un alido 260 Abate, VIII| flessione della sua canna: era il lembo di una veste nera. 261 Abate, VIII| guado e toccò un cadavere: era quello dell'abate.~Quelle 262 Abate, VIII| E fino a pochi anni fa era volgare opinione che ci