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| Paolo Ferrari La medicina di una ragazza malata IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA XI.
Detti, Giovanni dal fondo, poi Stefano da destra.
(Giovanni entra precipitosamente e viene a gettarsi in ginocchio davanti a suo padre Antonio. Girolamo, riconosciutolo, non può più contenersi e agguanta una sedia per picchiar giù; ma in quella Stefano salta a trattenere suo padre, al quale parla in modo che questi si lascia ripigliar la sedia e si calma un poco; tutto ciò senza interruzione di dialogo).
Ah babbo, babbo mio, mi accoppi, mi ammazzi, ma or ora dalla finestra della camera di mia zia Margherita ho rivisto la Filomena, che non avrei mai pensato di vederla in quello stato, e che sento che non è possibile al mondo che io voglia avere sulla coscienza il rimorso di dire d’una ragazza che per colpa mia va a farsi benedire!
Voi siete un figlio inopportuno e insubordinato! Che non si manca così di rispetto agli ordini i più altefatti di un padre! - Sollevatevi!
Creda, babbo, che io lo rispetto, ma che cedo a quella cosa di pensare che io le voglio bene a lei, che lei mi vuol bene a me, e che si vede che siamo destinati di sposarsi, se no la non si sarebbe ammalata in quella maniera di dire che non è più che pelle ed ossa!
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