1144-defun | delfi-lunga | lungh-sappi | sarac-zurba
Parte
1 III| Aragon». Più sotto la data 1144. Le figure del quadro sono
2 V | Fin dalle prime aurore del 1500 cominciò in Europa l’assalto
3 V | poeta si ricorderà dell’anno 1578, quando l’invincibile armada
4 V | poeta si ricorderà dell’anno 1879, e un altro si ricorderà
5 V | poeta si ricorderà dell’anno 613, quando il re Egica, prosternato
6 V | poeta si ricorderà dell’anno 730, quando l’Oriente calò sull’
7 II | sappi trarre dal meditato abbassamento mio cagione d’auge ai nepoti.
8 I | e il ponte levatoio è abbassato, ed appare una forma bianca
9 | Abbi
10 | abbiamo
11 III| cieli d’oro di Zurbaran si abbozzavano vagamente dietro lo spazio
12 IV | la baciò sulla bocca, e l’abbracciamento fu stretto e il bacio fu
13 V | coronate e coperte di porpora e abbracciate l’una all’altra come nello
14 I | dovevano risalire l’azzurro abbronziti così. Ed egli aveva dell’
15 I | biondo come un bambino e abbronzito come un guerriero. Gli arcangeli
16 IV | gridò: «Ah! questa cintura m’abbrucia!...» e divennero muti.~Il
17 I | storia. Regni in Granata l’Abenceragio o Filippo II, domini sulla
18 IV | prete e il solo uomo che abitò con noi questo castello),
19 II | notti. Per sola esequie accenderai nell’oratorio, questa sera,
20 II | avemmo sempre per costume d’accendere quella preziosa reliquia
21 IV | note, oscillavano, come per accompagnarle colle loro danze.~Così,
22 III| degli sproni d’Estebano accompagnava lungo i marmi del cortile
23 IV | d’arpa, come gli ultimi accordi di un organo...»~«Se io
24 III| indispensabile al simpatico accordo delle cose create. Del resto
25 II | sbagliato; né prima ve n’eravate accorto, né poi lo sapevate correggere».~«
26 IV | Allora Elisenda gli si pose d’accosto, chinò la guancia verso
27 V | prodigiosi, mentre le scoperte s’accumulavano su tutti i punti dell’orizzonte
28 IV | lucignolo lo attossicava, un’acre angoscia gli salia nella
29 IV | la mollezza dell’oppio, l’acredine della canfora, la limpidezza
30 IV | stola d’Estebano gli si acuminava dietro il collo con una
31 IV | dietro il collo con una piega acuta sotto la nuca, e dura e
32 IV | sguardi dei due giovanetti adagiati erano fissi sulle faccette
33 II | moderare il tuo riso, che non s’addiceva a prole di regnatori, ti
34 I | essa. Le due Castiglie s’addormentano nel buio senza neanche un
35 IV | di manna. Vorrei morire adesso, vorrei che la mia vita
36 IV | dell’altare, sclamando:~«Adhaesit pavimento anima mea».~Allora
37 III| assorta in quella coppia adolescente. Appariva fra essi di vario
38 IV | quelle due bionde figure adolescenti, schiacciate sotto una così
39 IV | reliquie degli avi e si adornarono di cinture moresche, di
40 IV | con qualche materia più adusta. Le gocce scorrevano veloci
41 I | zampe balzanti un arco d’aereo ponte che si ripete sterminatamente
42 IV | cuscino della corona. L’afa dell’oratorio, l’amplesso
43 IV | incanti dell’iride che li affascinava:~«Estebano» mormorava Elisenda, «
44 IV | Sancio, e tentava invano afferrarne il recondito senso: e pensando
45 IV | affogato nella cera liquida che affluiva intorno ad esso come un
46 III| livello di tenebre che li affoga. Né una mano, né una collana,
47 IV | lucignolo della torcia era mezzo affogato nella cera liquida che affluiva
48 I | tremebondi; il suo cavallo affranto lo segue.~Giunto a mezzo
49 IV | reprobo; le sue convulsioni affrettavano la sua fine. Una luce fredda,
50 IV | il morbido contorno dell’agata lavorata; poi, strana cosa,
51 I | vertigine della corsa s’aggiunge per fare più inafferrabile
52 III| la loro contemplazione s’aggiungeva lo sgomento che provavano
53 III| reliquie reali e papali sono agglomerate, il pensiero porge al pensiero
54 IV | appannandosi, conformavano una agglomerazione di stalattiti glutinose
55 IV | ora. La punta della spada agitata dai fremiti del principe
56 IV | dolci...»~Un ribrezzo vago s’agitava ne’ loro fianchi, sotto
57 IV | leopardo che diventasse un agnello.~La fanciulla tremava, ma
58 IV | che s’estingueva; era un’agonia.Otto secoli accumulati su
59 IV | accumulati su quella torcia agonizzavano con essa. Una religione
60 II | Castiglia erano chiamati aguilas en sus caballos».~«E le
61 | Ah
62 IV | stretto ad Elisenda, mormorò:~«Ahimè! pace all’anima di Don Sancio».
63 I | uno canterà sempre le sue albe sotto il terrazzo della
64 II | nido.”~«E si levò come un albero in nave.~«Io allora feci
65 IV | esalazioni d’un sotterraneo d’alchimia si condensavano in quell’
66 | alcune
67 I | cavallo non s’arresta, non s’allenta mai. Tutte le fiumane di
68 | allo
69 II | salendo a questi dirupi, allontanai dalla mia solitudine e dalla
70 | allorché
71 IV | autunnali. Il suo lucignolo allungato e curvo portava in cima
72 IV | i volti avvicinavansi ed allungavansi le labbra; poi baciavansi
73 IV | canfora, la limpidezza dell’aloe, mista ad un altro inesprimibile
74 IV | quando in quando con quell’alone di nebbia che si vede intorno
75 III| non ha più d’un palmo d’altezza. L’ironia diventa più bieca
76 II | popola tu, figliuola, gli alti troni del mondo! Estebano,
77 II | inosservato sotto gli occhi dell’Altissimo che creò le alte montagne;
78 | altri
79 III| uniti su quelle notturne alture di paese selvaggio.~Nello
80 II | intera popolazione degli alveoli armoniosi, così popola tu,
81 II | vecchio parlava s’udì nell’alvo dell’azzurro il gorgheggio
82 IV | voce fievole. «Non posso alzarmi: la mia fronte suda piombo
83 III| fitta prima che la luna s’alzasse.~S’amavano per la memoria
84 III| silenzio. Intanto la luna alzatasi splendeva già sui monti
85 IV | ritto in piedi, col braccio alzato, colla punta della spada
86 IV | La pupilla d’Elisenda s’alzava lenta, cerulea, simile a
87 V | armonioso ridestamento d’idee.~S’alzerà un filosofo che parlerà
88 III| perché la farfalla bianca ama il fiorellino bianco e la
89 IV | quella cera doveva essere amalgamata con qualche materia più
90 III| violenta li trascinava ad amarsi; s’amavano perché la farfalla
91 IV | I suoi capelli parevano ambra pura, e le sue mani avevano
92 II | Leone.»~Elisenda soggiunse: «Amen».~ ~
93 IV | Elisenda chiedeva: «M’ami?».~Ed Estebano rispondeva
94 IV | amuleti. E continuavano: «Amiamoci più delle rondini e più
95 IV | nuovo paradiso. Fissavano ammaliati il cero sorridendo alla
96 IV | Sul manto d’Elisenda s’ammirava ricamato in argento il superbo
97 IV | Sufriendo dolores~Que estar sin amores.»~ ~Le sue parole s’estinsero
98 I | nasconde la sua faccia in un ampio cappuccio. Sotto quella
99 IV | L’afa dell’oratorio, l’amplesso violento in cui erano assorti,
100 III| farraginosamente accumulati. Su tre ampli cuscini, disposti rasente
101 IV | religioso e casto che si dà agli amuleti. E continuavano: «Amiamoci
102 IV | che stringi nel pugno. Un anatema pesa su noi in questo minuto.
103 II | preti e tutte le mie povere ancelle.~«“Terzo peccato: ieri,
104 | ancor
105 IV | viola come i colli remoti d’Andalusia, e come il manto della Vergine,
106 II | sua fine. Tre dì prima di andarsene in paradiso vergò il suo
107 V | chino, come il toro dell’anfiteatro, in una corsa furibonda
108 IV | rispondeva Estebano, «l’angelo sarebbe già accanto a me;»
109 IV | tranquillo, e poi degli angioli che si baciano e nuotano
110 III| pensiero queste parole: Angusto et Augusto.~ ~
111 IV | fronte.~Essa ripeteva tutta ansimante: «Leggi, leggi ciò che stringi
112 III| del moro nemico, era un antenato dei nostri giovanetti reali.
113 III| antichissima nobiltà spagnuola anteriore alla invasione dei saraceni,
114 II | oratorio, questa sera, l’antica torcia benedetta che fu
115 IV | antichissimo monogramma delle parole
116 III| fosse la sposa di quell’antico imeneo. Tutti e due hanno
117 IV | roso quelle porpore.~Un’antitesi tragica sorgeva da quelle
118 | anzi
119 II | di re! e come da una sol’ape coronata pullula l’intera
120 IV | scivolando lentamente e mano mano appannandosi, conformavano una agglomerazione
121 IV | reali. Ma la polvere aveva appannate quelle gemme e quegli ori,
122 I | sta fra l’uomo e la natura appar mutabile: leggi, costumi,
123 I | levatoio è abbassato, ed appare una forma bianca come la
124 V | faci della rivolta.~Allora appariranno agli sguardi della turba
125 II | II.~ ~ ~«Principe, mi apparite più veloce del sogno e più
126 I | folta penombra, il suo viso apparso come meteora, un istante,
127 IV | diventava serena... A un tratto apparvero chiare queste parole sulla
128 IV | due giovanetti pendeva, appesa a quattro catenelle d’oro,
129 IV | risonar l’oratorio; i turiboli appesi, allo scoppio delle forti
130 III| tappeto. Sopra l’altare è appeso un lunghissimo quadro. Due
131 I | vespro, rendono suono d’applausi lontani.~Chi è quel fuggiasco?
132 I | del ponte levatoio; poi s’appoggia col gomito sulla sella e
133 II | sull’orlo dell’abisso, appoggiando la schiena contro la roccia
134 IV | dell’altare colle teste appoggiate sullo stesso cuscino. I
135 II | contemplazione, ritto sui piedi e appoggiato alla roccia; fu un baleno
136 IV | del messale sovra cui s’appoggiava.~Estebano si toglieva a
137 II | sole sembrava un arciere appostato dietro la rupe spaccata
138 II | una feritoia; l’arciere appuntava lentamente il suo arco verso
139 II | mia morte, ho ucciso un’aquila reale sul suo nido.”~«E
140 III| Castiglia et Alfonso de Aragon». Più sotto la data 1144.
141 I | abbronzito come un guerriero. Gli arcangeli che pellegrinavano sulle
142 I | così. Ed egli aveva dell’arcangelo anche la vaga età, come
143 II | escì dal castello coll’archibugio ed uccise tutti i corvi
144 III| secoli consumarono il cero ardente come consumarono i due monarchi
145 II | disse: Finché questo cero arderà vivranno i troni di Spagna.
146 II | testa come per cercare nell’aria l’augellino canoro e poi
147 V | 1578, quando l’invincibile armada fu distrutta dal mare, cioè
148 V | dei torrenti alla bocca, armata di scuri e di pugnali, salirà
149 IV | altare e l’avea ritratto armato da una immensa spada. Poi
150 II | comporrai con tutta la salda armatura dell’anima, sarai genitrice
151 III| essenza dell’altra. Ogni armonia ed ogni soavità sembrava
152 II | popolazione degli alveoli armoniosi, così popola tu, figliuola,
153 V | Spagna intera un forte ed armonioso ridestamento d’idee.~S’alzerà
154 II | Quel cero fu tratto dall’arnie che popolano le valli dove
155 IV | inesprimibile olezzo. Tutti gli aromi d’un gineceo d’Oriente e
156 IV | serena come una cadenza d’arpa, come gli ultimi accordi
157 IV | fra i capegli. Quei sacri arredi coprivano di maestà e di
158 I | eternità.~Il cavallo non s’arresta, non s’allenta mai. Tutte
159 III| piange!» e i due giovanetti s’arrestarono immobili a guardarla, mentr’
160 IV | di una sposa...»~e qui s’arrestava conturbata.~« Prima di spegnerlo
161 IV | alla base della candela e s’arrestavano per un attimo sugli orli
162 IV | quarto; al dodicesimo s’arrestò.~«Chi è là? Chi è là? Chi
163 IV | era d’argento massiccio arrugginito, ed aveva per piedistallo
164 IV | lettura dell’anathema mezzo arso, macchiato, irto d’intralciatissime
165 I | verso un perenne moto d’ascensione; ma né le sante virtù del
166 II | morto. Non piangere, ma ascolta. Questa aurora è il tramonto
167 V | allora la turba briaca non aspetterà la conclusione del discorso
168 III| all’occhio di chi entra l’aspetto d’una costruzione conica.
169 | assai
170 V | turba correrà alla montagna, assalirà gli spaldi, troverà lo scheletro
171 V | 1500 cominciò in Europa l’assalto contro gli errori e i pregiudizi
172 V | Allora, un truce, un vecchio assassino si ricorderà alla sua volta
173 III| come tutti gli angeli si assomigliano. Certo nelle loro vene scorreva
174 III| divino concetto. Essi si assomigliavano come tutti gli angeli si
175 III| ed ogni soavità sembrava assorta in quella coppia adolescente.
176 II | del nonno. Il nonno pareva assorto in contemplazione, ritto
177 III| sovra il disco lunare l’astronomo contempla il riverbero diurno
178 IV | Hispaniae!»~Elisenda lo guardava atterrita, eppur beata, tanto era
179 V | intelletto umano compiva atti prodigiosi, mentre le scoperte
180 III| e serafica si condensava attorno le loro fronti come una
181 IV | malsana e su quel serpe attortigliato, appariva bieco.~Nell’oratorio
182 IV | il fumo del lucignolo lo attossicava, un’acre angoscia gli salia
183 II | discendere sui macigni del monte, attraversando una rupe spaccata nel mezzo
184 II | abbassamento mio cagione d’auge ai nepoti. L’umile passa
185 II | per cercare nell’aria l’augellino canoro e poi sclamò: “Ecco
186 II | future. Bimbi leggiadri ed augusti, siete fiorellini di re,
187 II | principessa Blanca vostra augustissima madre; e cinque anni avevate
188 V | progresso.~«Fin dalle prime aurore del 1500 cominciò in Europa
189 I | nel buio senza neanche un auto-da-fé per fiaccola notturna.~Un
190 IV | durante le insalubri notti autunnali. Il suo lucignolo allungato
191 I | erto e selvoso.~La notte s’avanzava e il bel cavaliero tornava
192 IV | alla morte.~Quell’estremo avanzo d’antichissima reliquia
193 IV | Eleison, e le grane delle avemarie scorrevano lievi lievi fra
194 | avemmo
195 | aver
196 | avessimo
197 | avevate
198 III| infantili e l’ultimo sogno dell’avo moribondo; s’amavano perché
199 V | sorgeranno in Ispagna questi avvenimenti:~Un poeta si ricorderà dell’
200 IV | umane. Quei dodici colpi ci avvertono ch’è mezzanotte». Poi soggiunse
201 IV | vacillanti, i due giovanetti s’avviarono, mossi da un solo pensiero,
202 II | gridando:~«“Fermati, non avvicinarti, non toccarmi; mi faresti
203 IV | tranquilla: «Sì,» e i volti avvicinavansi ed allungavansi le labbra;
204 IV | cadenzato; poscia egli s’avvinse ad Elisenda e la baciò sulla
205 II | la sapienza dell’oracolo avvinto alla vetusta reliquia. Sappi
206 IV | ripigliava la fanciulla tremante avviticchiandosi al collo del giovanetto,
207 IV | un fremito febbrile li avvolgeva. Ricaddero col capo sul
208 IV | altare, immobile e bianca, e avvolta in un fumo. Gli ultimi fili
209 II | tutti i corvi e tutti gli avvoltoi di queste gole; poi si riposò.
210 IV | piedistallo la figura d’un serpe avvoltolato che si mordeva la coda.~
211 III| frase castigliana, sangre azul, colla quale si fregia tuttora
212 IV | trascinava penosamente... poi due baci... poi uno stridor di mascelle
213 IV | poi degli angioli che si baciano e nuotano coll’ali come
214 IV | allungavansi le labbra; poi baciavansi col bacio religioso e casto
215 II | cura di quel sacro cero, bada che per ispegnerlo ci vuole
216 I | Pezansa~Me destrenh e m balansa;~Res no sai on me lansa,~ ~
217 I | suo puledro alla massiccia balaustra del ponte levatoio; poi
218 II | appoggiato alla roccia; fu un baleno quando il suo crine canuto
219 I | colla curva delle zampe balzanti un arco d’aereo ponte che
220 II | a morire? Tu eri ancora bambina e ridevi guardandolo e lo
221 I | bellezza ideale, biondo come un bambino e abbronzito come un guerriero.
222 IV | cadendo ad ogn’ora sulla bara del morto, ricordasse perennemente
223 IV | veloci dal vertice alla base della candela e s’arrestavano
224 II | incenso che sale da loco basso e nascosto offende le nari
225 III| una mitria.~Pochi passi bastano a misurar l’oratorio. Tutto
226 II | donna Urraca e da Alfonso el Batallador nacque la nostra gloria
227 III| di Leone che, ferito in battaglia, macchiò di azzurro la scimitarra
228 IV | Estebano, mentre il suo cuore batteva convulso come l’ali d’una
229 IV | parole colle quali i romani battezzarono la provincia di Leone: Legio
230 IV | rinserravano convulse ad ogni battito de’ polsi. Dopo un mite
231 IV | guardava atterrita, eppur beata, tanto era sublime quel
232 IV | con accento d’infantile beatitudine; poi continuò sorridente: «
233 II | ridevi guardandolo e lo beffavi: io, per moderare il tuo
234 I | È un giovanetto bello di bellezza ideale, biondo come un bambino
235 IV | vestiti si sembravano più belli.~Allora incominciarono una
236 | benché
237 IV | pace o colla guerra, col bene o col male, colla clemenza
238 II | questa sera, l’antica torcia benedetta che fu la face tutelare
239 II | mano non ancora tremante e benedico il tuo regio imeneo. Gli
240 III| a guardarla, mentr’essa benignamente li inondava di raggi. Allora
241 III| altezza. L’ironia diventa più bieca quando si sappia che uno
242 IV | attortigliato, appariva bieco.~Nell’oratorio si diffondeva
243 IV | tragica sorgeva da quelle due bionde figure adolescenti, schiacciate
244 III| fiorellino celeste, perché erano biondi e pallidi tutti e due, perché
245 I | bello di bellezza ideale, biondo come un bambino e abbronzito
246 IV | erano ancora due versi che bisognava leggere... gli occhi del
247 IV | per farvele uscire, mi bisognerebbe infrangerlo. Ciò che nasce
248 IV | disciolto in un ineffabile bisogno d’umiltà, si gettò per terra
249 IV | anche una preziosa stola di bisso e la fanciulla colse un
250 I | colle, simile alle figure bizantine delle alte cupole orientali.
251 IV | Allora incominciarono una bizzarra cerimonia.~Sempre inginocchiati,
252 IV | cattoliche che s’insertavano bizzarramente a molti caratteri orientali.
253 II | della defunta principessa Blanca vostra augustissima madre;
254 IV | la corta vita nostra, al blando lume d’un’aurora mitigata
255 II | sangue dei nostri grand’avi bolle fieramente nelle nostre
256 IV | la mia fronte suda piombo bollente e il mio seno stilla rugiada
257 II | volta che vi nascondeste nel bosco dei leandri per piangere
258 IV | si sciogliesse fra le tue braccia, dolce, mesta, serena come
259 IV | rivestì Elisenda sua; poi brancolarono lungamente sulle sparse
260 III| collana, né l’impugnatura d’un brando traspare attraverso il sudario
261 I | giovanetto fa passi radi, brevi e tremebondi; il suo cavallo
262 V | Evo...».~E allora la turba briaca non aspetterà la conclusione
263 I | devoto fino a toccar le briglie col capo. E viaggia. Senza
264 IV | spaventosi.~Estebano cadde.~Brillava ancora sul fumido lucignolo
265 IV | ravvivò come per incanto e brillò luminosissima e fissa.~Estebano
266 IV | coronaephorae; era spenta e di bronzo e tempestata di pietre preziose,
267 I | sale sulla montagna e il bruno cavallo con essa. Le due
268 | buon
269 IV | altare, come d’un gigante che bussasse dietro a una porta, e dopo
270 IV | il dito d’uno spettro che bussi là fuori per incitarmi a
271 II | chiamati aguilas en sus caballos».~«E le regine di Leone
272 II | come la nota d’un corno da caccia. La voragine, co’ suoi tortuosi
273 IV | ultimi fili del lucignolo caddero nel lago di cera liquefatta,
274 IV | campana perché il martello, cadendo ad ogn’ora sulla bara del
275 IV | estinsero in questo mormorio cadenzato; poscia egli s’avvinse ad
276 II | non toccarmi; mi faresti cader vivo nel precipizio.”~«Il
277 I | notturna.~Un soffio di vento fa cadere il cappuccio sulle spalle
278 IV | omeri. Una ragna cinerea gli cadeva da una punta della corona
279 I | alcune gocce di sangue cadono sulla riva, il puledro si
280 IV | ricordasse perennemente la caducità delle esistenze umane. Quei
281 II | meditato abbassamento mio cagione d’auge ai nepoti. L’umile
282 IV | piangeva.~Intanto la fiamma calava rapidissima; Estebano la
283 V | senti sulla nuca premere le calcagna di quei santi.~Un altro
284 IV | odore era dolce e tedioso e caldo. Ma essi non rimuovevano
285 IV | vorrei che tu fossi una caleide ed io un altro vago e tenue
286 IV | avessimo per padiglione il calice d’un giglio, e lì vivere
287 III| interamente sommerse in una caligine che arriva loro alla bocca,
288 I | salita, scende di cavallo e cammina. Alla foga quasi paurosa
289 III| due cugini, così parlando, camminavano lentamente fra gli oscuri
290 I | ripete sterminatamente per la campagna. Lo scalpito metallico de’
291 IV | dove aveva fatto estrar la campana perché il martello, cadendo
292 I | cavallo corre furiosamente per campi deserti, un cavaliere lo
293 IV | vertice alla base della candela e s’arrestavano per un attimo
294 IV | dell’oppio, l’acredine della canfora, la limpidezza dell’aloe,
295 II | cercare nell’aria l’augellino canoro e poi sclamò: “Ecco già
296 I | dell’Estremadura? L’uno canterà sempre le sue albe sotto
297 IV | erano parole e parevano canti.~Elisenda ripigliava: «Ho
298 IV | alba il gallo di montagna cantò come per interrogare un
299 II | baleno quando il suo crine canuto al primo tocco della luce
300 II | colori, io ripetevo le vostre canzoni; e mi ricordo d’una volta
301 IV | orecchio e gli si perdea fra i capegli. Quei sacri arredi coprivano
302 IV | innalza vigorosamente, lo capovolge; poi, segnando coll’indice
303 IV | insertavano bizzarramente a molti caratteri orientali. Nel mezzo della
304 IV | curvo portava in cima un carboncello che aveva la forma d’una
305 IV | accorse d’una sigla miniata in carmino sulla estremità del cero.
306 IV | castigliane avvinti alle carrozze dei re».~L’orologio del
307 III| eterei. L’orgogliosa frase castigliana, sangre azul, colla quale
308 IV | a due a due per le ville castigliane avvinti alle carrozze dei
309 V | ancora vedere lo stemma castigliano. La turba colle picche in
310 I | cavallo con essa. Le due Castiglie s’addormentano nel buio
311 II | erano dette fadas en sus castillos, principessa Elisenda, graziosa
312 IV | sotto una così polverosa catasta di ornamenti da trono. La
313 IV | pendeva, appesa a quattro catenelle d’oro, una lampada di quelle
314 IV | simboli sacri, di formule cattoliche che s’insertavano bizzarramente
315 V | terra davanti i vescovi cattolici, si senti sulla nuca premere
316 II | Alfonso I era chiarnato il cattolico;~Alfonso II era detto il
317 IV | idea sale dall’effetto alla causa, gli sguardi dei due giovanetti
318 II | sellavate a Salamanca il vostro caval sauro, il vento urtò il
319 I | esita, ma l’uomo che lo cavalca, implacabile, feroce, gli
320 I | si potrebbero parimenti celare. Quel fosco mantello è una
321 IV | nuotano coll’ali come delfini celesti!»~«Estebano, vedo un paese
322 II | foss’anche un duca di Medina Celi, dee piegare il ginocchio.
323 IV | diamanti erano sparsi a centinaia sulle vesti dei giovanetti
324 II | Sancio levò la testa come per cercare nell’aria l’augellino canoro
325 V | scale, demente, furente; cercherà nei penetrali più remoti
326 IV | chiome si torturavano entro i cerchi massicci delle corone doro.~
327 IV | porta. Guai a chi esce dal cerchio che gli segnò la fortuna!
328 IV | incominciarono una bizzarra cerimonia.~Sempre inginocchiati, si
329 | certa
330 IV | Elisenda s’alzava lenta, cerulea, simile a un’alba di luna.~
331 I | dieciott’anni. Al pudico ceruleo degli occhi si avrebbe detto
332 IV | tranne che in giro apparivano cesellate le tre parole colle quali
333 IV | sapevano più separarsi, né più cessar dal tremare. Così avvinti,
334 II | sarai genitrice d’eroi, e Ceuta e Tunisi e Melilla e Cuba
335 II | I re di Castiglia erano chiamati aguilas en sus caballos».~«
336 IV | Mia soave Elisenda», la chiamava Estebano, mentre il suo
337 IV | quelle che i primi cristiani chiamavano coronaephorae; era spenta
338 II | chiamavo Menestrello e voi mi chiamavate Reina. Voi portavate i miei
339 II | rammento tanto, tanto. Io vi chiamavo Menestrello e voi mi chiamavate
340 IV | A un tratto apparvero chiare queste parole sulla pergamena:~
341 II | religione:~ ~Alfonso I era chiarnato il cattolico;~Alfonso II
342 IV | sento per te».~Elisenda chiedeva: «M’ami?».~Ed Estebano rispondeva
343 II | della mia perduta potestà chiedo a Dio per le creature delle
344 IV | Chi c’è nel castello?» chies’egli.~Essa rispose: «Non
345 IV | Dopo un mite silenzio essa chiese ad Estebano: «Dimmi, ti
346 IV | sogni così gonfi e delle chimere così turbolente nel cuore
347 IV | Fulcite me floribus;~ ~poi, chinando la fronte davanti ad Elisenda:~ ~
348 IV | splendidi manti, e le i loro chiome si torturavano entro i cerchi
349 II | veneranda e la porterò nel chiostro di Sant’Isidoro, dove dormono
350 II | allora ti facesti seria e chiudesti le labbra. Oggi che hai
351 IV | d’Estebano, imperiale e chiusa; colla croce sul colmo,
352 IV | Eleison, Estebano rispondeva Christe Eleison, e le grane delle
353 III| è aperto a sinistra del ciborio. Agli otto angoli della
354 IV | preghiere. Avanti! Avanti, ciclope od orso o diavolo, uomo,
355 V | di Madrid:~«Spagnuoli! Un cieco istinto di sommissione verso
356 III| fronti come una gloria, e i cieli d’oro di Zurbaran si abbozzavano
357 I | furente?~A che giova saper la cifra del tempo!?~Il cuore non
358 IV | irto d’intralciatissime cifre.~«Estebano! Estebano!» ripigliava
359 I | immenso castello ritto sul ciglione d’una rupe. Il giovanetto
360 IV | delle rondini e più dei cigni e più dei puledri d’Asturia
361 IV | tondeggiante sugli omeri. Una ragna cinerea gli cadeva da una punta
362 II | Secondo peccato: quando avevo cinquant’anni, salendo a questi dirupi,
363 | cinque
364 I | giustacuore di cuoio del cinquecento, la giubba di velluto del
365 IV | Elisenda gridò: «Ah! questa cintura m’abbrucia!...» e divennero
366 IV | degli avi e si adornarono di cinture moresche, di collane gotiche;
367 | cioè
368 II | sapeva più combattere nel circo e che penava a morire? Tu
369 IV | letale.~La fiamma del cero si circondava di quando in quando con
370 IV | in proporzione della sua circonferenza. Certo quella cera doveva
371 IV | Estebano staccò dal muro una clamide di porpora e di argento
372 III| morioni, flabelli, palii, clamidi, rosarii, farraginosamente
373 IV | col bene o col male, colla clemenza e colla ferocia, sorretto
374 II | da caccia. La voragine, co’ suoi tortuosi meandri,
375 IV | avvoltolato che si mordeva la coda.~Quella santa reliquia emanava
376 I | Un divino impulso spinge codeste labili forme verso un perenne
377 IV | nonno lo seppellì in un bel cofano di rame ricoperto d’ebano,
378 | cogli
379 IV | esciamo di qui, la morte ci colga.» Poi susurrò, posando il
380 III| affoga. Né una mano, né una collana, né l’impugnatura d’un brando
381 IV | di cinture moresche, di collane gotiche; il giovanetto indossò
382 IV | vedo un paese viola come i colli remoti d’Andalusia, e come
383 IV | ricoperto d’ebano, e lo collocò sotto l’orologio della torre,
384 IV | chiusa; colla croce sul colmo, somigliava a quella di
385 III| lentamente fra gli oscuri colonnati del castello. L’uniforme
386 II | Reina. Voi portavate i miei colori, io ripetevo le vostre canzoni;
387 IV | finite queste parole s’udì un colpo formidabile dietro l’altare,
388 IV | di bisso e la fanciulla colse un rosario e un anello;
389 | colui
390 II | toro che non sapeva più combattere nel circo e che penava a
391 V | dalle prime aurore del 1500 cominciò in Europa l’assalto contro
392 II | che oggi, quando il sole comparirà in questa rupe, io sarò
393 III| inondava di raggi. Allora comparve illuminato e purissimo il
394 III| Tutto il genio spagnuolo è compendiato in quelle pareti e in quelle
395 V | Mentre l’intelletto umano compiva atti prodigiosi, mentre
396 II | virtù da monarca, e se ti comporrai con tutta la salda armatura
397 II | Avevo sett’anni quanto li composi per voi nel parco della
398 IV | divise nel mezzo, parevano composte con quattro foglie di tuberosa.~
399 IV | profferisce cosa che non comprende: «È tempo che ci sposiamo».
400 II | imeneo. Ora non puoi ancora comprendere tutta la sapienza dell’oracolo
401 II | così profonde che io non le compresi. “Pensa, Elisenda”, soggiunse, “
402 IV | posero in capo, muti, gravi, compunti, come due bimbi assorti
403 IV | sulla fanciulla moribonda, concentrò in un impeto solo tutte
404 III| femminea dello stesso divino concetto. Essi si assomigliavano
405 V | briaca non aspetterà la conclusione del discorso e si getterà
406 II | umiltà, pei quali piacquegli conculcare temporariamente la mia imperiale
407 IV | amore è una soave gloria condensata in un cuore solo e in un’
408 III| monarchica e serafica si condensava attorno le loro fronti come
409 IV | sotterraneo d’alchimia si condensavano in quell’aura letargica
410 II | mi prese per mano e mi condusse sulla cornice d’un burrone,
411 II | dicendo: “È tempo ch’io mi confessi”. Allora si fece il segno
412 II | precipizio: “Tu sarai il mio confessore”. La sua parola si perdeva
413 I | implacabile, feroce, gli conficca gli sproni ne’ fianchi,
414 IV | gemma. Le loro labbra si confidavano così gl’incanti dell’iride
415 IV | Deum laudamus, te, Domine, confitemur.~ ~Le loro voci unisone
416 III| nere e i loro angoli vi si confondono tanto da produrre all’occhio
417 IV | mano mano appannandosi, conformavano una agglomerazione di stalattiti
418 I | detto quindici, al fiero congiungimento delle labbra si avrebbe
419 IV | braccio.~Lo spavento aveva congiunte, più presto che non avrebbe
420 III| aspetto d’una costruzione conica. Di fronte all’ingresso
421 II | angeli veglieranno sul sacro connubio dei due ultimi delicati
422 III| disco lunare l’astronomo contempla il riverbero diurno d’un
423 II | vegliardo soleva ogni dì contemplare il crepuscolo. Lì, sull’
424 IV | continuava devoto, si pose a contemplarlo. Com’era bello il profilo
425 III| emisfero, i due giovanetti contemplavano nella luna il raggio riflesso
426 IV | marchesa di Valladolid, contessa d’Asturia, mia eccelsa cugina.
427 I | no sai on me lansa,~ ~e continua a salire sempre più lento
428 IV | che si dà agli amuleti. E continuavano: «Amiamoci più delle rondini
429 IV | infantile beatitudine; poi continuò sorridente: «Cugino mio,
430 IV | mani avevano il morbido contorno dell’agata lavorata; poi,
431 IV | sposa...»~e qui s’arrestava conturbata.~« Prima di spegnerlo attendi
432 IV | del principe, col mento converso sul petto e sulle mani giunte,
433 IV | La fiamma si dibatteva convulsa; pareva quasi un’anima che
434 IV | prodigiosamente e si rinserravano convulse ad ogni battito de’ polsi.
435 IV | angoscia del reprobo; le sue convulsioni affrettavano la sua fine.
436 IV | mentre il suo cuore batteva convulso come l’ali d’una farfalla
437 I | Sotto quella tenebrosa coperta si possono supporre tutte
438 V | figure di re, coronate e coperte di porpora e abbracciate
439 III| innalzato su tre vasti scaglioni coperti da molle e prezioso tappeto.
440 III| sembrava assorta in quella coppia adolescente. Appariva fra
441 IV | che la notte infinita ci copra, guardami! Dammi un bacio,
442 IV | sinistro, e col destro la copre come per difenderla dall’
443 III| il sudario nero che li va coprendo. Pure in mezzo ad essi si
444 IV | capegli. Quei sacri arredi coprivano di maestà e di scherno,
445 I | saraceno, l’hidalgo, la corazza di ferro del quattrocento,
446 IV | fatta la tua volontà», e si coricarono entrambi sui gradini dell’
447 II | mano e mi condusse sulla cornice d’un burrone, da dove quel
448 II | squillante come la nota d’un corno da caccia. La voragine,
449 IV | primi cristiani chiamavano coronaephorae; era spenta e di bronzo
450 II | re! e come da una sol’ape coronata pullula l’intera popolazione
451 V | turba due figure di re, coronate e coperte di porpora e abbracciate
452 I | della dama sua, l’altro coronerà sempre di fiori la cima
453 IV | magico tripudio. I loro corpi flettevano sotto il peso
454 II | accorto, né poi lo sapevate correggere».~«E non l’ho ancora corretto,
455 II | principessa».~«Spero che non lo correggerete mai.»~Dopo queste parole
456 V | Urraca di Castiglia.~La turba correrà alla montagna, assalirà
457 II | correggere».~«E non l’ho ancora corretto, principessa».~«Spero che
458 I | avrebbe detto dieciotto. Egli correva ancora, benché il sentiero
459 IV | supremo sforzo, si levò e corse alla fiamma del cero colla
460 II | sguardo e colla mente il corso della luce e sclamò: “Ancora
461 IV | un giglio, e lì vivere la corta vita nostra, al blando lume
462 III| accompagnava lungo i marmi del cortile il fiero racconto d’Elisenda;
463 II | archibugio ed uccise tutti i corvi e tutti gli avvoltoi di
464 IV | e come Estebano la vide cosi tremebonda, la raccolse
465 IV | poco qui, Estebano mio, al costato sinistro... tanto che con
466 | costoro
467 III| chi entra l’aspetto d’una costruzione conica. Di fronte all’ingresso
468 II | in poi avemmo sempre per costume d’accendere quella preziosa
469 I | natura appar mutabile: leggi, costumi, scienze. Un divino impulso
470 IV | levato risponderà sul tuo cranio dodici percosse non meno
471 I | sante, né le belle virtù del creato ponno farsi più belle.~La
472 II | occhi dell’Altissimo che creò le alte montagne; l’incenso
473 IV | trionfale esalavano l’anima nel crepitio di quel cero. Quel cero
474 II | che non ci siamo visti è cresciuta in voi la statura del corpo
475 II | mia umiltà la più elevata cresta dell’Estremadura. Tu da
476 II | un baleno quando il suo crine canuto al primo tocco della
477 IV | che hai udito vien dalla cripta che sta sotto all’oratorio
478 IV | lampada di quelle che i primi cristiani chiamavano coronaephorae;
479 II | il savio;~e Pietro I il crudele.~ ~Se tu non ispregerai
480 II | Ceuta e Tunisi e Melilla e Cuba e Venezuela e San Domingo
481 III| più dir parola.~Giunti al culmine della torre, Elisenda spinse
482 V | sonnecchiato sei secoli nel culto delle fedi antiche. Guardate
483 IV | innocente come quella della cuna ed immobile come quella
484 I | quattrocento, il giustacuore di cuoio del cinquecento, la giubba
485 III| il primo sogno dei loro cuori infantili e l’ultimo sogno
486 I | figure bizantine delle alte cupole orientali. Davanti ogni
487 II | VIII fino a te. Abbi gran cura di quel sacro cero, bada
488 I | disegna nel vuoto colla curva delle zampe balzanti un
489 IV | Elisenda a sinistra; si curvarono religiosamente, sollevarono
490 IV | suo lucignolo allungato e curvo portava in cima un carboncello
491 II | il segno della croce, si curvò col capo sull’abisso profondo
492 IV | religioso e casto che si dà agli amuleti. E continuavano: «
493 I | sotto il terrazzo della dama sua, l’altro coronerà sempre
494 IV | infinita ci copra, guardami! Dammi un bacio, e che il tuo bacio
495 IV | accompagnarle colle loro danze.~Così, sempre cantando,
496 IV | te? Oggi ho scordato di dare il pane al mio povero cigno.
497 IV | Estebano s’era messo già a decifrare quel mistero, allorché Elisenda
498 II | figliuola mia; il toro decrepito c’è ancora.” E intanto che
499 II | un duca di Medina Celi, dee piegare il ginocchio. Nessuno
500 II | per voi nel parco della defunta principessa Blanca vostra
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