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Arrigo Boito
Iberia

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1144-defun | delfi-lunga | lungh-sappi | sarac-zurba

     Parte
1502 III| anteriore alla invasione dei saraceni, realizzavasi idealmente 1503 I | tempi, lo spagnuolo, il saraceno, l’hidalgo, la corazza di 1504 | saremo 1505 | sarò 1506 II | il nobile;~Alfonso X il savio;~e Pietro I il crudele.~ ~ 1507 II | verso Enamorado en Leon era sbagliato; né prima ve n’eravate accorto, 1508 I | alla montagna. Ogni suo sbalzo divora dieci cubiti di terreno, 1509 I | pagina. Così quel cavallo scaglia dietro di sé trionfalmente 1510 III| altare innalzato su tre vasti scaglioni coperti da molle e prezioso 1511 V | picche in pugno salirà le scale, demente, furente; cercherà 1512 I | sterminatamente per la campagna. Lo scalpito metallico de’ ferri scande 1513 III| la viola avevano fra essi scambiato l’olezzo, e per ridonarselo 1514 I | scalpito metallico de’ ferri scande sul terreno un ritmo stringato 1515 II | due rivali. La freccia era scattata; Don Sancio era morto. Il 1516 I | Giunto a una più erta salita, scende di cavallo e cammina. Alla 1517 II | rispose Estebano; «domani scenderò nel precipizio, raccoglierò 1518 IV | voci unisone salivano e scendevano sul liturgico salmo. La 1519 V | assalirà gli spaldi, troverà lo scheletro d’un cavallo legato sulla 1520 IV | coprivano di maestà e di scherno, incoronavano e vituperavano 1521 IV | bionde figure adolescenti, schiacciate sotto una così polverosa 1522 II | che furono fregio alla tua schiatta possente; riuniscile tutte 1523 I | possono supporre tutte le schiatte umane di tutti i tempi, 1524 II | dell’abisso, appoggiando la schiena contro la roccia nuda, parlò 1525 I | cavaliero, e il cavaliero schiude il suo volto alla limpidezza 1526 IV | della tua voce; poi vedo uno sciame di farfalle volanti in mezzo 1527 I | mutabile: leggi, costumi, scienze. Un divino impulso spinge 1528 III| battaglia, macchiò di azzurro la scimitarra del moro nemico, era un 1529 IV | vorrei che la mia vita si sciogliesse fra le tue braccia, dolce, 1530 IV | orli del candelabro; poi, scivolando lentamente e mano mano appannandosi, 1531 IV | volta che quell’orologio scoccava, Estebano trasaliva. «Quell’ 1532 III| modanature dell’altare si vedono scolpite le parole: mensa regia.~ 1533 IV | trionfo. Ma intanto la fiamma sconvolta divorava il cero e mordeva 1534 V | atti prodigiosi, mentre le scoperte s’accumulavano su tutti 1535 IV | i turiboli appesi, allo scoppio delle forti note, oscillavano, 1536 II | un giorno intero quanto scopriste che il verso Enamorado en 1537 IV | incandescenti.~Estebano ed Elisenda scoprivano in quella rugiada di foco 1538 IV | un minuto da te? Oggi ho scordato di dare il pane al mio povero 1539 II | tuoi denti e che nessuno ti scorge, puoi sorridere, figliuola 1540 III| assomigliano. Certo nelle loro vene scorreva infuso l’azzurro del cielo 1541 IV | dell’anima gli rivelò la scrittura. Lesse: «Quand’io morrò, 1542 V | torrenti alla bocca, armata di scuri e di pugnali, salirà alla 1543 | 1544 IV | vigorosamente, lo capovolge; poi, segnando coll’indice sinistro la 1545 I | E viaggia. Senza questi segni manifesti di adorazione 1546 II | confessi”. Allora si fece il segno della croce, si curvò col 1547 IV | esce dal cerchio che gli segnò la fortuna! Poni mente al 1548 IV | santa reliquia emanava una segreta aura di veleno. Quel cero, 1549 I | suo cavallo affranto lo segue.~Giunto a mezzo del monte 1550 III| gradinata fosca; Estebano la seguì.~Salirono nel buio l’uno 1551 III| dicendo: «Principe, volete seguirmi nell’oratorio?» e s’incamminò 1552 II | Castiglia, gli altri due mi seguivano. A Palenza il bianco morì 1553 I | la giubba di velluto del seicento vi si potrebbero parimenti 1554 I | appoggia col gomito sulla sella e rimane immobile in quell’ 1555 III| notturne alture di paese selvaggio.~Nello stesso modo che sovra 1556 I | sentiero salisse erto e selvoso.~La notte s’avanzava e il 1557 IV | scosse, ella, turbata, fece sembianza di rimettersi a pregare.~ 1558 III| cosa surta per mano d’uomo, sembra qui voler paragonare quel 1559 IV | guardavano, e così vestiti si sembravano più belli.~Allora incominciarono 1560 II | fiorellini di re, siete semi di re! e come da una sol’ 1561 IV | afferrarne il recondito senso: e pensando favellava come 1562 I | correva ancora, benché il sentiero salisse erto e selvoso.~ 1563 III| che provavano entrambi nel sentirsi vicini e l’indicibile terrore 1564 III| pallidi tutti e due, perché si sentivano soli sulla terra, soli ed 1565 IV | esiste il nome di ciò ch’io sento per te».~Elisenda chiedeva: « 1566 IV | le quali non sapevano più separarsi, né più cessar dal tremare. 1567 IV | questo castello), il nonno lo seppellì in un bel cofano di rame 1568 IV | provincia di Leone: Legio septima gemina.~Sul manto d’Elisenda 1569 III| corona; un’aura monarchica e serafica si condensava attorno le 1570 II | ancora nella memoria le serenate di Valladolid?»~«I due versi 1571 II | latte; allora ti facesti seria e chiudesti le labbra. Oggi 1572 II | povertà tutti i miei vecchi servi, tutti i miei santi preti 1573 III| ispirazione di Dio tentata su due sessi diversi, Estebano la forma 1574 IV | subito accanto.~«Ho tanta sete», sospirò la fanciulla, 1575 II | ve ne fanno fede. Avevo settanni quanto li composi per 1576 | sette 1577 V | furibonda e feroce. E il severo filosofo rimarrà solo, mesto, 1578 I | metro dell’ode. I pioppi sfilano in processione sotto gli 1579 IV | cuscino. I loro profili sfioravansi; si guardavano l’anima attraverso 1580 I | nervoso che fa la mano di chi sfoglia rapidamente un libro e getta 1581 IV | d’un grosso diamante, che sfolgorava più d’ogni altra gemma. 1582 IV | parola; poi, con un supremo sforzo, si levò e corse alla fiamma 1583 | 1584 | siamo 1585 IV | Elisenda profondo, lucido, sicuro, come una lama nella sua 1586 II | vissi umile in faccia ai signori d’Europa, ma pur volli per 1587 IV | La pergamena era piena di simboli sacri, di formule cattoliche 1588 III| anime di quei due cugini, simigliantisi come due fratelli, non troviamo 1589 III| che è indispensabile al simpatico accordo delle cose create. 1590 | sin 1591 | SIT 1592 III| religioso recinto.~È l’oratorio situato sulla più elevata parte 1593 IV | grida Estebano, e si slancia verso Elisenda e l’afferra 1594 IV | dei teneri sposi avevano smarrita la loro eleganza natia sotto 1595 I | cavaliero e le loro fronde, smosse dalla brezza del vespro, 1596 IV | Salve, Regina,~ ~mormorò soavemente, e le baciò il manto come 1597 III| altra. Ogni armonia ed ogni soavità sembrava assorta in quella 1598 IV | l’alito di una sposa; poi soffierò sul cero prima che si spenga.»~ 1599 I | per fiaccola notturna.~Un soffio di vento fa cadere il cappuccio 1600 IV | in cui erano assorti, li soffocavano.~«Resta qui», diceva Elisenda 1601 IV | di quel cero. Quel cero soffriva la rabbiosa angoscia del 1602 IV | profonde».~Allora Estebano soggiungeva: «No; nel linguaggio che 1603 IV | Elisenda ripigliava: «Ho dei sogni così gonfi e delle chimere 1604 II | semi di re! e come da una sol’ape coronata pullula l’intera 1605 IV | della Vergine, e come il solco soave che sempre più si 1606 IV | quell’atto sovrano e dalla solennità di quel gesto; ma, di repente, 1607 II | dove quel forte vegliardo soleva ogni contemplare il crepuscolo. 1608 II | dirupi, allontanai dalla mia solitudine e dalla mia povertà tutti 1609 III| presentano l’irrevocabile sollevamento del livello di tenebre che 1610 IV | curvarono religiosamente, sollevarono dai cuscini, ov’erano deposte, 1611 II | vetusta reliquia. Sappi soltanto che l’alito d’una vergine, 1612 IV | colla croce sul colmo, somigliava a quella di Carlo Magno, 1613 II | Ricordati, Elisenda, delle somme virtù che furono fregio 1614 III| quadro sono quasi interamente sommerse in una caligine che arriva 1615 V | Spagnuoli! Un cieco istinto di sommissione verso i troni e verso la 1616 V | nostra razza. Noi abbiamo sonnecchiato sei secoli nel culto delle 1617 II | accento di quest’ultime parole sonò grave e oscillante sulle 1618 | Sopra 1619 IV | Estebano meditò; poi disse: «Sorella, la gloria non è altro che 1620 IV | porpore.~Un’antitesi tragica sorgeva da quelle due bionde figure 1621 IV | clemenza e colla ferocia, sorretto pur sempre dalla sacrosanta 1622 IV | Fissavano ammaliati il cero sorridendo alla luce, muti, pallidi.~ 1623 IV | beatitudine; poi continuò sorridente: «Cugino mio, fiero e robusto, 1624 II | nessuno ti scorge, puoi sorridere, figliuola mia; il toro 1625 IV | udivano le vibrazioni dei sorrisi e delle lagrime.~Elisenda 1626 IV | recitarono il rosario: Elisenda sospirava Kirie Eleison, Estebano 1627 IV | accanto.~«Ho tanta sete», sospirò la fanciulla, mentr’ei, 1628 IV | tutte le esalazioni d’un sotterraneo d’alchimia si condensavano 1629 IV | loro labbra vagava un alito sottile, un ronzio dolce come di 1630 IV | fanciulla, mentr’ei, tutto chino sovr’essa, le toccava i polsi 1631 IV | toglieva a stento da quell’atto sovrano e dalla solennità di quel 1632 III| giacciono stole, turiboli, spade, morioni, flabelli, palii, 1633 III| tuttora l’antichissima nobiltà spagnuola anteriore alla invasione 1634 V | nei giardini di Madrid:~«Spagnuoli! Un cieco istinto di sommissione 1635 V | Finalmente giungerà all’oratorio, spalancherà la porta, invaderà quel 1636 II | dorme laggiù fuor dello spaldo».~«Cugino Estebano, il sangue 1637 IV | brancolarono lungamente sulle sparse reliquie degli avi e si 1638 IV | rubini e diamanti erano sparsi a centinaia sulle vesti 1639 IV | stretta col braccio.~Lo spavento aveva congiunte, più presto 1640 IV | di legno batte tre colpi spaventosi.~Estebano cadde.~Brillava 1641 III| abbozzavano vagamente dietro lo spazio in cui respiravano. Immobili, 1642 IV | sclamò: «Guai a me se si spegne!»~Il giovinetto s’accorse 1643 IV | cera liquefatta, ma non si spensero. Estebano si chinò sulla 1644 II | sogno e più pronto della speranza!»~«Mi posi in viaggio all’ 1645 II | corretto, principessa».~«Spero che non lo correggerete 1646 IV | pensò; «pare il dito d’uno spettro che bussi fuori per incitarmi 1647 I | ginocchia del cavaliero, spicca un salto portentoso, e la 1648 IV | del cero colla pergamena spiegata. Un lampo dell’anima gli 1649 II | alito d’una sposa; ti sarà spiegato poi questo mistero. In quella 1650 IV | farfalla trafitta da uno spillo; poi continuava:~«Posa, 1651 I | scienze. Un divino impulso spinge codeste labili forme verso 1652 III| culmine della torre, Elisenda spinse una porta ferrata e grave 1653 V | com’è già lontana da noi la spira luminosa del progresso.~« 1654 III| Intanto la luna alzatasi splendeva già sui monti e sui tetti; 1655 IV | flettevano sotto il peso degli splendidi manti, e le i loro chiome 1656 II | tratto il sole raddoppiò di splendore; c’era la distanza d’un 1657 III| quelle pareti e in quelle spoglie pompose. Penetrando in quel 1658 IV | intuonò:~ ~Veni de Libano, sponsa mea, veni,~ ~e nel suo canto 1659 II | arriverà questa notte, ti sposerai ad Estebano; un vecchio 1660 IV | portava.~Le membra dei teneri sposi avevano smarrita la loro 1661 IV | comprende: «È tempo che ci sposiamo». E fissò in volto lo sposo. 1662 IV | qualche goccia di sangue possa sprigionarsi anche qualche pensiero. 1663 I | deserti, un cavaliere lo sprona, nero l’uno, nero l’altro; 1664 IV | fremiti del principe aveva squarciato la pagina del messale sovra 1665 II | sull’abisso profondo che si squarciava sotto ai suoi piedi, e, 1666 II | si perdeva nel burrone, squillante come la nota d’un corno 1667 III| Pure in mezzo ad essi si stacca dal buio la linea d’un cero 1668 IV | altro angolo ove Estebano staccò dal muro una clamide di 1669 IV | conformavano una agglomerazione di stalattiti glutinose e verdastre che 1670 | stanno 1671 | state 1672 III| perché quell’amore era stato il primo sogno dei loro 1673 II | visti è cresciuta in voi la statura del corpo e la gentilezza 1674 | stavano 1675 III| e sui tetti; una piccola stella le vagava d’accanto e pareva 1676 V | si potrà ancora vedere lo stemma castigliano. La turba colle 1677 II | più santo sacerdote, ed io stendo verso di te la mia mano 1678 IV | Estebano si toglieva a stento da quell’atto sovrano e 1679 IV | grida volto verso Elisenda: «Stephanus Imperator Hispaniae!»~Elisenda 1680 I | aereo ponte che si ripete sterminatamente per la campagna. Lo scalpito 1681 IV | gli pareva vedere Elisenda stesa a piè dell’altare, immobile 1682 IV | Estebano si era levato e avea steso il pugno nell’ombra dietro 1683 | stette 1684 IV | piombo bollente e il mio seno stilla rugiada di manna. Vorrei 1685 III| cappella pendono o giacciono stole, turiboli, spade, morioni, 1686 IV | dell’agata lavorata; poi, strana cosa, eppure leggiadra, 1687 IV | Estebano la teneva ancora stretta col braccio.~Lo spavento 1688 IV | poi due baci... poi uno stridor di mascelle tremanti...~ 1689 I | scande sul terreno un ritmo stringato e preciso come i trochei 1690 IV | ansimante: «Leggi, leggi ciò che stringi nel pugno. Un anatema pesa 1691 IV | secondo s’udì per terra lo strisciare d’un corpo che si trascinava 1692 IV | guardarono negli occhi, stupefatti di non ispaventarsi.~Lo 1693 IV | ed Elisenda levavano in gli occhi e il mento; la 1694 | subito 1695 IV | eppur beata, tanto era sublime quel fiero garzone in quell’ 1696 I | Alla foga quasi paurosa è succeduta una più paurosa lentezza. 1697 IV | posso alzarmi: la mia fronte suda piombo bollente e il mio 1698 III| brando traspare attraverso il sudario nero che li va coprendo. 1699 IV | l’amore:~ ~Mejor es penar~Sufriendo dolores~Que estar sin amores.»~ ~ 1700 II | ieri a Castiglia; piegò, suggellò e v’inviò egli stesso lo 1701 | sullo 1702 I | unghia ferrata ripete sul suolo quel gesto nervoso che fa 1703 I | brezza del vespro, rendono suono d’applausi lontani.~Chi 1704 IV | ammirava ricamato in argento il superbo leones rampando, e topazi 1705 IV | tratto Estebano esclamò quasi supplichevolmente:~«Oh! principessa, è lunga 1706 I | tenebrosa coperta si possono supporre tutte le schiatte umane 1707 IV | profferiva parola; poi, con un supremo sforzo, si levò e corse 1708 III| tempo che parla da ogni cosa surta per mano d’uomo, sembra 1709 IV | la morte ci colga.» Poi susurrò, posando il capo sul seno 1710 IV | immensa spada. Poi che si tacquero, egli, ritto in piedi, col 1711 IV | nivee pareti del nostro talamo, e poi morire tutti e due 1712 | tanta 1713 | tante 1714 III| coperti da molle e prezioso tappeto. Sopra l’altare è appeso 1715 IV | gemme e quegli ori, e il tarlo aveva roso quelle porpore.~ 1716 IV | quell’odore era dolce e tedioso e caldo. Ma essi non rimuovevano 1717 III| dall’alto della nerissima tela. A piedi del dipinto si 1718 IV | più lieto de’ miei anni; temo che se noi esciamo di qui, 1719 IV | era spenta e di bronzo e tempestata di pietre preziose, sulle 1720 I | schiatte umane di tutti i tempi, lo spagnuolo, il saraceno, 1721 II | quali piacquegli conculcare temporariamente la mia imperiale famiglia. 1722 III| sempre la luna.~A far vieppiù tenace la loro contemplazione s’ 1723 II | pareva un immenso orecchio di tenebra su cui piombavano queste 1724 I | cappuccio. Sotto quella tenebrosa coperta si possono supporre 1725 V | la porta, invaderà quel tenebroso asilo di preganti, che sarà 1726 IV | li portava.~Le membra dei teneri sposi avevano smarrita la 1727 II | ognun vede che manca qualche tenero dente di latte; allora ti 1728 IV | volto lo sposo. Estebano la teneva ancora stretta col braccio.~ 1729 III| identica ispirazione di Dio tentata su due sessi diversi, Estebano 1730 IV | parole di Don Sancio, e tentava invano afferrarne il recondito 1731 IV | caleide ed io un altro vago e tenue insetto, e che avessimo 1732 III| fermare col pensiero la tenuissima gradazione ideale che esisteva 1733 I | sempre le sue albe sotto il terrazzo della dama sua, l’altro 1734 III| sentirsi vicini e l’indicibile terrore del guardarsi nel viso.~ 1735 IV | colla punta della spada tesa sul messale aperto, pronunciò 1736 III| castello; le pareti ottangolari tese di velluto viola, fiocamente 1737 II | in paradiso vergò il suo testamento, quello che leggeste ieri 1738 III| splendeva già sui monti e sui tetti; una piccola stella le vagava 1739 IV | lievi lievi fra le dita tiepidamente intralciate. Quand’ebbero 1740 III| raggio riflesso del loro timido amore.~Elisenda ruppe prima 1741 IV | come l’ermellino ducale tocca il velluto principesco. 1742 I | s’inchina devoto fino a toccar le briglie col capo. E viaggia. 1743 II | Fermati, non avvicinarti, non toccarmi; mi faresti cader vivo nel 1744 IV | vescovo Olivarez batte due tocchi. Ogni volta che quell’orologio 1745 II | suo crine canuto al primo tocco della luce diventò d’argento. 1746 V | amore.~Un rosso demagogo toglierà loro dal capo le corone 1747 IV | s’appoggiava.~Estebano si toglieva a stento da quell’atto sovrano 1748 IV | Estebano mio, permetti ch’io mi tolga un minuto da te? Oggi ho 1749 IV | sotto la nuca, e dura e tondeggiante sugli omeri. Una ragna cinerea 1750 IV | superbo leones rampando, e topazi e rubini e diamanti erano 1751 I | avanzava e il bel cavaliero tornava a nascondere il suo viso 1752 V | irruente, colla bava dei torrenti alla bocca, armata di scuri 1753 II | caccia. La voragine, co’ suoi tortuosi meandri, pareva un immenso 1754 IV | manti, e le i loro chiome si torturavano entro i cerchi massicci 1755 V | tratto rischiarato dalle torve faci della rivolta.~Allora 1756 IV | oleoso; quando quella cera traboccò giù dal candelabro, la fiamma 1757 V | più remoti del castello le tracce dei figliuoli dei re.~Finalmente 1758 IV | come l’ali d’una farfalla trafitta da uno spillo; poi continuava:~« 1759 IV | quelle porpore.~Un’antitesi tragica sorgeva da quelle due bionde 1760 I | propria ombra che il sole tramontando profila per terra; la vede 1761 II | ascolta. Questa aurora è il tramonto mio”. (Ed egli mormorava 1762 | tranne 1763 IV | rispondeva con voce bassa e tranquilla: «Sì,» e i volti avvicinavansi 1764 IV | liquido prato o come un oceano tranquillo, e poi degli angioli che 1765 II | guardati come da peccato; sappi trarre dal meditato abbassamento 1766 IV | orologio scoccava, Estebano trasaliva. «Quell’orologio è lugubre», 1767 I | non muta, la terra non si trasforma per variar di secoli e di 1768 III| l’impugnatura d’un brando traspare attraverso il sudario nero 1769 IV | uno stridor di mascelle tremanti...~L’ultima brage si spense. 1770 IV | separarsi, né più cessar dal tremare. Così avvinti, vacillanti, 1771 IV | un agnello.~La fanciulla tremava, ma non di paura, e come 1772 IV | come Estebano la vide cosi tremebonda, la raccolse tutta sul petto 1773 I | giovanetto fa passi radi, brevi e tremebondi; il suo cavallo affranto 1774 IV | dodici percosse non meno tremende delle tue, malvagio turbator 1775 IV | religione possente e una stirpe trionfale esalavano l’anima nel crepitio 1776 I | cavallo scaglia dietro di sé trionfalmente le leghe percorse.~Il cavaliere 1777 IV | in quell’atteggiamento di trionfo. Ma intanto la fiamma sconvolta 1778 IV | bimbi assorti in un magico tripudio. I loro corpi flettevano 1779 I | stringato e preciso come i trochei di Pindaro. Quel cavallo 1780 I | Carlo II, che importa ciò al trovator di romanze e al monte dell’ 1781 V | montagna, assalirà gli spaldi, troverà lo scheletro d’un cavallo 1782 III| simigliantisi come due fratelli, non troviamo altra imagine fuor che questa:~ 1783 V | devastazione dei troni.~Allora, un truce, un vecchio assassino si 1784 IV | composte con quattro foglie di tuberosa.~L’adorazione d’Estebano 1785 II | genitrice d’eroi, e Ceuta e Tunisi e Melilla e Cuba e Venezuela 1786 I | intera il fanatismo del turbante o della croce, vigili sul 1787 IV | Quand’ei si scosse, ella, turbata, fece sembianza di rimettersi 1788 IV | oscuro mistero» e rimase turbato.~«Estebano mio, permetti 1789 IV | tremende delle tue, malvagio turbator di preghiere. Avanti! Avanti, 1790 II | aver paura, figliuola, non turberò le tue notti. Per sola esequie 1791 IV | gonfi e delle chimere così turbolente nel cuore che, per farvele 1792 II | benedetta che fu la face tutelare della nostra stirpe, da 1793 III| azul, colla quale si fregia tuttora l’antichissima nobiltà spagnuola 1794 II | castello coll’archibugio ed uccise tutti i corvi e tutti gli 1795 II | vigilia della mia morte, ho ucciso un’aquila reale sul suo 1796 IV | sempre queste parole che udii una volta, predicate sul 1797 IV | anche a te! Ciò che hai udito vien dalla cripta che sta 1798 IV | veni,~ ~e nel suo canto s’udivano le vibrazioni dei sorrisi 1799 IV | Questi, cugina mia, non sono uffici da principi», rispose Estebano; « 1800 I | evaso dai roghi del Sant’Ufficio che provò già i primi lambimenti 1801 III| loro cuori infantili e l’ultimo sogno dell’avo moribondo; 1802 V | avi.~«Mentre l’intelletto umano compiva atti prodigiosi, 1803 I | cubiti di terreno, la sua unghia ferrata ripete sul suolo 1804 III| colonnati del castello. L’uniforme pestio degli sproni d’Estebano 1805 II | rimangono ancor vivi. Dio unirà questi due ramoscelli che 1806 IV | confitemur.~ ~Le loro voci unisone salivano e scendevano sul 1807 IV | labbra, che si parlavano unite... La fiamma del cero non 1808 III| soli sulla terra, soli ed uniti su quelle notturne alture 1809 II | orgoglio che regge la vita dell’Universo. L’umiltà è la virtù delle 1810 IV | in fondo il veleno dell’Upas.~La fiamma si spense.~L’ 1811 I | mantello, sembrano una nuvola d’uragano che voli, radendo la terra, 1812 IV | porta, e dopo quel prim’urto un secondo, e un terzo, 1813 II | vostro caval sauro, il vento urtò il povero nonno, che precipitò 1814 IV | nel cuore che, per farvele uscire, mi bisognerebbe infrangerlo. 1815 | V 1816 | v’ 1817 V | V.~ ~Molti e molti anni dopo 1818 IV | dal tremare. Così avvinti, vacillanti, i due giovanetti s’avviarono, 1819 IV | troni di Spagna».~La fiamma vacillò, Estebano rabbrividì. C’ 1820 I | dell’arcangelo anche la vaga età, come la ideava Murillo, 1821 III| Zurbaran si abbozzavano vagamente dietro lo spazio in cui 1822 I | provenzale che l’eco della valle deserta ripete così:~ ~Erransa~ 1823 II | dall’arnie che popolano le valli dove nacque Gesù; lo portò 1824 V | impassibile, incurante, vanagloriosa, sull’estremo punto d’Europa, 1825 IV | dei puledri d’Asturia che vanno a due a due per le ville 1826 I | incurvarsi leggiera in un vano del colle, simile alle figure 1827 I | il suo volo; d’un balzo varca l’Esla, d’un altro balzo 1828 II | allora feci un passo come per varcare il ponte che ci divideva; 1829 I | portentoso, e la Pisurga è varcata ed è ripresa la fuga, e 1830 I | terra non si trasforma per variar di secoli e di storia. Regni 1831 III| adolescente. Appariva fra essi di vario appena quel tanto che è 1832 III| l’altare innalzato su tre vasti scaglioni coperti da molle 1833 II | mia povertà tutti i miei vecchi servi, tutti i miei santi 1834 II | Povero nonno! morì di vecchiaia, la morte del leone. Egli 1835 IV | monarchica pareva fatale a vedersi. Era più che un lumignolo 1836 IV | odoroso e chiuso».~«Ma non vedi, Estebano, com’è tutto chiuso 1837 III| modanature dell’altare si vedono scolpite le parole: mensa 1838 I | ancora quel mistero volante.~Veduto da lungi, il cavallo disegna 1839 II | fiamma la grazia divina che veglia sulla nostra progenie, e 1840 II | regio imeneo. Gli angeli veglieranno sul sacro connubio dei due 1841 II | Principe, mi apparite più veloce del sogno e più pronto della 1842 IV | adusta. Le gocce scorrevano veloci dal vertice alla base della 1843 II | precipizio, raccoglierò la salma veneranda e la porterò nel chiostro 1844 II | Tunisi e Melilla e Cuba e Venezuela e San Domingo e Navarra 1845 II | Primo peccato: quando avevo vent’anni, a Zamora salvai dal 1846 IV | giuro sulla sacrata croce vera di Cristo, sull’evangelio 1847 IV | sua fine. Una luce fredda, verdastra, inquieta vagava nella cappella 1848 IV | di stalattiti glutinose e verdastre che si perdevano nell’ombra. 1849 IV | Elisenda, vedo un paese verde come un liquido prato o 1850 II | di andarsene in paradiso vergò il suo testamento, quello 1851 IV | gocce scorrevano veloci dal vertice alla base della candela 1852 I | oscurità delle vesti, la vertigine della corsa s’aggiunge per 1853 V | faccia a terra davanti i vescovi cattolici, si senti sulla 1854 I | smosse dalla brezza del vespro, rendono suono d’applausi 1855 IV | fanciulli si guardavano, e così vestiti si sembravano più belli.~ 1856 II | dell’oracolo avvinto alla vetusta reliquia. Sappi soltanto 1857 IV | labbra umane non sanno la via di queste cose profonde».~ 1858 I | toccar le briglie col capo. E viaggia. Senza questi segni manifesti 1859 I | fuggiasco? In che secolo vibrarono i palpiti di quella corsa? 1860 IV | nel suo canto s’udivano le vibrazioni dei sorrisi e delle lagrime.~ 1861 II | nonno; una saettata di luce vibrò sugli occhi di Don Sancio. 1862 III| provavano entrambi nel sentirsi vicini e l’indicibile terrore del 1863 | vicino 1864 I | salire sempre più lento per vie sempre più selvagge.~Mancano 1865 IV | a te! Ciò che hai udito vien dalla cripta che sta sotto 1866 III| fissavano sempre la luna.~A far vieppiù tenace la loro contemplazione 1867 II | divideva; Don Sancio me lo vietò, gridando:~«“Fermati, non 1868 I | turbante o della croce, vigili sul trono di Madrid il genio 1869 II | Terzo peccato: ieri, vigilia della mia morte, ho ucciso 1870 IV | candelabro pesante, lo innalza vigorosamente, lo capovolge; poi, segnando 1871 IV | sei un prode! se sei un vile, indietro! o il mio pugno 1872 IV | vanno a due a due per le ville castigliane avvinti alle 1873 III| istinto fatale e un’occasione violenta li trascinava ad amarsi; 1874 IV | dell’oratorio, l’amplesso violento in cui erano assorti, li 1875 III| diversi, Estebano la forma virile ed Elisenda la forma femminea 1876 II | ritorneranno Spagna. Io vissi umile in faccia ai signori 1877 II | dieci anni che non ci siamo visti è cresciuta in voi la statura 1878 IV | scherno, incoronavano e vituperavano ad un tempo chi li portava.~ 1879 IV | Essa rispose: «Non un’anima viva».~Appena finite queste parole 1880 IV | calice d’un giglio, e vivere la corta vita nostra, al 1881 II | ramoscelli rimangono ancor vivi. Dio unirà questi due ramoscelli 1882 II | toccarmi; mi faresti cader vivo nel precipizio.”~«Il sole 1883 I | inafferrabile ancora quel mistero volante.~Veduto da lungi, il cavallo 1884 IV | vedo uno sciame di farfalle volanti in mezzo a un fumo di mirra!»~« 1885 | voler 1886 | volete 1887 I | percorse.~Il cavaliere si volge con orgogliosa movenza verso 1888 I | una nuvola d’uragano che voli, radendo la terra, col fulmine 1889 | volli 1890 IV | rispose: «Sia fatta la tua volontà», e si coricarono entrambi 1891 IV | Estebano; poscia ambidue si volsero ad un altro angolo ove Estebano 1892 IV | e tranquilla: «Sì,» e i volti avvicinavansi ed allungavansi 1893 II | d’un corno da caccia. La voragine, co’ suoi tortuosi meandri, 1894 | vostre 1895 | vuol 1896 I | il cavallo disegna nel vuoto colla curva delle zampe 1897 | X 1898 I | vuoto colla curva delle zampe balzanti un arco d’aereo 1899 IV | dolce come di brezza o di zanzara. Elisenda finì le sue preci 1900 III| gloria, e i cieli d’oro di Zurbaran si abbozzavano vagamente


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