Atto, Scena
1 I, II | e ad occhi chiusi! Sono stato ad un pelo di averne bruciato
2 II, IV | Signora — Stasera non è stato qui Don Peppe? Hai certo
3 II, VII | Giovanni in Fiore. Se fossi io stato in quel paese, gli avrei
4 III, I | passa? A me non pesa il mio stato, ma il suo. Piange, n'è
5 III, II | Questo non farò io: nello stato in che si trova il padrone
6 III, V | quando quell'abisso ci è stato aperto dall'amicizia per
7 1, III | di quell'infelice fosse stato un rimorso, una paura di
8 1, V | figlio?~Corina — Tuo figlio è stato con noi tutto fiori e baccelli.
9 1, VIII| il tuo dolore, e il tuo stato mi affligge. Perché non
10 1, IX | spesso a passare per dove era stato ucciso alcuno; e allora
11 1, IX | quasi che il tuo volto fosse stato una coppa a due manici,
12 2, I | che meraviglia che sii stato tradito anche tu? Solo (
13 2, I | ti dispiaccia di essere stato tradito. Fummo traditi anche
14 2, III | Ed io confesso di essere stato uno scavezzacollo, un rubatore
15 2, III | mio, che vorresti? Sono stato uomo. ~Corina — Sei stato
16 2, III | stato uomo. ~Corina — Sei stato un porco. ~Padr’Antonio —
17 2, III | sentenza di morte:: nondimeno è stato buono ch'io vi abbia disposto
18 2, V | Donna — O Corina, in che stato ti troviamo! (piange). ~
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