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Vincenzo Padula
Antonello capobrigante calabrese

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  • ATTO V
    • SCENA V   Padr’Antonio, LE DUE Donne, e Detto
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SCENA V

 

PadrAntonio, LE DUE Donne, e Detto

 

PadrAntonioFiglio mio, ti ho condotto le tue amiche, ed i tuoi amici.

Corina — Prima le amiche, e poi gli amici. (Padr'Antonio esce, ed entrano le due donne).

1. Donna — O Corina, in che stato ti troviamo! (piange).

2. Donna — Mi scoppia il cuore a pensare al brutto tradimento che ti hanno fatto.

Corina — Mie care colombe, non ve n'affannate: lacrime non posso vederne. Ho vissuto allegro; allegro voglio morire. Lisciatemi il mento, tiratemi la barbetta come una volta, e mi farete piacere.

1. Donna e 2. Donna — Questa tua spensieratezza maggiormente ci lacera l'anima. Sei forse vicino alla morte, e puoi ridere, e puoi parlare cosí?

CorinaVorreste ch'io fossi il mio boia? Asciugate le lacrime, ed udite. Quando mi sentirete morto, andate tutte e due nella Sila alla contrada Cariglione. Vedrete tre agrifogli in fila, scavate attorno a quello di mezzo, e troverete sei mila ducati in oro. Tre saranno i tuoi, mia bella dagli occhi vetrini, e tre i tuoi, o graziosa pacchierona. Avrete cosí una bella dote, e vi troverete un marito.

1. Donna — Queste parole ci sono al cuore altrettanti coltelli.

2. Donna — Noi abbiamo amato la bella vita tua, non già il denaro; non vogliamo né i tre mila ducati, né il marito.

Corina — Voi vi piglierete l'una cosa e l'altra, amiche mie. Ora andate e ricordatevi di me.

1. Donna — E ci mandi via cosí subito?

Corina — Non ho altro a dirvi. Andate, ed inviatemi i miei amici.

1. Donna} — Amici? Ma che razza di amici! Sono due

2. Donna} — furbi bollati.

Corina — Non sparlate del prossimo: gli accusate a torto.

1. Donna — Ci rivedremo altra volta?

Corina — Lo spero. (Le donne escono) E cosí vi saranno due persone, che al sapermi morto diranno: Povero Corina! — Le loro lacrime son vere o simulate? Che mi preme il saperlo? Son lacrime.

 




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