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Vincenzo Padula
Antonello capobrigante calabrese

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  • ATTO II
    • SCENA I   Rosa e Don Peppe
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SCENA I

 

Rosa e Don Peppe

 

Rosa — Ma se ti dico che non può essere.

Don Peppe — Un'altra parola.

Rosa — Ne ho assai. Va, bello mio: ho da fare il letto alla padrona, e qui non s'entra.

Don PeppeBene! (si strappa un capello e lo spezza in due). E noi ci uniremo, quando tornerà ad unirsi questo capello: guarda! Ed ancora, o Don Peppe, non ti è altri che fidanzata! Che vorrà essere quando ti sarà moglie?

RosaChiedi a Rosa tua cose giuste, e porrò la mano nel fuoco; ma intromettere i briganti?... E che credi che io sia?

Don Peppe — Un angelo di cera; il demonio son io. Dunque sta sana.

RosaIddio t'accompagni.

Don Peppe — Però ricordati di avermi respinto come un cencio, senza udire le mie ragioni.

Rosa — E che ragioni puoi dirmi?

Don Peppe — Ecco. Noi dobbiamo sposarci a mezzo agosto, e tu, che santa sia, non hai niente, ed io neppure. Siamo due legni morti, che non possono far fuoco. Poi avendo questa bell'aquila di moglie, ti pare che io possa seguire a fare il pecoraio, e ritirarmi in casa a goderci ogni quindici giorni? Vo' farmi mulattiere. — Non ricordi la canzone: Io non voglio il ferraro che mi tinge, Ma voglio il mulattiere che mi stringe? Ed io ti stringerò, Rosa mia, tra le braccia come una soma di bambagia.

Rosa — Come sei scipito!

Don PeppeBene! quando ne sarà tempo mostrerò se avrò sale. A me dunque bisogna un mulo: puoi dar melo tu?

Rosa — Non ho piú che venti docati, ed i padroni non mi hanno promesso altro che il letto ed i panni.

Don Peppe — E se non puoi darmelo tu, perché ti opponi che me lo diano gli altri? Ove ti piacesse d'introdurre qui i briganti, domani Antonello mi conterebbe su questa palma di mano cento, duecento, trecento piastre sonanti e ballanti. Capisci?

Rosa — E torni alla medesima canzone?

Don Peppe — Se te ne sdegni cosí, n'intonerò un'altra. Vediamo se ti piace. — Sai tu Sbarra? Quell'uomo è un uomo, visino mio bello, e stamane mi ha detto: Se non riesci d'introdurci in casa Brunetti, prima di tornare in campagna, confessati. — Rosa, Rosa, mettiti nei miei panni.

Gliene diedi parola, e se io non manterrò la mia, egli manterrà la sua. Ora il tuo rifiuto mi la morte, perché io ad ogni modo ho da tornare ai boschi, e, quando meno me lo penso, mi sentirò qui sulla fronte una cosa calda, che certo non sarà un tuo bacio.

 




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