SCENA
II
Brunetti e
detti
Brunetti — Ed ancora qui,
mariuolo? Te' (gli tira un calcio). Mi avete assassinato. Trenta
castrati! È impossibile che Antonello e compagni si abbiano divorato trenta castrati.
Ma io castrerò te, castrerò il mandriano, castrerò tutti voi, ladri cresciuti
per le forche. E questa è la gratitudine che mi devi per averti promesso
Rosina? Guarda, Rosina mia, che ceffo di brigante ha costui. Ma già, da cotesta
gentaglia è stoltezza sperare gratitudine. — Villano, dicea il mio
maestro, vuol dire villus ani, cioè pelo di preterito; e te' un altro
calcio al preterito. Ma domani ci rifaremo i conti. Già n'ho scritto al
giudice, e si saprà se vi avete venduti i castrati, dicendo a me di averseli
presi i briganti. E guai se la cosa è come io penso! Me la pagherete salata:
non vi mancheranno venti anni di ferri. E tu, Rosina, non dolertene: ti darò io
un marito migliore (Esce).
Don Peppe — Se torno in
campagna, Sbarra mi uccide; se resto in paese, il padrone mi dà vent'anni di
ferri. Andiamo.
Rosa — Dove si va? Vuoi
farmi ammattire stasera?
Don Peppe — Che preme a
te dove vada? Mi ami tu forse? Credi ch'io veggia con gli occhi di dietro?
Rosina!… Come s'inzuccherava la bocca a dire (contraffacendo la voce di
Brunetti) Rosina... Rosina mia! Io ti chiamo Rosa, ed egli Rosina; perché?
Oh sarei gonzo a non capirlo! Tu ami lui, ed egli te, e 'l matrimonio del
povero Don Peppe si vuole per coperchio alle vostre tresche.
Rosa — Ah! sei un infame
a dire cosí.
Don Peppe — E come? Mi
vedi battere, né ti muovi? Mi si prende a calci al tuo cospetto, e tu stai a
guardare il tuo fidanzato buttato a terra, senz'aprir bocca? E dovrò credere
che mi ami? Che tu mi voglia bene, quando mi vedi messo tra Sbarra e la
prigione, tra un colpo di moschetto e venti anni di ferri, e non ti risenti?
Ah! se tu introducessi i briganti, Sbarra sarebbe contento, io ricco, né il
padrone parlerebbe piú di castrati.
Rosa — Ma, o Dio! potrò
permettere che mi uccidano il padrone?
Don Peppe — Sciocca!
Verranno ad aprirgli non la pancia, ma la borsa.
Rosa — E alla signora?
Don Peppe — Neppur torto
un capello.
Rosa — E al padroncino?
Don Peppe — Ma tu hai
mangiato loglio stasera? Non vuoi capire che si vuol denaro, non sangue? Quel
bestione ha rubato tanto; che male ci è che sia rubato a sua volta?
Rosa — Sta bene! ma dove
li nasconderò tutti?
Don Peppe — Non saranno
tutti, ma due; gli altri resteranno fuori. L'uno lí, sotto il letto; l'altro
qui, nella guardaroba. Grazie, Rosa. Tu mi salvi; vado a chiamarli (Esce).
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